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Alle soglie della vita (1958)

[Nära livet, Svezia 1958, Drammatico, durata 84', b/n]   Regia di Ingmar Bergman
Con Eva Dahlbeck, Ingrid Thulin, Bibi Andersson, Max Von Sydow



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Alle soglie della vita: minimo
Ritmo ritmo in Alle soglie della vita: presente
Impegno impegno in Alle soglie della vita: forte
Tensione tensione in Alle soglie della vita: presente
Erotismo erotismo in Alle soglie della vita: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Alle soglie della vita

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Alle soglie della vita (voti: 6 media: 3,50) 6

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La trama

Tre donne si trovano nella stessa stanza di una clinica ginecologica: la prima a seguito di un aborto, le altre due, una felicemente sposata, l'altra ragazza madre, in procinto di partorire. Si instaurano tra le tre donne compagne di camerata dinamiche di solidarietà, soprattutto dopo la morte di uno dei nascituri.  

Quasi un film su commissione del governo svedese in piena campagna contro l'uso indiscriminato dell'aborto, tratto da due novelle della scrittrice Ulla Isaksson, girato da Bergman con mano leggera se confrontata a quella ben più pesante dei precedenti "Il posto delle fragole" e "Il settimo sigillo". Premio per la migior regia a Cannes e ex aequo alle quattro attrici.

L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 2012-02-05 17:34:06 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Tratto da una coppia di racconti di Ulla Isaksson, che per Bergman scriverà anche il successivo La fontana della vergine (1959) e Il segno (1986), Alle soglie della vita è un film che nasce in maniera atipica per il regista, ma che si sviluppa nei consueti standard della sua poetica. L'origine di questa pellicola è infatti dovuta a una commissione da parte del governo svedese, che aveva bisogno di sensibilizzare l'opinione pubblica su tematiche di sempre più scottante attualità quali l'aborto e le ragazze madri; nonostante non si tratti di materiale narrativo bergmaniano al cento per cento (al regista, anche se non accreditato nei titoli di testa, è riconosciuta la sceneggiatura) e nonostante la spinta alla realizzazione proveniente dall'esterno, Alle soglie della vita non sfigura affatto nella filmografia di un autore che aveva appena licenziato opere del calibro de Il settimo sigillo e Il posto delle fragole, assumendo di colpo una popolarità mondiale. Nel cast i nomi sono quelli favoriti da Bergman: Ingrid Thulin, Bibi Andersson ed Eva Dahlbeck formano un tris femminile di ottimo livello, mentre i personaggi maschili - qualitativamente e quantitativamente, come scrittura, inferiori - possono comunque contare su Max Von Sydow ed Erland Josephson, al primo ruolo di un certo rilievo con il regista (lo accompagnerà fino al suo ultimo film, Sarabanda, 45 anni più tardi). La comprensibile scelta di virare al femminile la storia, stratagemma che comunque rimane nelle corde del regista, è in questo caso forse estremizzata: relegare le presenze maschili in ruoli negativi o ininfluenti (i mariti, i dottori) finisce per far sembrare, oltre che indegni gli uomini, ingenue e manipolate le donne, poco più che oggetti della volontà dei rispettivi partner. Anche l'apertura finale alla speranza passa per una riappacificazione fra madre e figlia, nella quale padre e marito non contano nulla; allo stesso modo il parto tragicamente conclusosi in un aborto viene assistito da solo personale femminile, ma la notizia della morte del neonato viene data alla madre, il mattino dopo, da un serioso e fatalista dottore. La solidarietà femminile, si può dire, è la vera protagonista di Alle soglie della vita; premiato a Cannes: migliore regia e migliore interprete femminile ex aequo in trio. 6,5/10.
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SI

Opinioni su Alle soglie della vita


2012-02-05 17:34:06 Opinione di mm40 su "Alle soglie della vita"
mm40

Tratto da una coppia di racconti di Ulla Isaksson, che per Bergman scriverà anche il successivo La fontana della vergine (1959) e Il segno (1986), Alle soglie della vita è un film che nasce in maniera atipica per il regista, ma che si sviluppa nei consueti standard della sua poetica. L'origine di questa pellicola è infatti dovuta a una commissione da parte del governo svedese, che aveva bisogno di sensibilizzare l'opinione pubblica su tematiche di sempre più scottante attualità quali...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Alle soglie della vita (1958)

nessun commento
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2008-07-12 09:42:17 Opinione di sasso67 su "Alle soglie della vita"
sasso67

Un film drammatico, di vago sapore teatrale, del Maestro svedese, appena reduce dalle fatiche di due dei suoi più grandi capolavori: "Il settimo sigillo" e "Il posto delle fragole". Tutto al femminile, tanto che gli uomini, medici compresi, hanno la consistenza di marionette, è un film molto drammatico, ma che nel finale lascia la porta aperta alla speranza. Ottime le tre protagoniste, tutte attrici predilette da Bergman. Un buon film, anche se si tratta di un'opera decisamente "minore".

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Alle soglie della vita (1958)




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