Spider (2002)
Con Ralph Fiennes, Gabriel Byrne, Miranda Richardson, Lynn Redgrave
03/10/2011
(dedicato a Francesco Mastrogiovanni): "picchiatelli (2)"....Spider
Spider è rimasto solo.Un bambino solo.Un bambino imprigionato in un corpo di uomo.Un bambino che tesse la sua tela.Un cappotto troppo grande, le scarpe legate male.I discorsi, le parole che...
di maghella
La trama
La dolorosa odissea di uno schizofrenico.
Dennis Cleg, detto Spider, vive in un tempo tutto suo, in cui passato e presente, realtà e allucinazione, si sovrappongono incessantemente. Spider è schizofrenico, e la sua vita fuori dalla casa di cura spazia in un disordine indefinito. Spider cerca le immagini giuste, il bandolo della matassa che gli si è tessuta intorno come una ragnatela, la faccia di sua madre nei volti di tutte le donne che incontra...
Sarebbe stato impossibile trovare un regista più adatto di Cronenberg per narrare il solitario viaggio nell'incubo di Spider, per riuscire a rendere gli impercettibili confini tra i suoi mondi, per fargli rivivere da spettatore ciò che ha già vissuto da bambino (o forse no...). L'autore canadese è un maestro nella materializzazione di un'atmosfera che si fa racconto, sperdimento interiore, e nella frantumazione concentrica dei punti di vista, tanto da affogarci nella stessa incertezza di prospettiva del protagonista (uno straordinario Fiennes, la cui performance può essere valutata appieno solo nella versione originale), nella sua memoria e nella sua coscienza deragliate. Tratto dall'omonimo romanzo di Patrick McGrath (che sceneggia in prima persona), _Spider_ è un film di "percezione" più che di "narrazione"; basato non su un plot, ma su una trama che pare modellata da Escher. Sentire i borbottii di Spider, intuire gli scarabocchi tracciati sui suoi quaderni, annusare l'aria che lui annusa. Nulla ha senso se non l'asfissiante odore di gas, la mamma perduta, un'infanzia devastata, un'esistenza segnata per sempre.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 49/2002
Uno schizofrenico che vive in un tempo tutto suo, in un film dove Kafka incontra Freud. Dirige Cronenberg, maestro nel narrare lo sperdimento interiore
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 16/01/2011 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
Film conturbante, falsamente semplice nello sviluppo della storia ma in realtà il finale ribalta completamente la apparente iniziale interpretazione, facendo sorgere più di un interrogativo. Cronenberg scende dentro i vicoli bui della psiche umana, imbrigliandosi nelle ragnatele della schizofrenia. Come legare insieme i pezzi di un puzzle così complicato? Forse ci vorrebbero migliaia di fili di ragnatele. Forse questi fili sono un tentativo di contenere una psiche che tende continuamente a lacerarsi e frammentarsi (come il vetro ragnatela dell’infermeria). Un cordone ombelicale per rimanere attaccati a sé stessi e non perdersi. Cronenberg è talmente coinvolto che decide di sostituire l’io narrante del libro di McGrath con la presenza in scena di Spider adulto che osserva tutto il dipanarsi degli avvenimenti del passato. Ma è la realtà è quella vera o quella immaginata da Spider per cancellare il peso di una colpa orribile? Ralph Fiennes dà una prova d’attore magistrale, identificandosi completamente con il malato Spider e trascinandosi per le strade biascicando parole incomprensibili. La difficoltà nell’eloquio di Spider nasce da questo perenne slalom mentale tra le ragnatele di un passato orribile e i blocchi mentali di un presente opprimente e senza speranza, con le mura di questa comunità di recupero che sembrano schiacciare e curvare la schiena dell’alienato.Sul muro l’ombra di Spider appare deformata e ricorda il testone di Jack Nance. I prati verdi di un quadro dentro un bar sono il simbolo di una serenità irraggiungibile.
Spider bambino vorrebbe la madre tutta per sé e allora la sua mente malata partorisce il mostro sdoppiato che è l’esatto opposto della madre dolce e comprensiva, timorata e pudica.
Solo la proiezione inconscia di un carattere sensuale, laido, volgare, opprimente ne permette l’identificazione e il conseguente assassinio. Spider vede il padre Bill (interpretato con qualche difficoltà comprensibile da Gabriel Byrne) possedere la propria madre contro un muro. Quella non può essere sua madre, pensa fra sé e sé, è solo una puttana. E allora per ucciderla la smitizzo.
Bellissima la scena in cui Bill, in maniera estremamente convincente chiede al figlioletto Spider “Ma credi davvero che io abbia ucciso tua madre?”. In realtà agli occhi del bambino, la madre è morta nel momento in cui è stata posseduta, adesso è una biondona tettona (felliniana? L’immaginario infantile è universale?) che ogni sera si ubriaca.Adesso la vede con occhi diversi e l’esplosione della follia è lì lì per venire. Cronenberg affida il ruolo della madre di Spider e della amante biondona alla stessa attrice (una fantascientifica Miranda Richardson). E questo, direi con assoluta convinzione, è molto più di un indizio.
