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L'ora di religione (2002)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'ora di religione: minimo
Ritmo ritmo in L'ora di religione: presente
Impegno impegno in L'ora di religione: forte
Tensione tensione in L'ora di religione: presente
Erotismo erotismo in L'ora di religione: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a L'ora di religione

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a L'ora di religione (voti: 123 media: 3,67) 123

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locandina di L'ora di religione

La trama

La notizia della beatificazione della madre, riapre ferite che si erano rimarginate

Ernesto, un affermato pittore, apprende che vogliono fare santa sua madre. Tenuto all'oscuro di tutto dalla sua famiglia, è particolarmente colpito perché la vicenda contrasta con il suo mondo di artista e di uomo libero e ateo. Le iniziative affinché partecipi al processo di beatificazione si fanno sempre più pressanti, mentre il ricordo della madre apre una voragine che lo spinge a rielaborare il passato e a vivere diversamente il presente.  

Con "L'ora di religione" Marco Bellocchio firma non solo il suo film più denso e rigoroso degli ultimi anni, ma anche una limpida dichiarazione d'intenti morale. Come essere e come il mondo intorno a noi (anche le persone più care) vorrebbe che fossimo; e il bisogno incessante di scrollarsi di dosso le tentazioni dell'acquiscenza e del buon senso, di ripercorrere la propria storia fino all'ultima contraddizione, fino all'ultimo dolore. Per riuscire a darle un senso, che può essere quello semplicissimo di accompagnare il proprio bambino a scuola e magari di riuscire così a condurlo in un posto dove non ci sia e lui possa finalmente essere libero di stare solo. Con Ernesto, ci aggiriamo tra il paradosso e l'incredulità, avviluppati in un'atmosfera che passa senza soluzione di continuità dalle volute opprimenti di un incubo vaticano (la festa con i suoi ralenti, l'improvvisa apparizione e i discorsi deliranti dei nobili neri, il surreale duello all'alba) alla straordinaria pulizia d'immagine della vita di tutti i giorni, delle strade romane riprese attraverso i finestrini di un'auto, della scuola elementare, del giardino illuminato nel quale il bambino cerca di nascondersi da Dio.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 17/2002

Bellocchio firma il suo film più denso e rigoroso degli ultimi anni. E costringe il protagonista, un ateo convinto, a riaprire i conti
con il passato
Castellitto in stato
di grazia

Un uomo maturo, un pittore che vive nel centro di Roma, un giorno scopre che tutta la sua famiglia, ex moglie compresa, ha organizzato a sua insaputa il processo di beatificazione di sua madre. Perplesso, Ernesto si aggira nei meandri di un parentado e di conoscenze che all’improvviso riscopre papaline e conformiste, costretto suo malgrado a riaprire i conti con un passato che, nel suo convinto e quieto ateismo, pensava di aver superato. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Snaporaz68 scritta il 24/10/2010 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto ottimo

