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Il pianista (2002)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il pianista: minimo
Ritmo ritmo in Il pianista: presente
Impegno impegno in Il pianista: forte
Tensione tensione in Il pianista: forte
Erotismo erotismo in Il pianista: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il pianista

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il pianista (voti: 210 media: 4,06) 210

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La trama

L'odissea di un musicista nell'inferno della capitale polacca sotto assedio.

Nel corso della Seconda guerra mondiale, Wladyslaw Szpilman - celebre pianista ebreo polacco - riesce a sfuggire alla deportazione. Si ritrova così nel ghetto di Varsavia, all'interno del quale condivide le sofferenze e le eroiche lotte degli abitanti. Un ufficiale nazista amante della sua musica decide di aiutarlo e gli permette di continuare a vivere...  

La Storia esibisce il suo volto peggiore nella prima parte, e Polanski ne riprende il crescendo di incredulità, incertezza, collaborazionismo, disperazione; il suo occhio coglie, spesso a distanza, attimi di orrore (solo a uno si avvicina davvero: il bambino infilato nel buco del muro che separa il ghetto dalla città) e figurine surreali di un'umanità che nonostante tutto vuole sopravvivere. Solo raramente parte un movimento di macchina di ampio respiro, a restituirci la dimensione - tremenda - dell'evento (il ponte sopra la strada che attraversa il ghetto, le valigie degli ebrei abbandonate nella strada, il dolly che accompagna Wladyslaw oltre il muro e ci mostra Varsavia distrutta). L'incubo, sempre più solitario e orrifico, comincia nel momento in cui il protagonista chiude dietro di sé la botola della pedana del caffè. Là comincia il viaggio di un nuovo inquilino del terzo piano: braccato, spiato, tradito, in un inferno personale, dove neppure lo scorrere del tempo conta più. La seconda parte del film è bellissima e sconvolgente; ma la prima serve a farci arrivare sin là con la consapevolezza che tutto questo è accaduto davvero.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 44/2002

Polanski racconta l’Olocausto attraverso una storia molto
simile alla sua. In un equilibrio straordinario tra vicenda privata e tragedia collettiva senza mai autocommiserarsi

Non dev’essere facile per un ebreo polacco che da bambino ha attraversato le persecuzioni naziste, il ghetto di Cracovia, i bombardamenti, le deportazioni di massa, la perdita di familiari e amici, e la paura, la solitudine, il randagismo, affrontare con lucidità una storia di Olocausto. Forse è per questo che Roman Polanski rifiutò l’offerta di Spielberg di dirigere “Schindler’s List” e che è arrivato quasi a settant’anni prima di imprimere sulla pellicola il suo Olocausto: la storia privata, molto simile alla sua anche se il protagonista è un adulto, di un ebreo fuggiasco che, solo, sopravvive nella Varsavia occupata dai nazisti. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 2009-12-23 19:20:33 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto ottimo

La Shoah vista da dentro il ghetto di Varsavia.Credo che Polanski sia stato messo a dura prova quando ha girato questo film,lui che ha vissuto un esperienza parallela a quella di Szpilman,nel ghetto di Cracovia,lui che ha vissuto da ragazzo selvaggio,tra le macerie,fino all'arrivo dei sovietici.Eppure riesce a mantenere la giusta distanza da una materia narrativa che si prestava terribilmente all'enfasi e alla retorica.Racconta quasi come in un cinegiornale il progressivo incremento della pazzia nazista,la creazione del ghetto,le deportazioni,le mostruosità che lacerano Varsavia nel profondo.La stessa Varsavia che nell'ultima parte del film vediamo ridotta a un cumulo di informi macerie,mesto teatro della lotta per la sopravvivenza intrapresa per lungo tempo dal protagnista.Una sorta di Robinson Crusoe su un isola deserta,sempre alla ricerca di una ragone per andare avanti giorno dopo giorno.In fondo in questa odissea nelle tenebre Szpilman è assistito da incredibili coicidenze favorevoli,che quasi fanno pensare che sia finzione cinematografica.Ma qui ritorniamo sempre al solito e trito discorso che la realtà supera sempre qualsiasi tipo di immaginazione.Quello che vediamo è tutto rigorosamente vero,raccontato dallo stesso Szpilman in un suo libro.Lo sguardo di Polanski è lucido,la macchina da presa non ci risparmia l'orrore ,la barbarie,le esecuzioni sommarie anche di bambini,la sordida arroganza dei nazisti.Di tutti,tranne che di uno,il capitano che salva Szpilman dopo averlo sentito suonare Chopin.In fondo in questo mondo barbaro la musica può servire almeno a salvare una vita.Il pianista è uno di quei film che tra qualche decennio sarà considerato un classico del genere perchè già oggi lo è,uno dei migliori film di Polanski col suo stile rigoroso,con dei movimenti di macchina che quasi levano il respiro senza essere leziosi,con un protagonista,Adrien Brody,al di sopra di ogni aspettativa.Si capisce perchè Polansli rifiutò di dirigere Schindler's list,a mio parere altro capolavoro sulla Shoah.Quella non era la sua storia,non era il film che aveva pensato per mettere finalmente a tacere i fantasmi di un passato terribile....
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SI

Opinioni su Il pianista


2011-11-05 11:50:43 Opinione di giorgiobarbarotta su "Il pianista"
giorgiobarbarotta

