Amanti crocifissi (1954)
Con Kazuo Hasegawa, Yoko Minamida, Eitaro Shindo, Kyôko Kagawa
La trama
A Kyoto nel XVII secolo una donna e un uomo, ingiustamente accusati di essere protagonisti di un adulterio, scappano insieme e la fuga presto si trasforma in fuga d'amore la cui potenza non li censura in pubblico, guadagnandosi, secondo le leggi medievali che puniscono l'adulterio con la morte, la crocifissione. Il perdono del marito di lei e l'aiuto del padre di lui non serviranno.
Presentato al festival di Cannes nel 1955 e riconosciuto come uno dei migliori film del maestro Mizoguchi, è un inno alla libertà dell'amore contro le regole della rigida società giapponese. Alla base del soggetto originale un dramma 'bunraku', 'teatro dei burattini', che viene risolto da Mizoguchi nella forma di una storia leggendaria secondo la tradizione del 'monogatari' giapponese.
L'opinione più votata
Di yume scritta il 13/02/2012 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Kyuichi Tsuji ne adatta il testo per Chikamatsu Monogatari (Una storia di Chikamatsu), offrendo al “nuovo umanesimo” di Mizoguchi Kenji lo sfondo ambientale remoto (l’età feudale) su cui proiettare momenti di una storia eterna dell’uomo, in una distillazione magistrale di temi, che unisce alla forte presa sul sociale la straordinaria capacità di far luce sulla condizione della donna in un sistema governato esclusivamente dagli uomini. Mizoguchi assume dal teatro di marionette jojuri un linguaggio visivo di forte interiorità, ne traduce la dimensione claustrofobica, isolante e rigida con tagli di scena che prediligono composizioni rettangolari e di movimento lungo la diagonale dello schermo, alterna campi lunghi con primi piani sui protagonisti, che appaiono e scompaiono tra pannelli mobili, in interni labirintici, spazi gremiti eppure pervasi da un forte senso di isolamento.
Il bianco e nero, addolcito dalle sfumature del grigio, descrive stati della mente, “…è insieme realistico e fantastico. Come in Goya, le luci variano in maniera non realistica,quasi da rendere impossibile stabilire da dove provenga la fonte luminosa”nota Jacques Doillon.
Eppure il realismo di Mizoguchi è implacabile, osserva Kurosawa, “la grande dote di Mizoguchi era il suo inesausto tentativo di riempire di realtà ogni scena”.
Chikamatsu Monogatari è il ritratto intenso di una tragedia d'amore, un atto d’accusa contro il conformismo di una società repressiva che tollera l'ipocrisia e la disumanità di ruoli sociali codificati.
Nessun cedimento a psicologismi e scandagli introspettivi.
Osserva bene Chabrol “Non c’è psicologia, la sua è una forma particolare di lirismo. […] In Mizoguchi abbiamo l’evidenza dell’essere umano Niente psicologia, solo esseri umani e società. Mizoguchi era interessato alle lotte interne alla società. […] Gli amanti sono crocifissi perché condannati dalla società”.
O-san è una donna di Kyoto, praticamente venduta dalla famiglia della piccola aristocrazia feudale decaduta a Ishun, trenta anni più di lei, ricco e spietato mercante di almanacchi con ottime commesse dalla famiglia imperiale.
Il fratello s’indebita continuamente e le chiede di intercedere presso il marito per sanare i debiti, la madre è perfettamente integrata nella morale corrente e preme sulla figlia.
Preferirebbe vederla morta piuttosto che trasgredire le norme sociali, il marito se la spassa con geisha varie, concupisce la servetta indifesa O-Tama, ma guai pensare che la moglie possa essere anche solo sfiorata da un sospetto di infedeltà.
Eppure i nodi dell’intreccio conducono a questo. ESPANDI +
13 febbraio 2012 Opinione di yume su "Amanti crocifissi"
Chikamatsu Monzaemon, il più grande drammaturgo del periodo Edo, autore di jidaimono, opere a soggetto storico e sewamono, opere d’attualità a sfondo sociale per il kabuki e il bunraku, narra in Daikyoji mukashi-goyomi (L’almanacco dei tempi antichi) una storia vera accaduta ad Osaka nel 1683. Kyuichi Tsuji ne adatta il testo per Chikamatsu Monogatari (Una storia di Chikamatsu), offrendo al “nuovo umanesimo” di Mizoguchi Kenji lo sfondo ambientale remoto (l’età feudale) su...
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25 marzo 2010 Opinione di Peppe Comune su "Amanti crocifissi"
Mohei è l'operaio più fidato del signor Kozè, il primo stampatore della città di Kyoto. Una serie di equivoci, associati ad una fitta rete di intrighi messi a punto da chi ha tutto l'interesse ad infangare il prestigio della casata di Kozè, inducono a far credere che tra sua moglie O-San e Mohei ci sia una tresca amorosa. In realtà i due non sono mai stati amanti e l'esplosione del loro amore scoppia in tutta la sua più genuina purezza solo...
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9 dicembre 2009 Opinione di carlos brigante su "Amanti crocifissi"
In un Giappone medievale e maschilista l'unica vera depravazione è rappresentata dall'avidità di denaro e perchè no da un senso dell'onore come vuota forma esteriore. L'amore, seppur fedifrago, è un sentimento libero da ogni vincolo sociale e giuridico; non può essere soffocato con nessun mezzo coercitivo. Il realismo formale di Mizoguchi è attraversato qua e là da fugaci e delicati lampi onirici ravvisabili tanto nelle immagini...
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26 aprile 2009 Opinione di PP su "Amanti crocifissi"
Voto 8,5. La rigidissima struttura sociale del Giappone antico viene radicalmente sovvertita e dal più rivoluzionario dei sentimenti: l’amore. Opera maiuscola sul mistero e sulla inaudita potenza dell’amore, sulla sua forza creativa e distruttiva allo stesso tempo. Regia di eccezionale spessore e drammaticità, attori bravissimi. Da vedere. [18.04.2009]
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5 ottobre 2008 Opinione di steno79 su "Amanti crocifissi"
Molto bello, come quasi tutti i film dell'ultimo periodo di Mizoguchi : tratto da un'opera teatrale scritta per il teatro delle marionette giapponese, si concentra sul tema dell'amore che sfida le convenzioni sociali e le differenze di classe in un Giappone dalla struttura ancora feudale. Lo stile visivo del regista è come al solito ricchissimo, con magnifici piani-sequenza cadenzati su lunghi movimenti di macchina e una fotografia che sfrutta abilmente gli effetti di...
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12 gennaio 2008 Opinione di sasso67 su "Amanti crocifissi"
Terzo film che vedo, di Mizoguchi - dopo "La vita di O-haru, donna galante" (1952) e "Racconti della luna pallida d'agosto" (1953) - e terzo capolavoro assoluto del cinema. Questa storia di Chikamatsu ("Chikamatsu Monogatari" è, appunto, il titolo originale) è un attacco all'assurdità delle leggi medievali che, ancora nel XVII secolo, regolavano in Giappone i rapporti tra le persone, tanto da imporre la crocifissione per gli amanti adulteri. Ma è anche un richiamo alla necessità di...
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25 agosto 2006 Opinione di sokurov su "Amanti crocifissi"
Coraggiosa storia d'amore, una via crucis verso la libertà, in un film politico di Mizoguchi. Come lo sono tutti i suoi film che ho visto. Voto 10/10
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14 gennaio 2005 Opinione di Super Valerio su "Amanti crocifissi"
Uno dei film più emozionanti della storia del cinema: "Mizoguchi sta al cinema come Bach sta alla musica" (Godard).
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