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Sinfonia nuziale (1926)

[The Wedding March, USA 1926, Drammatico, durata 116', b/n]   Regia di Erich Von Stroheim
Con Erich Von Stroheim, Fay Wray, Zasu Pitts, Maude George



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sinfonia nuziale: minimo
Ritmo ritmo in Sinfonia nuziale: presente
Impegno impegno in Sinfonia nuziale: molto forte
Tensione tensione in Sinfonia nuziale: forte
Erotismo erotismo in Sinfonia nuziale: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Sinfonia nuziale

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Sinfonia nuziale (voti: 7 media: 4,57) 7

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La trama

Il principe Nicki von Wildeliebe-Rauffenburg si innamora di Mitzi, la povera figlia di un oste, ma i suoi genitori, nobili sull'orlo della rovina finanziaria, sperano nelle nozze con la ricca e brutta Cecilia. Il macellaio, anche lui pretendente alla mano di Mitzi, escogita un piano per uccidere il principe sul sagrato della chiesa dove si celebrano le nozze, ma la ragazza riesce a fargli cambiare idea. 

Incontenibile, debordante requisitoria contro le classi dominanti, che esercitano il loro meschino potere su un mondo sull'orlo della scommparsa. Il film, nelle intenzioni di Stroheim, doveva avere una seconda parte: ma il regista riuscì ad impedirne l'uscita perché rimaneggiata dalla produzione.

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 14/03/2011 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto ottimo

Scritto da von Stroheim con Harry Carr, è in apparenza il film più classico dell’intera filmografia del regista. Meno delirante  e visionario di altri forse, ma altrettanto smisurato e assolutamente “irrealistico” nella sua struttura, comunque (un risultato straordinario che viene raggiunto paradossalmente proprio per “eccesso di realismo”, ed è davvero tutt’altro che un controsenso).
L’impronta personalissima del geniale autore, rimane dunque  potente e inconfondibile anche in questa pellicola che potrebbe essere benissimo definita un “antimelodramma” perfettamente strutturato per mettere alla berlina il “positivo” sentimento dell’amore (ma non solo questo perché lo sguardo è più perfidamente indirizzato contro tutto ciò che risulta troppo correlato al conformismo del periodo), al quale per altro verrà ancora una volta dato scacco matto dalla potenza malefica e distruttiva del denaro. Lo spettacolo della vacuità morale dell’aristocrazia e del cinismo borghese è infatti qui orchestrato in modi  che pur non escludendo un possibile (quanto remoto) sospetto di compiacimento e complicità implicita, ne amplificano il “giudizio” negativo e ne fanno un’opera acre e velenosa che ha però il ritmo aereo di una pochade con la quale von Stroheim, minuzioso cronista della decadenza e dei vizi della classe al potere e dissacratore delle pulsioni sessuali, modificando un po’ la “forma”, continua  in pratica e senza minimamente contraddirlo, un discorso già portato avanti con esiti sconvolgenti (lo dimostrano le sconsiderate reazioni della censura) con Blind Husbands (Mariti ciechi) e Folish Wives  (Femmine folli).
 
Ambientato in una suggestiva, quasi immaginifica Vienna di fine ottocento, il film racconta in breve sintesi, del principe Niki della famiglia dei Wildliebe-Rauffenberg e del suo amore (in verità umiliato e offeso, e soprattutto non difeso fino in fondo) per la figlia di un misero violinista squattrinato. Il principe infatti nonostante che il suo cuore batta in quella direzione, sarà alla fine costretto a convolare a nozze con una dolce ma “difettata” ragazza  zoppa, accettando così un’unione combinata e imposta dai parenti per motivi di mera natura economica (la donna è infatti figlia di un danaroso fabbricante di cuoio che può rimettere in sesto le disastrate casse della dinastia).
Una storia semplice e abbastanza lineare insomma, utilizzata però  per farla diventare una attenta e spietata indagine sui caratteri identificativi di figure e personaggi che nascono e si muovono in un  preciso e determinato ambiente (un mondo e una classe sociale ben definibili e ancor meglio identificabili) e che generano azioni e comportamenti i cui riflessi e condizionamenti sono avvertibili e rintracciabili in ogni loro atto e  momento, e che per questo arricchiscono e illuminano lo svolgimento della storia di significati  e dimensioni di particolare rilevanza sociologica. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Sinfonia nuziale


14 marzo 2011 Opinione di spopola su "Sinfonia nuziale"
spopola

Scritto da von Stroheim con Harry Carr, è in apparenza il film più classico dell’intera filmografia del regista. Meno delirante  e visionario di altri forse, ma altrettanto smisurato e assolutamente “irrealistico” nella sua struttura, comunque (un risultato straordinario che viene raggiunto paradossalmente proprio per “eccesso di realismo”, ed è davvero tutt’altro che un controsenso). L’impronta personalissima del geniale...

voto al film: spopola assegna il voto ottimo a Sinfonia nuziale (1926)

3 commenti
[utile per 17 utenti]

31 ottobre 2003 Opinione di Gigio su "Sinfonia nuziale"
Gigio

Il principe Nicki e Mitsi, che scherzano e si amano su un carro abbandonato, e i petali che dall'albero sovrastante cadono incessantemente su di loro. La più bella scena d'amore di tutta la storia del cinema, secondo il mio modesto parere.

voto al film: Gigio assegna il voto buono a Sinfonia nuziale (1926)




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