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Opinione di OGM su La doppia vita di Veronica





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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07/09/2009 voto al film: voto buono

Sul film

Per Veronica vivere significa porsi in sintonia con l'impercettibile musica del cosmo. Ma se la prima Veronica coglie le note al volo, interpretandone astrattamente l'armonia, la seconda traduce il ritmo in una danza che muove la sua persona e scuote la realtà intorno a lei. Nella sua prima vita, l'ebbrezza dell'amore e la vocazione artistica sono la teoria pura, che la rapisce verso l'alto, per poi farla precipitare rovinosamente. Nella sua nuova vita, al vertiginoso idealismo si contrappone, dal fondo, la passione che abbraccia la terra: Veronica è allora come un angelo caduto, che trasforma la nostalgia del cielo in un impeto di generosità. La pratica è impegno fattivo e concreto interesse per il prossimo: un'attività scandita da una melodia che è espressione condivisa, una consonanza creata apposta per comunicare. La transizione dalla prima alla seconda vita è come un passaggio di consegne tra l'anima e il corpo, una staffetta che, però è anche un legame spezzato. Così, nella favola del burattinaio, l'eccessiva pesantezza del mondo finisce per rompere la gamba della ballerina, che quindi sogna di rimettere le ali e ritornare a volare.
La morale è che, nel cammino esistenziale, non esiste una direzione valida per sempre. La vita chiama avanti e chiama indietro, perché ogni istante, separato dal tempo,  si gira disperatamente intorno a ritrovare un senso: come un'eco orfana, che continua a risuonare nello spazio in cerca della sua voce genitrice. 


SI

Commenti

  • 16 maggio 2010, 12:40 di cantautoredelnulla

    Complimenti OGM per la bellissima chiave di lettura che hai dato al film. La prima parte più spirituale (che bella la tua frase "interpretandone astrattamente l'armonia" - rende proprio chiara l'idea del canto di Weronica e quello che è poi il suo principale talento), la seconda più fisica: questa contrapposizione è una grande intuizione. Sono d'accordo anche sulla morale che indichi nel finale: credo proprio che il film porti a riflettere proprio sul cammino esistenziale e le mille direzioni che può prendere, ma soprattutto che ogni direzione non è detto sia per sempre, perché è vita e perché cambia il punto di vista con il nostro crescere e modo di cambiare, come se passassimo il testimone a un altro nostro io. Così come Weronica cerca la musica fino alla morte e Veronique decide di abbandonarla per scelta.

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