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Sogni di donna (1955)

[Kvinnodröm, Svezia 1955, Commedia, durata 87', b/n]   Regia di Ingmar Bergman
Con Eva Dahlbeck, Harriet Andersson, Gunnar Björnstrand, Ulf Palme



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sogni di donna: presente
Ritmo ritmo in Sogni di donna: presente
Impegno impegno in Sogni di donna: presente
Tensione tensione in Sogni di donna: forte
Erotismo erotismo in Sogni di donna: minimo

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La trama

Due storie corrono parallele, trovando punti di contatto tra loro: la direttrice di uno studio fotografico e una delle sue modelle lasciano Stoccolma per un viaggio di lavoro. Entrambe incontreranno degli uomini con cui avere fuggevoli storie senza conseguenze.  

Il minimo comune denominatore tra le due vicende è la meschinità di fondo del genere maschile. La Andersson porta una nota giocosa nella filmografia di Bergman.

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L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 2012-01-04 19:30:45 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Sogni di donna appartiene alla produzione ‘leggera’ di Bergman e in effetti a una visione superficiale potrebbe essere senza fatica considerata una commedia rosa, se non fosse però che il marchio dell’autore (anche sceneggiatore), a uno sguardo più profondo dell’opera, si fa sentire sia dal punto di vista contenutistico che da quello formale. In una scena come quella del luna park ci sono più di un momento di brivido e più di una sensazione inquietante, così come nella descrizione della follia (e nel personaggio stesso) della moglie di Otto traspaiono vividi gli incubi di cui è capace il regista svedese. Due binari corrono paralleli nel film e sono quelli relativi alle vicende sentimentali delle due protagoniste, entrambe in cerca di un uomo innamorato di loro ed entrambe destinate a incontrare solamente delusioni: un tema molto bergmaniano, risolto come il Maestro d’altronde sa fare: la rassegnazione alla caducità dell’amore e quindi all’incomprensione umana va accompagnata alla presa di coscienza dei propri limiti (nel comprendere, nell’amare) e su tutto questo complesso di liti e riappacificazioni, di pensieri irrealizzabili (i sogni del titolo, presenti anche nell’originale svedese) e parole non pronunciabili, ecco che si distende la conclusiva morale: in amore occorre saper dire anche di no, per rispetto verso sé stessi. Nota di merito per Harriet Andersson, spesso irresistibile, che primeggia nel testa a testa con la Dahlbeck (comunque sempre brava); in un ruolo laterale, ma fondamentale, c’è Gunnar Bjornstrand, uno degli interpreti preferiti di Bergman: non è poi così improbabile, nel rapporto fra il suo personaggio e quello della Andersson, vedere una rilettura ironica di quello fra il regista e l’attrice nella vita reale, al di là delle complicazioni psicanalitiche della sceneggiatura. Il dolceamaro finale offre inoltre lo spunto per una riflessione sulle età della vita: se la giovane è felice e non si accorge che il fidanzato non è convinto quanto lei della loro relazione, l'altra, più avanti con gli anni e quindi con l'esperienza, non ha più intenzione di concedersi illusioni in merito alle vane promesse maschili. Meglio vivere di ingenuità e illusione o di razionalità e rassegnazione? Un altro film sostanzialmente intriso di pessimismo, nonostante i toni e i temi più leggeri del solito; fotografia per la seconda e ultima volta (dopo Una vampata d’amore, del 1953) affidata a Hilding Bladh. 6,5/10.
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SI

Opinioni su Sogni di donna


2012-01-04 19:30:45 Opinione di mm40 su "Sogni di donna"
mm40

Sogni di donna appartiene alla produzione ‘leggera’ di Bergman e in effetti a una visione superficiale potrebbe essere senza fatica considerata una commedia rosa, se non fosse però che il marchio dell’autore (anche sceneggiatore), a uno sguardo più profondo dell’opera, si fa sentire sia dal punto di vista contenutistico che da quello formale. In una scena come quella del luna park ci sono più di un momento di brivido e più di una sensazione inquietante, così come nella...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Sogni di donna (1955)

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2010-01-05 10:46:24 Opinione di CristinaG su "Sogni di donna"
CristinaG

Un bel film del 1955, pieno di dialoghi interessanti sulla problematicità dei rapporti umani, come questo: “Noi donne siamo brave a vestire di abiti romantici i nostri interessi”, dice una donna. Si dice che il regista conoscesse bene le donne e mi chiedo quali fossero le conclusioni a cui era arrivato alla soglia dei quarant’anni, dopo due mogli e cinque figli, quando girò questo film, il quindicesimo, che è pieno di riferimenti autobiografici: la...

voto al film: CristinaG assegna il voto buono a Sogni di donna (1955)

nessun commento
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2009-12-20 20:08:35 Opinione di sasso67 su "Sogni di donna"
sasso67

Non è sicuramente uno tra i film più significativi di Bergman, ma non si può liquidare “Sogni di donna”, come pure è stato fatto, quale una commediola. L’operina ha, anzi, un retrogusto piuttosto doloroso ed abbozza uno dei temi che il regista svilupperà meglio altrove, ossia quello dei rapporti amorosi tra i due sessi, dove le aspettative romantiche delle donne si scontrano con il cinismo e la fatuità degli uomini. Pur riscontrando...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Sogni di donna (1955)



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