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Opinione di speedy34 su Semana Santa





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25/10/2002 voto al film: voto mediocre

Sul film

Un nefasto destino sembra accompagnare le sorti delle recenti vincitrici del Premio Oscar come Migliore Attrice non Protagonista: partendo da Geena Davis (premiata per “Turista per caso”) e Marisa Tomei (“Mio cugino Vincenzo”), passando per Juliette Binoche (“Il paziente inglese”) e concludendo con Mecedes Ruehl (“La leggenda del Re Pescatore”) e Marcia Gay-Harden (“Pollock”) tutte le loro carriere, come intimidite da cotanto riconoscimento, invece che lanciate verso progetti e film di successo si barcamenano tra produzioni irrisorie se non quando i loro volti scompaiono totalmente dalla scena! Sta quindi in buona compagnia anche un'altra attrice Premio Oscar come Mira Sorvino (Migliore Attrice non Protagonista per “La Dea dell’amore”) che ha un talento quasi naturale nel scegliere copioni e progetti “sbagliati”. Tra questi c’è il film in uscita sui nostri schermi “Semana Santa” diretto da Pepe Danquart ed interpretato accanto al suo compagno Olivier Martinez. Coproduzione europea irrisolta e confusa delude per approsimatezza della sceneggiatura e l’interpretazione di attori assolutamente fuori posto. La storia dei tre detective alla caccia di un serial killer che semina morti durante le funzioni religiose della “Semana santa” di Siviglia ha l’andamento televisivo e confezione incolore che non giustifica una produzione che sulla carta poteva avere quell’appeal ed ingredienti che meglio “lavorati” avrebbero sicuramente offerto un prodotto migliore. E se la Sorvino recita costantemente a braccia e mani conserte (forse è per questo motivo che a metà film gli sceneggiatori le fanno fasciare una mano perchè la sua postura appaia più naturale!) invece la nostra Alida Valli, in una delle sue sempre più rare partecipazioni cinematografiche, continua a distinguersi per eleganza ed intensità espressiva.


SI

Commenti

  • 17 ottobre 2009, 22:05 di marco1956

    Brutto film. Pensavo di vedere degli scorci interessanti di una città meravigliosa come Siviglia e di seguire una storia avvincente che, per una volta, non si svolgesse a New York o Las Vegas. Niente di tutto questo. Per quanto riguarda la città il film lo avrebbero potuto girare anche alla Bovisa. La storia, invece, è sconclusionata con personaggi confusi e fuori posto. Peccato, è stato di una noia mortale. Spero che il regista, col tempo, sia migliorato o abbia cambiato mestiere.

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