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Il quarantunesimo (1956)

[Sorok pervyi, URSS 1956, Drammatico, durata 92']   Regia di Grigorij Ciukraj
Con Oleg Strizenov, Izol'da Uzvickaja, Nikolaj Krjuckov



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il quarantunesimo: minimo
Ritmo ritmo in Il quarantunesimo: forte
Impegno impegno in Il quarantunesimo: molto forte
Tensione tensione in Il quarantunesimo: molto forte
Erotismo erotismo in Il quarantunesimo: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Il quarantunesimo

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Il quarantunesimo (voti: 13 media: 3,69) 13

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La trama

Ambientato durante la rivoluzione russa, il film ruota attorno alla figura di una soldatessa bolscevica che grazie alla sua mira infallibile arriva a uccidere il considerevole numero di quaranta ufficiali zaristi. Un giorno si innamora di un tenente nemico che ha fatto prigioniero. Quando il ragazzo sfuggirà al suo controllo per raggiungere una postazione bianca, la ragazza imbraccerà il fucile per fare la quarantunesima vittima. 

Esempio del disgelo del cinema sovietico. Tra melodramma e realismo, il film racconta con passione romantica il doloroso scontro tra passione politica e sentimenti privati. Premio Speciale della Giuria a Cannes.

L'opinione più votata

Di Baliverna scritta il 05/02/2011 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Interessante film, girato negli anni dopo la morte di Stalin, quando si ebbe un timido disgelo, e, se non si mise proprio in discussione il comunismo, ci fu chi osò porsi delle domande. Il blocco granitico dell'ideologia e della propaganda mostrò insomma qualche crepa e qualche incrinatura. La storia dello sparuto drappello di soldati che attraversano il deserto fino al lago d'Aral, e il sentimento che nasce tra la soldatessa rossa e il prigioniero bianco sono raccontati con solidità ed efficacia drammatica. In alcuni punti fa capolino il lirismo e il romanticismo. La situazione che si viene a creare è paradigmatica: una convinta bolscevica dell'armata rossa, ma con dentro ampi spazi di umanità e buon senso, si innamora del prigioniero che le è stato affidato. Egli è l'emblema del sistema che la rivoluzione stava abbattendo: di famiglia ricca, ufficiale del vituperato esercito zarista, di fede cristiana. Il fatto che la donna si innamori dell'affascinante soldato, che è in fondo una brava persona, è molto problematico per l'ideologia bolscevica, che divide rigidamente il mondo in buoni e cattivi in base alla classe sociale. L'amore che nasce tra i due è quanto mai sincero, ma le loro diverse idee politiche da un lato sono un ostacolo (quasi) insormontabile, dall'altro sono fortemente messe in discussione dall'amore stesso: se infatti è possibile che una “proletaria” si innamori di un “borghese”, è proprio vero che le due classi sociali debbano odiarsi, e che i borghesi siano tutti da far fuori? Alla fine il loro amore viene distrutto non tanto dall'ideologia, che da sola non può nulla, ma dalla stupidità dei due, specie di lei. Inoltre le ragioni che lui adduce per non aderire alla Rivoluzione non sono affatto detestabili. Non ne può più della guerra, non si fida delle fazioni poiché ognuna ha la sua verità, vuole solo vivere in pace con la donna amata.
La rappresentazione dei personaggi che fa il film è ideologica, tuttavia le medesime idee vengono fortemente messe in discussione dalla storia d'amore. Il tragico epilogo della vicenda è secondo me un atto d'accusa abbastanza chiaro di come le idee possano accecare il buon senso e distruggere l'amore, un amore che altrimenti sarebbe durato, portando ad azioni di cui poi ci si pente per tutta la vita.
Insomma, non un capolavoro ma un buon film. Non è anticomunista, ma ha il merito di riflettere e di dubitare con onestà e libertà su certi dettami del comunismo e delle dottrine sovietiche.
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SI

Opinioni su Il quarantunesimo


6 maggio 2012 Opinione di jonas su "Il quarantunesimo"
jonas

Durante la guerra civile russa un plotone bolscevico decimato cattura un ufficiale nemico in possesso di importanti informazioni, che viene affidato alla custodia di una tiratrice dalla mira infallibile. Siamo in epoca di destalinizzazione, qualche timido segno di apertura c’è, ma meno di quanto ci si possa aspettare: resta pur sempre un film inesorabilmente propagandistico (i bianchi sono cattivissimi, per capirsi). Cosicché c’è uno squilibrio di fondo fra una prima parte bellica e...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Il quarantunesimo (1956)

nessun commento
[utile per 4 utenti]

18 febbraio 2012 Opinione di emmepi8 su "Il quarantunesimo"
emmepi8

  Un regista che ha puntato molto sul melodramma, e spesso facendo conto con una retorica politica che ha appesantito le sue operazioni. Qui siamo in una storia che si rifà ai tempi della post rivoluzione, il racconto non riesce a prendere quota sempre prigioniero di facili trabocchetti di cinema di regime, anche se il regista si protesta in altri momenti come pioniere di un cinema nuovo e più libero. La sua storia è vittima di caratterizzazioni che rasentano il ridicolo, da cinema di...