La Religione delle Madri “Innamorarmi è la più grande professione di ateismo che possa fare.” Ernesto Picciafuoco-Sergio Castellitto in L’Ora di Religione Uno dei film più importanti degli ultimi quindici anni, una palese dimostrazione di come il nostro Cinema potrebbe ancora produrre storie che dal particolare si dilatano all’universale e coinvolgere individui a tutte le latitudini. Un film che va contro tendenza, che osa affondare il dito nella piaga, che abbandona il narcisismo e il provincialismo di certa produzione nostrana per elevarsi sulle alte vette della onestà intellettuale e della libertà dell’artista. Bellocchio parte da una storia semplice, ossia il tentativo di canonizzazione di una donna comune, uccisa dal figlio Egidio (folle bestemmiatore) e viviseziona l’impatto di questo evento su uno dei quattro figli, il pittore ateo Ernesto Picciafuoco (alias Sergio Castellitto alla migliore interpretazione della sua carriera) alle prese con una crisi matrimoniale e con il figlio Leonardo intelligente quanto vivace che gli pone interrogativi esistenziali di difficile risoluzione. Da un lato viene portato alla luce il conflitto primordiale con la figura genitoriale materna, in realtà mediocre e poco attenta alle esigenze dei figli, ma che il processo di beatificazione riporta sulle alte sfere dell’eccellenza. Da qui una sorta di dubbio amletico: e se avesse ragione la società, se mia madre fosse veramente una santa? Il dubbio è alimentato dalla propria crisi personale, dall’assoluta estraneità a un mondo e a una società che vanno esattamente in direzione contraria, alla ricerca di una rispettabilità perduta, del potere, di un nome, di una assicurazione sulla vita. Dall’altro lato si innesta perfettamente il rapporto padre-figlio, con questo bambino che vediamo fin dall’inizio tormentato dalla onnipresenza di Dio (“vattene via, non devi stare qui, lasciami stare in pace, non sono più libero di pensare per conto mio” grida da solo in giardino) e che cerca nel padre Sergio Castellitto un esempio di coerenza che metta finalmente d’accordo il dire con il fare. Il sorriso giocondo della madre è un’arma terribile nei confronti della propria prole: è il sorriso vuoto e beffardo “di chi sa di averti in pugno solo per il semplice fatto di averti messo al mondo”, è il sorriso di una superiorità morale che non poggia su esempi di vita o su compartecipazione affettiva, ma su un fatto naturale. Io sono tua madre e mi devi obbedire solo per questo. Sono intoccabile, infallibile, al di fuori del giudizio e della discussione. Non ti spiego perché non devi bestemmiare. Non lo devi fare semplicemente perché lo dico io, tua madre, monna lisa imperturbabile. Su queste basi pedagogiche crolla l’impalcatura familiare: un figlio diventa terrorista, un altro fugge di casa e cerca nell’arte pittorica una sua realizzazione, un altro va in Togo a fare il missionario, un altro si accontenta di una falsa conversione, Egidio fa quello che vorrebbero fare gli altri quattro e nella follia libera l’istinto primordiale omicida (un folle matricida è anche l’Alessandro de I Pugni in Tasca di Bellocchio, sua opera prima del 1965). ESPANDI +
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Opinioni su L'ora di religione


8 luglio 2011 Opinione di chribio1 su "L'ora di religione"
chribio1

questo "L'ora di religione-il sorriso di mia madre",non mi ha proprio convinto,per niente.voto.4.

voto al film: chribio1 assegna il voto pessimo a L'ora di religione (2002)


16 gennaio 2011 Opinione di Mathiasparrow su "L'ora di religione"
Mathiasparrow

Bellocchio. Pare di vederlo, mentre sistema comodamente i suoi soliti bersagli inermi, spara qualche colpo da distanza ravvicinata, e poi si gira tronfio verso la platea a raccogliere applausi. Una sequenza che si ripete con triste regolarità. Avrebbe meritato solo silenzio assoluto, invece perfino a distanza di anni quest'ora (e quaranta) di ateismo viene spacciata per capolavoro. E' un cinema cadaverico tenuto in vita dal bisogno di appagamento facile: mancano umiltà,...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto mediocre a L'ora di religione (2002)

6 commenti
[utile per 7 utenti]


24 ottobre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "L'ora di religione"
Snaporaz68

La Religione delle Madri “Innamorarmi è la più grande professione di ateismo che possa fare.” Ernesto Picciafuoco-Sergio Castellitto in L’Ora di Religione Uno dei film più importanti degli ultimi quindici anni, una palese dimostrazione di come il nostro Cinema potrebbe ancora produrre storie che dal particolare si dilatano all’universale e coinvolgere individui a tutte le latitudini. Un film che va contro tendenza, che osa affondare il dito...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto ottimo a L'ora di religione (2002)

10 commenti
[utile per 8 utenti]

