Sweet Sixteen (2002)
Con Martin Compston, William Ruane, Annmarie Fulton, Michelle Abercromby
La trama
Un ragazzino scozzese in balia di una vita violenta.
Liam sta per compiere sedici anni. Sua madre Jean uscirà di prigione in tempo per festeggiare il suo compleanno, e lui decide di darsi alla criminalità pur di trovare il denaro necessario per comprare una casa in cui vivere insieme alla madre e alla sorella...
Un Loach classico che in Sweet Sixteen vola altissimo, perché la sceneggiatura - pregna di senso etico - del solito Paul Laverty va a braccetto con facce che parlano da sole, con situazioni di degrado sociale che, in quanto autentiche e misconosciute, hanno bisogno di trovare una voce attraverso il cinema. Gran finale truffautiano e una curiosità: in Usa uscì sottotitolato per la peculiarità dello slang.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 9/2003
Un ragazzino in balia di una vita violenta. Lo sguardo di Loach torna a volare
L'opinione più votata
Di ed wood scritta il 02/05/2010 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
- negative [5]
- sufficienti [4]
- positive [33]
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2 marzo 2012 Opinione di mm40 su "Sweet Sixteen"
I 'dolci sedici' sono sarcasticamente gli anni che il protagonista Liam sta per compiere; il ragazzino sta per entrare in una fase fisiologicamente difficile della vita, ma è probabile che per lui non ci sarà alcuna differenza, che non avvertirà cambiamento: perchè la sua vita è già un disastro. Ecco che, con un'altra sceneggiatura firmata da Paul Laverty (la quarta consecutiva, se si eccettua Paul, Mick e gli altri), Ken Loach torna a raccontarci l'unico mondo che conosce, cioè...
voto al film: 
25 aprile 2011 Opinione di jeffwine su "Sweet Sixteen"
Grande Loach che ci racconta in maniera cruda ma esemplare la vita dei proletari inglesi. Voto 8,5
voto al film: 
2 maggio 2010 Opinione di ed wood su "Sweet Sixteen"
Un Loach d'annata. Il copione di Paul Laverty mette sul banco gli ingredienti per un socio-dramma estremo, in cui la famiglia non esiste più e i rapporti fra le persone sono completamente stravolti. Ragazze madri, giovani spacciatori, nonne tossicodipendenti: tutti al soldo di uomini violenti criminali sfruttatori. Lo sfaldamento del tessuto sociale è messo in immagini da Ken Loach con una crudeltà che ricorda De Sica (anche nel canovaccio...
voto al film: 
9 aprile 2010 Opinione di bradipo68 su "Sweet Sixteen"
Una full immersion nei bassifondi più dimessi della periferia di Glasgow a rimirare le macerie lasciate da tanti anni di thatcherismo e di crisi economica/occupazionale.E'questo il cuore pulsante di questo film di Ken il rosso,la storia di un quasi sedicenne,Liam che ha tante aspirazioni da bravo ragazzo(non ultima quella di avere una casa per la propria famiglia formata dalla madre in galera e dalla sorellastra a sua volta ragazza madre) ma si scontra con la dura realtà del...
voto al film: 
13 gennaio 2010 Opinione di slim spaccabecco su "Sweet Sixteen"
A colpire non è proprio la violenza del film (non fisica ma morale) quanto i paesaggi. Si cerca di far capire più con le immagini che con le azioni lo squallore di una vita che può sembrare lontana ai più, ma che qualcuno vive veramente. E alla fine non si sa bene da che parte stare. Complimenti a Loach per come riesce a rappresentare la vita anglosassone.
voto al film: 
8 novembre 2009 Opinione di fornarolo su "Sweet Sixteen"
Bellissimo film sull'adolescenza, con un grande protagonista-ragazzino diviso tra durezza e violenza (identificate nella figura paterna) e poesia e dolcezza (vissute intensamente in rapporto con la figura materna, che tuttavia si dimostra molto al di sotto del sentimento del figlio). Intorno, a parte l'amicizia e la fratrellanza, schifo.
voto al film: 
26 luglio 2009 Opinione di supadany su "Sweet Sixteen"
VOTO : 7. Nel corso della sua onorata (e speriamo ancora lunga) carriera, Loach ci ha regalato uno spaccato della società britannica a tutto tondo ... disoccupazione, droga, disagio in generale di una società considerata all'avanguardia ma che, come sempre si dimentica dei più deboli. Qui si concentra sul disagio giovanile ottenenendo risultati pregevoli. Da vedere (come quasi tutti i suoi films).
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3 maggio 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Sweet Sixteen"
Loach mette da parte operai e proletariato per volgere la sua attenzione sul mondo giovanile, più precisamente la sua parte marginale, dove trovano posto bulli, violenza e droga facile. Tutte cose di cui si è già detto e visto praticamente tutto; infatti nemmeno il regista inglese riesce ad aggiungere qualcosa all’argomento o perlomeno a rinfrescare un sottogenere di cui è stato spesso abusato volontariamente. A dire la verità, in “Sweet Sixteen” non c’è niente che non...
voto al film: 
12 luglio 2006 Opinione di movieman su "Sweet Sixteen"
Attendibile, robusto, un film "coming-of-age" come raramente se ne vedono.
voto al film: 
7 giugno 2006 Opinione di Darjus su "Sweet Sixteen"
Loach si sofferma sull’adolescenza e sulle sue problematiche, sui desideri, sull’amicizia e sulle paure di un quindicenne “difficile”. Da par suo concentra il suo sguardo sapiente (anche se sempre molto lineare e, forse, non molto originale) sul degrado umano e sociale di una periferia del Regno Unito. Liam è solo con la sua povertà (il famoso “stato sociale” britannico non arriva dappertutto), le sue paure ed i suoi sogni, che non si fermano di fronte allo squallore che lo...
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- negative [5]
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