voto al film: emmepi8 assegna il voto mediocre a Il quarantunesimo (1956)



12 febbraio 2012 Opinione di morlaix su "Il quarantunesimo"
morlaix

Mi è piaciuto e l'ho trovato interessante per il modo in cui affronta un periodo storico complesso come quello della guerra civile russa. Secondo me mostra bene come la rivoluzione e la controrivoluzione non avessero coinvolto la totalità dei popoli che confluirono poi nell'URSS, che spesso subirono i rivolgimenti politici, come è evidente nelle scene del furto dei cammelli ad un gruppo di kazachi, secondo il comunismo di guerra, e della sosta presso i nomadi sul lago di Aral: popolo...

voto al film: morlaix assegna il voto buono a Il quarantunesimo (1956)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

14 ottobre 2011 Opinione di luisasalvi su "Il quarantunesimo"
luisasalvi

L’avevo visto quando era uscito, e mi era piaciuto molto. Naturalmente… allora. Adesso meno. Durante la guerra civile russa un gruppo di bolscevichi sconfitti dai bianchi fugge nel deserto dove incontra un gruppo di mercanti kazaki; li attacca per confiscare alcuni cammelli; nell’attacco Maricka, unica donna del gruppo di bolscevici e miglior tiratrice, spara e uccide, contando orgogliosamente le sue vittime: è arrivata a quaranta, poi spara ancora ed esclama “quarantuno”, ma il...

voto al film: luisasalvi assegna il voto sufficiente a Il quarantunesimo (1956)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


5 febbraio 2011 Opinione di Baliverna su "Il quarantunesimo"
Baliverna

Interessante film, girato negli anni dopo la morte di Stalin, quando si ebbe un timido disgelo, e, se non si mise proprio in discussione il comunismo, ci fu chi osò porsi delle domande. Il blocco granitico dell'ideologia e della propaganda mostrò insomma qualche crepa e qualche incrinatura. La storia dello sparuto drappello di soldati che attraversano il deserto fino al lago d'Aral, e il sentimento che nasce tra la soldatessa rossa e il prigioniero bianco sono raccontati con...

voto al film: Baliverna assegna il voto buono a Il quarantunesimo (1956)

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14 aprile 2010 Opinione di chribio1 su "Il quarantunesimo"
chribio1

film alquanto particolare girato x la prima mezz'ora nel deserto asiatico e fin qui non mi aveva molto convinto,anzi;poi,nel susseguirsi della storia e nel cambiamento di posti con 1 buona trama sentimental-battagliera diciamo cosi',la visione risulta + sciolta,d'impatto e anche commuovente.Molto interessante la scelta del colore e della fotografia.non lo so' ma mi ha ricordato qualcosa del lungometraggio animato "La principessa delle nevi"!!! voto.8.

voto al film: chribio1 assegna il voto buono a Il quarantunesimo (1956)



14 aprile 2010 Opinione di chribio1 su "Il quarantunesimo"
chribio1

film alquanto particolare girato x la prima mezz'ora nel deserto asiatico e fin qui non mi aveva molto convinto,anzi;poi,nel susseguirsi della storia e nel cambiamento di posti con 1 buona trama sentimental-battagliera diciamo cosi',la visione risulta + sciolta,d'impatto e anche commuovente.Molto interessante la scelta del colore e della fotografia.non lo so' ma mi ha ricordato qualcosa del lungometraggio animato "La principessa delle nevi"!!! voto.8.

voto al film: chribio1 assegna il voto buono a Il quarantunesimo (1956)


8 gennaio 2009 Opinione di zombi su "Il quarantunesimo"
zombi

una compagnia dell'esercito bolscevico insieme a suoi soldati compagni cattura uno dell'esercito dei russi bianchi(o menscevichi?). lo deve scortare alla base e chiedere rinforzi anche per i compagni che sono stati decimati dall'attraversamento di un terribile deserto asiatico. partono con una barca ma durante il viaggio un violento temporale, li fa naufragare. riescono ad arrivare sulle coste di un'isola, dove troveranno rifugio in una baracca di pescatori. qui la donna, cura l'uomo da una...

voto al film: zombi assegna il voto sufficiente a Il quarantunesimo (1956)

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15 gennaio 2005 Opinione di sasso67 su "Il quarantunesimo"
sasso67

Ottimo film, esemplare di quel cinema del disgelo che seguì alla morte di Stalin, fotografato in maniera esemplare su colori ora a tinte forti, ora quasi in assenza di colore, su una ragazza che è soldato ed è contrastata tra l'amore e l'obbedienza cieca all'ortodossia comunista (fa giurare al prigioniero, soldato nemico, di non fuggire, sul proletariato). Il quarantunesimo, rifacimento di un vecchio film di Protazanov, conosciuto (?) in Italia con il titolo di "L'isola della morte", è...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Il quarantunesimo (1956)

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