16 febbraio 2010 Opinione di mmciak su "L'ora di religione"
mmciak

"L'ora di religione" (Il sorriso di mia madre) diretto nel 2002 da Marco Bellocchio,devo dire che l'ho trovato splendido. La storia si svolge a Roma e racconta di Ernesto, un affermato pittore, apprende che vogliono fare santa sua madre. Tenuto all'oscuro di tutto dalla sua famiglia, è particolarmente colpito perché la vicenda contrasta con il suo mondo di artista e di uomo libero e ateo. Però succede che per le iniziative al processo di beatificazione cominciano le...

voto al film: mmciak assegna il voto buono a L'ora di religione (2002)



26 gennaio 2010 Opinione di peaceandlove su "L'ora di religione"
peaceandlove

 Bel film. Sicuramente il film di Bellocchio più riuscito degli ultimi anni. Mi ripropongo di rivederlo presto e di dargli la stella che forse sbagliando gli sto togliendo adesso.

voto al film: peaceandlove assegna il voto buono a L'ora di religione (2002)


29 dicembre 2009 Opinione di riverworld su "L'ora di religione"
riverworld

Bellocchio mette la religione tra l'incudine ed il martello. Ateismo o religiosità? Appartenenza sociale e predeterminata ad una confessione o scelta autonoma, consapevole e voluta. Duro, grottesco, irriverente. Non per tutti ma dotato di una forza immensa. Intensissimo.

voto al film: riverworld assegna il voto ottimo a L'ora di religione (2002)



23 novembre 2009 Opinione di mm40 su "L'ora di religione"
mm40

Un durissimo affondo contro la meschinità del cattolicesimo. Italia, 2002: soltanto Bellocchio poteva mostrare un simile coraggio e va per questo ammirato; la storia esplora dall'esterno le eccentriche manifestazioni di fede dei cattolici, senza calcare eccessivamente la mano, ma mettendo in luce la gravità retrograda della situazione italiana negli anni di internet, dei bombardamenti al tg, dell'ipertecnologia (il montaggio video della Gradiva). In tutto ciò vige ancora...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a L'ora di religione (2002)


25 luglio 2009 Opinione di michel su "L'ora di religione"
michel

UNA MAMMA PER NEMICO Castellitto incarna un personaggio complesso su cui incombe il fantasma di una madre poco amata uccisa da un altro suo figlio pazzo. Ateo, anticonformista indifferente, l'uomo viene coinvolto dai suoi famigliari nella lucrosa opera di beatificazione della defunta. L'operazione lo ripugna, ma riuscirà questa volta a schierarsi e ad agire?. Come un fantasma tornato a galla dall'inconscio la madre riemerge gigantesca e con essa, che era pia fino alla nausea, il senso...

voto al film: michel assegna il voto buono a L'ora di religione (2002)



1 novembre 2008 Opinione di will kane su "L'ora di religione"
will kane

Che colpo di reni, Bellocchio! Quando oramai il cinema del regista piacentino sembrava aver consumato i suoi giorni migliori, e molta critica parlava dei suoi lavori più recenti con la deferenza vagamente pregiudiziale di un modo di fare film per pochi, troppo cerebrali o impregnati di intellettualismo obsoleto, ecco una sferzata impressionante, un trattato morale densissimo, che resta nel tempo e costringe lo spettatore ad una serissima riflessione sul senso (anche) della propria epoca e...

voto al film: will kane assegna il voto ottimo a L'ora di religione (2002)


22 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "L'ora di religione"
sasso67

Uno dei migliori film italiani d'inizio di terzo millennio e uno dei migliori di Bellocchio da una ventina d'anni a questa parte (molto migliore di "Buongiorno, notte", per dirne uno). "L'ora di religione" è anche servito da una delle migliori (se non la migliore in assoluto) interpretazione di Castellitto, un attore camaleontico, ma che non amo particolarmente. E Bellocchio lascia qualche dubbio che colpisce lo spettatore: e se le bestemmie di Egidio non fossero dovute soltanto alla pazzia...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a L'ora di religione (2002)




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