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L'ultimo treno (2001)

[Edges of the Lord, USA 2001, Drammatico, durata 95']   Regia di Yurek Bogayevicz
Con Haley Joel Osment, Willem Dafoe, Liam Hess, Richard Banel



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'ultimo treno: minimo
Ritmo ritmo in L'ultimo treno: presente
Impegno impegno in L'ultimo treno: forte
Tensione tensione in L'ultimo treno: presente
Erotismo erotismo in L'ultimo treno: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'ultimo treno

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'ultimo treno (voti: 11 media: 3,55) 11

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locandina di L'ultimo treno

La trama

L'orrore del nazismo attraverso gli occhi di un bambino.

Nella Polonia occupata dai nazisti Romek, dodicenne ebreo, per sfuggire alle persecuzioni si rifugia presso una famiglia cattolica. Il ragazzino incontra un prete eccentrico ma comprensivo che guida la comunità dei bambini ebrei attaverso una serie di avvenimenti a volte comici a volte drammatici. Quando qualcuno incomincerà a sospettare di lui sarà proprio il prete che gli insegnerà un po' di catechismo pur rispettando la sua diversità religiosa.  

Sono passati sei decenni dall'orrore della guerra nel cuore dell'Europa e da quello dell'Olocausto e il cinema negli ultimi anni ha dimostrato di non voler dimenticare. "La vita è bella", "Train de vie" e il sottovalutato "L'isola in via degli uccelli" ora sono affiancati da "L'ultimo treno", film diretto da Yurek Bogayevic che è tornato nella sua Polonia da Hollywood per realizzare questa testimonianza contro l'orrore. Il terrore di essere scoperto, i treni carichi di deportati inviati nei campi di sterminio, le incomprensioni tra cattolici ed ebrei, le crudeltà dell'invasore nazista, la vita in campagna, il rapporto con un prete cattolico e i ragazzini della sua età, sono eventi filtrati attraverso l'occhio di Romek, intrepretato da Haley Joel Osment, che dona allo spettatore emozione e dolore.

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L'opinione più votata

Di dedo scritta il 2010-05-19 19:22:51 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

Bogayevicz ci offre una storia, da lui scritta, sul dramma della sua patria dopo le invasioni tedesche e russe, focalizzandosi sulla prima. E lo fa attraverso gli occhi di un bambino ebreo, Romek, che visto il pericolo di deportazione, viene affidato volontariamente dai genitori ad un agricoltore cristiano, che lo accoglie come un figlio nella sua famiglia. Attraverso questi occhi si assiste con quasi imparzialità a comportamenti disgustosi sia da parte dei tedeschi, ma anche da parte dei conterranei polacchi e anche fra adolescenti. Contrariamente a quanto normalmente si crede i rapporti fra cattolici ed ebrei in Polonia non erano idilliaci e questo appare anche nella comunità agricola in cui Romek viene inserito. Accanto a cristiani veri, cioè caritatevoli, come Gniecio, si ritrovano figure losche come il suo vicino di casa, intollerante, ubriacone ed assassino, i figli del quale, adolescenti, si comportano in modo abbietto. Figura anomala quella del prete (W. Dafoe), non molto presente nel film ma con una presenza di spessore, che cerca di comportarsi correttamente con il ragazzo ebreo, rispettandone la religione pur dovendo fingere di avere un allievo cristiano. Romek trova una iniziale ostilità da parte del più grande dei figli di Gniecio, Vladek, ma grande simpatia dal piccolo Tolo, che in nome della Fede si lascia deportare per non venire meno alle sue convinzioni cristiane. Tutti gli eventi che si susseguono vengono registrati puntualmente dal giovane Romek, spettatore delle atrocità perpetrate dai nazisti, dai polacchi adulti e anche dagli adolescenti con cui è in contatto, deve sopravvivere in un ambiente in cui domina la follia, basandosi solo su se stesso, senza aiuti concreti se non l’affetto del piccolo Tolo, il tutto visto con il terrore di essere scoperto, di essere denunciato. Il regista, che pure opera per un racconto, efficace dal punto descrittivo della vita nella campagna polacca nel ’42 di condanna di tutte le abominevoli azioni umane, spesso si lascia prendere la mano nel tentativo di coinvolgere emotivamente lo spettatore e di conferire al film le caratteristiche di una condizione assurda. deprecabile, dove può accadere di tutto. Particolarmente bravi gli adolescenti coinvolti ed anche la recitazione un po’ “ruvida” di Dafoe. Discreta la coreografia, adeguata la colonna sonora. Se l’intento del regista è, tramite un’angolatura giovanile, di far riflettere su orrori che devono rimanere impressi per sempre e tramandati alle future generazioni, direi che c’è riuscito. Voto 7
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SI