Spider ricommette l’errore di identificare il mostro partorito dall’inconscio con una nuova figura genitoriale e d’autorità, la istitutrice della comunità di recupero.
Stavolta si ferma in tempo, ma la macchina che lo riporta in prigione ci avverte amaramente che la storia si ripete. La strada scelta dal regista canadese è quella del rigore logico e della cartella clinica medica psichiatrica (basti pensare alle tavole che scorrono sui titoli di testa).
Cronenberg senza retorica o colpi bassi fa nascere nello spettatore una solidarietà verso il diverso, una comprensione universale che si avvicina, in maniera rigorosa e asettica, alla pietà.
- negative [18]
- sufficienti [20]
- positive [78]
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15 aprile 2012 Opinione di Argan su "Spider"
Non è un film per tutti, bisogna riuscire a mettersi nei panni del protagonista, riuscire a vedere ciò che ci circonda con i suoi occhi per riuscire ad elaborare una certa linearità nella trama, il finale spiazza lo spettatore, ma non troppo, se si tratta di uno spettatore attento riuscirà a mettere insieme i pezzi del puzzle (come quello che il nostro protagonista cerca di costruire ma che alla fine, distruggerà) un grande aiuto lo riceviamo dai titoli di coda, quando leggiamo i nomi...
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17 agosto 2011 Opinione di Luke Vacant su "Spider"
Il ritmo molto blando frega "Spider", ma è un ritmo inevitabilmente necessario. Il film viaggia nella totale paranoia del protagonista, nella sua visione distorta del tempo e del passato, sull'impossibilità di capire cosa davvero sia successo. Spider (un Fiennes immenso) borbotta, biascica parole e noi non capiamo cosa dice perché è giusto così, è giusto che un personaggio del genere rimanga indecifrato così come la storia che lo appartiene.
voto al film: 
16 gennaio 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Spider"
Film conturbante, falsamente semplice nello sviluppo della storia ma in realtà il finale ribalta completamente la apparente iniziale interpretazione, facendo sorgere più di un interrogativo. Cronenberg scende dentro i vicoli bui della psiche umana, imbrigliandosi nelle ragnatele della schizofrenia. Come legare insieme i pezzi di un puzzle così complicato? Forse ci vorrebbero migliaia di fili di ragnatele. Forse questi fili sono un tentativo di contenere una psiche che tende...
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7 gennaio 2011 Opinione di Myau su "Spider"
Cronemberg prova a fare il Lynch e ci riesce. Inizialmente sembra solo il ritratto di uno squilibrato, ma alla fine diventa chiaro che abbiamo assistito a tutt'altro e a molto di più e tutte gli elementi che sembravano di pura paranoia acquistano un senso preciso. Bravo Fiennes, oltre ogni commento la Richardson.
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8 luglio 2010 Opinione di danandre67 su "Spider"
il film e' fatto bene ,ma troppo troppo lento e smorto
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7 aprile 2010 Opinione di ziacassie su "Spider"
(il film mi è piaciuto molto, la trama ho voluto sdrammatizzarla e riderci un po') E’ un film lentissimo, le atmosfere disastrate sono affascinanti, Ralph Fiennes è magistrale e Miranda Richardson interpreta due parti talmente diverse tra loro, da restare assolutamente ammirati dalla sua capacità. Sarà che avevo un po’ sonno, ma io non lo avevo capito sino ai titoli di coda che era la stessa attrice ad interpretare i due volti della stessa...
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22 marzo 2010 Opinione di prelelle su "Spider"
VOTO: 7/10. Un film dal ritmo lento ma convincente.
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18 luglio 2009 Opinione di perunavolta su "Spider"
per la prima mezz'ora ti stai a chiedere che cazzo stai guardando! Poi, lo vedi fino alla fine e lo rivedi!!
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2 giugno 2009 Opinione di Axeroth su "Spider"
E' un labirinto mentale nel quale Cronenberg riesce in maniera geniale come suo solito, a far entrare nella mente del protagonista lo spettatore... Ralph Fiennes, visto anche in Red Dragon, è capacissimo a fare lo schizofrenico e/o il pazzo, è davvero impressionante la sua naturalezza in ruoli difficili come anche negli Harry Potter e in Schindler's List, Strange Days, e altri suoi film significativi... Cronenberg riesce attraverso gli attori a sua disposizione, a far navigare la mente...
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31 maggio 2009 Opinione di gasy su "Spider"
Forse in questo caso filmtv ha scritto la sua recenione che più condivido in ogni suo aspetto. HA saputo descrivre cosa si percepsce guardando questo film che proietta nei meandri della psiche umana. Un viaggio allucinante nell'inconsco di un allucinato. Bravissimi oltre a Fiennes anche Byrne e la Richardson in un triplice ruolo.
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