La regina dei dannati - La recensione di FilmTv
Con Aaliyah, Stuart Townsend, Marguerite Moreau, Vincent Perez, Lena Olin
La recensione di FilmTv
Il vampiro Lestat si inventa una carriera da rockstar. Meglio se restava nella sua cripta
"La regina dei dannati" è tratto dal secondo romanzo della serie "Vampire Chronicles" di Anne Rice. Al primo era ispirato "Intervista col vampiro", ma tra i due film non c'è alcun rapporto di parentela. In questa nuova avventura il vampiro Lestat, stufo dell'eternità e di stare nella cripta, decide di impadronirsi delle notti e di invitare tutti i vampiri a svelarsi, inventandosi con successo una carriera da rock star. Un non morto può benissimo "camminare con i viventi" se sono vestiti, truccati ed esagitati come comparse di un film di Ed Wood. L'affondo contro il look e l'insensatezza di certa musica è uno dei pregi del film in cui gli unici che se la spassano sono gli attori (Vincent Perez non riesce a stare nella pelle nel vestito di velluto). Luogo dell'acting out collettivo non può che essere la Death Valley durante un concerto. A pasticciare la trama ci si mette la regina Akasha (la cantante Aaliyah scomparsa recentemente), la madre egizia di tutti i vampiri che, avidissima, potentissima, magrissima e assetatissima, brama di riaffermare la propria egemonia. Da un film con i vampiri ci si aspetta che sia un horror o una commedia/ parodia e non che sia un'esercitazione esangue.
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