Il pianista (2002)
Con Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Emilia Fox, Ed Stoppard
La trama
L'odissea di un musicista nell'inferno della capitale polacca sotto assedio.
Nel corso della Seconda guerra mondiale, Wladyslaw Szpilman - celebre pianista ebreo polacco - riesce a sfuggire alla deportazione. Si ritrova così nel ghetto di Varsavia, all'interno del quale condivide le sofferenze e le eroiche lotte degli abitanti. Un ufficiale nazista amante della sua musica decide di aiutarlo e gli permette di continuare a vivere...
La Storia esibisce il suo volto peggiore nella prima parte, e Polanski ne riprende il crescendo di incredulità, incertezza, collaborazionismo, disperazione; il suo occhio coglie, spesso a distanza, attimi di orrore (solo a uno si avvicina davvero: il bambino infilato nel buco del muro che separa il ghetto dalla città) e figurine surreali di un'umanità che nonostante tutto vuole sopravvivere. Solo raramente parte un movimento di macchina di ampio respiro, a restituirci la dimensione - tremenda - dell'evento (il ponte sopra la strada che attraversa il ghetto, le valigie degli ebrei abbandonate nella strada, il dolly che accompagna Wladyslaw oltre il muro e ci mostra Varsavia distrutta). L'incubo, sempre più solitario e orrifico, comincia nel momento in cui il protagonista chiude dietro di sé la botola della pedana del caffè. Là comincia il viaggio di un nuovo inquilino del terzo piano: braccato, spiato, tradito, in un inferno personale, dove neppure lo scorrere del tempo conta più. La seconda parte del film è bellissima e sconvolgente; ma la prima serve a farci arrivare sin là con la consapevolezza che tutto questo è accaduto davvero.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 44/2002
Polanski racconta l’Olocausto attraverso una storia molto
simile alla sua. In un equilibrio straordinario tra vicenda privata e tragedia collettiva senza mai autocommiserarsi
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 2009-12-23 19:20:33 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
- negative [8]
- sufficienti [6]
- positive [115]
- leggi tutte le opinioni
2011-11-05 11:50:43 Opinione di giorgiobarbarotta su "Il pianista"
Il bambino incastrato nel muro, massacrato di botte. Il caricatore scarico sostituito con estenuante lentezza prima dell'ennesimo colpo fatale. I corpi ammassati e schiacciati nei vagoni della morte. Polanski infligge malrovesci filmici con sadica e funzionale consapevolezza. Ma forse ancor più delinea con maestria il cancro del sistematico sterminio del popolo ebraico illustrandoci in un climax terribile e sconvolgente l'Abitudine al male dell'uomo comune, cioè noi in prima persona. Il...
voto al film: 
2011-02-15 12:43:51 Opinione di Carlo Ceruti su "Il pianista"
Chissà perché non m'ha colpito come m'aspettavo. Polanski è un grande regista e ricostruisce la Varsavia della seconda guerra mondiale con grande attenzione a tutti i particolari, Brody è un protagonista convincente, ma m'aspettavo un film diverso. La prima parte si fa notare per la voglia di eccedere, per il desiderio di colpire allo stomaco lo spettatore con una messa in scena che sa un po' di narcisismo, la seconda vorrebbe essere mozzafiato ed allo stesso...
voto al film: 
2010-10-24 21:35:42 Opinione di Luke Vacant su "Il pianista"
Uno dei film più belli che trattano il tema dell'olocausto. Crudo, diretto ed affascinante.
voto al film: 
2010-09-11 19:08:50 Opinione di Daskabinett su "Il pianista"
Questo film ha l’incedere dell’incubo e il tocco della morte. La ricostruzione non concede nulla allo spettacolo, è una narrazione lucida e senza retorica, senza violini e senza bambine con il cappotto rosso a far da contrasto con il bianco e nero.. Il sole brilla sui marciapiedi dove stanno morti i bambini. Adrien Brody è il topo rappresentato da Art Spiegelman, è il naufrago dell’umanità, il proscritto della pietà. Varsavia in...
voto al film: 
2010-02-22 12:44:45 Opinione di Immorale su "Il pianista"
Inuquietante, quasi sussiegoso nel raccontare la reazione di varia umanita davanti all'occupazione nazista di Varsavia: collaborazionisti, combattenti, disillusi e traffichini; tutti, alla fine, sprofonderanno nell'orrore. Il regista ci mostra le peripezie del protagonista con occhio asettico e distante, accompagnandolo fino al (salvifico ?) finale, conscio che la via per la democrazia in Polonia dovrà attendere altri 40 anni.
voto al film: 
2010-02-17 18:30:50 Opinione di patinho91 su "Il pianista"
uno dei tanti film che descrive la tragica condizione a cui gli ebrei erano sottoposti nel periodo antecedente e contemporaneo alla seconda guerra mondiale per la follia nazista del periodo..ci ho messo tanto prima di guardarlo poichè pensavo fosse il classico polpettone di davvero difficile visione e praticamente interminabile..effettivamente il film è abbastanza complesso da vedere e piuttosto lungo però non si può negare la bellezza del film nel quale la...
voto al film: 
2010-01-27 17:53:14 Opinione di chribio1 su "Il pianista"
Poche parole:condivido tutto quello detto da Filmtv. Aggiungo "solamente" il fatto che siamo a livelli sublimi come il capolavoro "L'isola in via degli uccelli",del quale,in qualche punto lo ricorda molto da vicino.voto.10.
voto al film: 
2010-01-27 11:26:21 Opinione di emmepi8 su "Il pianista"
Polanski dopo molti anni riesce ad affrontare l’argomento che ha condizionato la sua vita ad iniziare dall’infanzia. Il momento è stato giusto nel senso che il racconto ha potuto avere quel distacco necessario, che però non ha condizionato la partecipazione. Il gioco del ricordo partendo dall’oggi non è mai convenzionale, anzi è una riflessione insanabile, ma matura su una situazione di vita inaccettabile, ma che si è adattata alla...
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2010-01-24 06:45:43 Opinione di luisasalvi su "Il pianista"
Racconta gli anni 1938-1945 del noto pianista ebreo polacco Szpilman, durante l'occupazione tedesca. Con molto meno compiacimento e più efficacia di quando Polanski inventa morbosamente simili violenze di fantasia; forse per un certo pudore di fronte alla realtà della sofferenza e delle violenze che qui sta descrivendo. Forse anche con qualche riferimento all'oggi, a dire che tali violenze continuano e possono ritrovarsi ovunque, se la vicina di casa polacca si mette a gridare...
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- negative [8]
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