Opinioni su L'ultimo treno


2011-06-03 10:02:36 Opinione di emmepi8 su "L'ultimo treno"
emmepi8

  Siamo sempre nell'ambito delle vicende vissute da dei bambini, il filtro è quello dell'infanzia e quindi le argomentazione come questa dello sterminio degli ebrei è vista in questa ottica, ma diciamo pure che ritroviamo il mondo infantile con tutti i suoi conflitti ed la riproduzione del mondo dei grandi. Certo qui il dramma dello sterminio degli ebrei si fa sentire,ma vengono curati in particolare i rapporti umani che si creano, senza eccessivi addolcimenti e con una...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a L'ultimo treno (2001)

nessun commento
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2010-05-19 19:22:51 Opinione di dedo su "L'ultimo treno"
dedo

Bogayevicz ci offre una storia, da lui scritta, sul dramma della sua patria dopo le invasioni tedesche e russe, focalizzandosi sulla prima. E lo fa attraverso gli occhi di un bambino ebreo, Romek, che visto il pericolo di deportazione, viene affidato volontariamente dai genitori ad un agricoltore cristiano, che lo accoglie come un figlio nella sua famiglia. Attraverso questi occhi si assiste con quasi imparzialità a comportamenti disgustosi sia da parte dei tedeschi, ma anche da parte...

voto al film: dedo assegna il voto buono a L'ultimo treno (2001)

nessun commento
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2010-01-25 08:28:00 Opinione di OGM su "L'ultimo treno"
OGM

Le atrocità mostrate in questo film testimoniano che l’umiliazione della fede religiosa è tutt’uno con l’umiliazione dell’Uomo. La modesta ambientazione agreste pone in primo piano l’essere umano inteso come carne, sudore e sangue, nobilitato dal lavoro e dal sacrificio, e lasciato puro dalle offese subite. Per i bambini protagonisti di questa storia, la scoperta del male e la difficoltà a capire la vita degli adulti si intreccia  con...

voto al film: OGM assegna il voto buono a L'ultimo treno (2001)

nessun commento
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2009-06-11 17:50:27 Opinione di wang yu su "L'ultimo treno"
wang yu

UN BUON FILM PER NON DIMENTICARE GLI ORRORI DELLA GUERRA, ANCORA UNA VOLTA VINCE L'INNOCENZA DEI BAMBINI SENZA MALIZIA.

voto al film: wang yu assegna il voto buono a L'ultimo treno (2001)



2004-10-13 20:20:21 Opinione di maxcalifornia su "L'ultimo treno"
maxcalifornia

una bella storia macchiata dagli orrori dei nazisti che tentano di perseguitare gli ebrei e tra uno di questo c'è un bambino ebreo che si nasconde in un rifugio di un prete cattolico. questi sono gli ingredienti di un film piuttosto interessante.

voto al film: maxcalifornia assegna il voto buono a L'ultimo treno (2001)


2004-04-21 23:37:48 Opinione di IVANSELVA su "L'ultimo treno"
IVANSELVA

gran film poco pubblicizzato dalla forte carica emotiva.

voto al film: IVANSELVA assegna il voto buono a L'ultimo treno (2001)



2003-09-26 18:40:39 Opinione di degoffro su "L'ultimo treno"
degoffro

L'Olocausto attraverso gli occhi, la sensibilità, la dolcezza e l'innocenza di un bambino. Il piccolo Romek (il sempre più intenso e commovente Haley Joel Osment, talento naturale capace di espressioni che trasmettono emozioni autentiche e vibranti) in seguito all'occupazione della Polonia da parte dei tedeschi, essendo ebreo, è costretto a separarsi dai genitori e si rifugia presso la famiglia cattolica del cugino della madre. Il distacco dai genitori e le difficoltà ad adattarsi ad un...

voto al film: degoffro assegna il voto sufficiente a L'ultimo treno (2001)


2003-08-16 13:53:24 Opinione di Travis su "L'ultimo treno"
Travis

Mi aspettavo di più...peccato per Dafoe e Osment...un film un pò noioso, regia scontata, un vero peccato!

voto al film: Travis assegna il voto sufficiente a L'ultimo treno (2001)



2003-07-25 18:15:54 Opinione di superficie 213 su "L'ultimo treno"
superficie 213

LA STORIA SEMBRAVA INTERESSANTE E GLI ATTORI PROMETTEVANO BENE MA...NON SO 'BENE PERCHE',FORSE L'ARIA DA FOTOROMANZO,LA POCA CAPACITA' DI VEDERE DAFOE IN UN RUOLO DI PRETE,QUESTO FILM NON MI E' PIACIUTO.LA TRAMA NON MI HA PRESO E LA LENTEZZA MI HA SOFFOCATO.PROBABILMENTE MI SBAGLIO ED IL FILM E' BELLO,MA NON MI HA CONVINTO.

voto al film: superficie 213 assegna il voto mediocre a L'ultimo treno (2001)



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