L'alibi era perfetto (1956)
Con Dana Andrews, Joan Fontaine, Barbara Nichols
La trama
Il proprietario di un giornale vuole fare una campagna contro la pena di morte. Per dimostrare l'ingiustizia e l'mmoralità della soluzione penale convince il futuro genero ad autoaccusarsi dell'omicidio di una ballerina rimasto senza colpevole, per dimostrare, portando prove dell'estraneità dello scrittore, la fallibilità del giudizio umano. Una volta in carcere il genero scrittore vi rimarrà perché chi lo doveva scagionare muore.
Parabola tesa e perfetta del maestro Lang all'ultima prova in terra d'America. Sottovalutato dalla critica del tempo scivola in un meccanismo perfetto che mette in crisi la sicurezza di chi crede nella esistenza di una sola verità.
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 2012-01-16 08:49:21 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
2012-01-16 08:49:21 Opinione di OGM su "L'alibi era perfetto"
Intrigante Fritz Lang hitchcockiano, basato sulla provocatoria tesi secondo cui la menzogna costruita ad arte è più credibile della verità. Un film poco suggestivo e molto concettuale, in cui il linguaggio è particolarmente asciutto, poco spazio è lasciato all’immaginazione, e la ragione è costretta a seguire il filo logico dell’ovvietà. Questo legal thriller gioca a carte scoperte, e il suo esito è scontato, mentre a creare la tensione è lo sviluppo di una singolare...
voto al film: 
2009-10-31 18:55:24 Opinione di jonas su "L'alibi era perfetto"
Il proprietario di un giornale, contrario alla pena di morte, convince il futuro genero a inscenare una macchinazione per farsi sospettare dell’omicidio di una ballerina: al momento giusto lui interverrà a mostrare le prove della sua innocenza (meccanismo simile a quello che poi sarà alla base di The life of David Gale). Poi le cose non vanno come previsto, e il processo vedrà una serie di colpi di scena. Lang, al suo ultimo film americano, riprende qualche...
voto al film: 
2009-09-08 18:05:27 Opinione di spopola su "L'alibi era perfetto"
“L’alibi era perfetto” è l’ultimo lavoro realizzato durante la prolungata trasferta americana di Fritz Lang dopo la sua “fuga” dal nazismo. Poco compreso alla sua uscita, è stato valutato a lungo da una considerevole fetta della critica del tempo, come un’opera minore e un po’ stanca, abbastanza lontana dai vertici assoluti dei suoi capolavori, probabilmente per il solo fatto di appoggiarsi su una drammaturgia meno...
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2008-09-04 19:19:58 Opinione di sasso67 su "L'alibi era perfetto"
Qui Lang batte Hitchcock sul suo stesso terreno, anche se l'elemento suspence è solo la superficie del suo discorso - più che sulla macchina della giustizia - sulle responsabilità individuali. Un gran bel film da tutti i punti di vista, in particolare quello dell'impegno civile e quello della tenuta spettacolare.
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