Il bambino incastrato nel muro, massacrato di botte. Il caricatore scarico sostituito con estenuante lentezza prima dell'ennesimo colpo fatale. I corpi ammassati e schiacciati nei vagoni della morte. Polanski infligge malrovesci filmici con sadica e funzionale consapevolezza. Ma forse ancor più delinea con maestria il cancro del sistematico sterminio del popolo ebraico illustrandoci in un climax terribile e sconvolgente l'Abitudine al male dell'uomo comune, cioè noi in prima persona. Il...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto ottimo a Il pianista (2002)

nessun commento
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2011-02-15 12:43:51 Opinione di Carlo Ceruti su "Il pianista"
Carlo Ceruti

Chissà perché non m'ha colpito come m'aspettavo. Polanski è un grande regista e ricostruisce la Varsavia della seconda guerra mondiale con grande attenzione a tutti i particolari, Brody è un protagonista convincente, ma m'aspettavo un film diverso. La prima parte si fa notare per la voglia di eccedere, per il desiderio di colpire allo stomaco lo spettatore con una messa in scena che sa un po' di narcisismo, la seconda vorrebbe essere mozzafiato ed allo stesso...

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto sufficiente a Il pianista (2002)



2010-10-24 21:35:42 Opinione di Luke Vacant su "Il pianista"
Luke Vacant

Uno dei film più belli che trattano il tema dell'olocausto. Crudo, diretto ed affascinante.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a Il pianista (2002)


2010-09-11 19:08:50 Opinione di Daskabinett su "Il pianista"
Daskabinett

Questo film ha l’incedere dell’incubo e il tocco della morte. La ricostruzione non concede nulla allo spettacolo, è una narrazione lucida e senza retorica, senza violini e senza bambine con il cappotto rosso a far da contrasto con il bianco e nero.. Il sole brilla sui marciapiedi dove stanno morti i bambini.   Adrien Brody è il topo rappresentato da Art Spiegelman, è il naufrago dell’umanità, il proscritto della pietà. Varsavia in...

voto al film: Daskabinett assegna il voto buono a Il pianista (2002)

nessun commento
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2010-02-22 12:44:45 Opinione di Immorale su "Il pianista"
Immorale

Inuquietante, quasi sussiegoso nel raccontare la reazione di varia umanita davanti all'occupazione nazista di Varsavia: collaborazionisti, combattenti, disillusi e traffichini; tutti, alla fine, sprofonderanno nell'orrore. Il regista ci mostra le peripezie del protagonista con occhio asettico e distante, accompagnandolo fino al (salvifico ?) finale, conscio che la via per la democrazia in Polonia dovrà attendere altri 40 anni.  

voto al film: Immorale assegna il voto buono a Il pianista (2002)

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2010-02-17 18:30:50 Opinione di patinho91 su "Il pianista"
patinho91

uno dei tanti film che descrive la tragica condizione a cui gli ebrei erano sottoposti nel periodo antecedente e contemporaneo alla seconda guerra mondiale per la follia nazista del periodo..ci ho messo tanto prima di guardarlo poichè pensavo fosse il classico polpettone di davvero difficile visione e praticamente interminabile..effettivamente il film è abbastanza complesso da vedere e piuttosto lungo però non si può negare la bellezza del film nel quale la...

voto al film: patinho91 assegna il voto buono a Il pianista (2002)



2010-02-02 09:37:58 Opinione di ferni su "Il pianista"
ferni

Bello, però purtroppo è triste

voto al film: ferni assegna il voto ottimo a Il pianista (2002)


2010-01-27 17:53:14 Opinione di chribio1 su "Il pianista"
chribio1

Poche parole:condivido tutto quello detto da Filmtv. Aggiungo "solamente" il fatto che siamo a livelli sublimi come il capolavoro "L'isola in via degli uccelli",del quale,in qualche punto lo ricorda molto da vicino.voto.10.

voto al film: chribio1 assegna il voto ottimo a Il pianista (2002)



2010-01-27 11:26:21 Opinione di emmepi8 su "Il pianista"
emmepi8

Polanski dopo molti anni riesce ad affrontare l’argomento che ha condizionato la sua vita ad iniziare dall’infanzia. Il momento è stato giusto nel senso che il racconto ha potuto avere quel distacco necessario, che però non ha condizionato la partecipazione. Il gioco del ricordo partendo dall’oggi  non è mai convenzionale, anzi è una riflessione insanabile, ma matura su una situazione di vita inaccettabile, ma che si è adattata alla...

voto al film: emmepi8 assegna il voto ottimo a Il pianista (2002)


2010-01-24 06:45:43 Opinione di luisasalvi su "Il pianista"
luisasalvi

Racconta gli anni 1938-1945 del noto pianista ebreo polacco Szpilman, durante l'occupazione tedesca. Con molto meno compiacimento e più efficacia di quando Polanski inventa morbosamente simili violenze di fantasia; forse per un certo pudore di fronte alla realtà della sofferenza e delle violenze che qui sta descrivendo. Forse anche con qualche riferimento all'oggi, a dire che tali violenze continuano e possono ritrovarsi ovunque, se la vicina di casa polacca si mette a gridare...

voto al film: luisasalvi assegna il voto buono a Il pianista (2002)




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