Il dormiglione (1973)
Con Woody Allen, Diane Keaton, John Beck, Mark Gregory
La trama
Entrato in ospedale nel 1973 per un'ulcera, Miles Monroe si risveglia duecento anni dopo. Nel frattempo è scoppiata la guerra nucleare e il mondo è stato diviso in due blocchi, uno dei quali comandato dal "Grande Leader". Miles si finge un robot e riesce a fuggire, poi si unisce ai ribelli e penetra in un laboratorio dove tentano di clonare il leader con ciò che resta di lui dopo un attentato.
Dal pretesto narrativo del viaggio nel tempo, all'omaggio al Chaplin di "Tempi moderni" passando, naturalmente, per la corrosività dell'umorismo di matrice ebraica, Allena usa la società del futuro per uno sguardo satirico sull'America degli anni '70.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 04/10/2010 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
"Calmati, stai tremando come una foglia".
"Come vorresti che tremassi?".
"Andrà tutto bene".
"E allora perchè tremi?".
"Perchè? Mi innervosisci tu!".
"Non umiliarmi".
"Vuoi dominare i tuoi nervi?".
"Forse ti sentiresti più sicura con Mr. Denti Bianchi?".
"Chi?".
"Il condottiero ribelle con quelle matasse di muscoli sul petto".
"Vuoi dire Erno?".
"Sì, Erno... Gran bel nome per una fabbrica di cicche e di pancere".
"È geniale".
"Già, oggi non è potuto venire, è andato a lezione di bellezza".
"Ah... geloso...".
"Geloso? Scherzi? Quando si ha un corpo come il mio non conosci gelosie".
"Non pretenderai certo che mi leghi ad un uomo solo? Il mio amore è un libero dono per ogni compagno".
"Fai quel che vuoi, hai più di 21 anni. Messalina...".
"Siamo qui in missione".
"Libero amore... Ho creato un mostro lascivo, presto godrà del sesso di gruppo con i robot...".
"Vuoi stare zitto? Attiri l'attenzione".
"Dalle un paio di libri da leggere e diventerà un mostro freudiano pseudointellettuale neofascista hegeliano...".
"Senti, è inutile andare avanti se tu diventi isterico".
"Va bene, tu fa' la tua parte e non pensare a me".
"Sì? Beh, se mi fregano sarà per colpa tua".
"Sì, e se ci fregano tutti e due sarà per colpa tua".
"Sei un ritardato... Sto compiendo una missione con un ritardato".
"Ok, tu fa' bene la tua parte".
"Falla bene tu la tua parte".
"Che cacchio faccio qui, ho 237 anni e dovrei stare a casa a godermi la pensione".
[Woody Allen e Diane Keaton mentre si introducono furtivamente nel centro scientifico]
Miles Monroe (Woody Allen), ibernato in una capsula nel 1973, viene ritrovato, duecento anni dopo, "sul parallelo centrale della federazione americana", distretto corrispondente agli Stati Uniti Sud-Occidentali prima che venissero distrutti da una guerra. "Guerra?", si meraviglia Miles: "Sì, secondo gli storici circa duecento anni fa un certo Paolo VII si impadronì della bomba atomica". Dopo un traumatico risveglio (esilaranti le sue prime esperienze motorie), Miles scopre che i medici l'hanno destato clandestinamente dal suo sonno centenario, all'insaputa delle autorità, in una società tirannizzata da un dispotico Leader, dove "Chi resiste alla riprogrammazione mentale sarà sterminato per il bene dello Stato". Quarta regia di Woody Allen, 35 ore di materiale girato condensate in 90 minuti (lavoro ultimato due giorni prima della presentazione ufficiale del film), sceneggiatura scoppiettante (firmata dallo stesso autore insieme a Marshall Brickman), gag e dialoghi travolgenti, guizzi parodistici ed irriverenza satirica, una commedia sgangherata, discontinua ed irresistibile al ritmo scatenato dei gloriosi traditionals della spumeggiante colonna sonora, eseguita dallo stesso Allen (al clarinetto) insieme alla Preservation Hall Jazz Band e alla New Orleans Funeral Ragtime Orchestra: la gag muta della siringa dall'ago gigantesco durante le cure mediche, Allen che spiega agli uomini del futuro chi fosse Nixon ("Quando usciva dalla Casa Bianca il servizio segreto contava l'argenteria"), l'instant pudding, il "globo" ("the Orb" nella versione originale) nelle mani di Allen, l'Orgasmatic, Allen alla ricerca di cibo per una Diane Keaton affamata ("Mio Dio, ho steso a terra un uomo con una fragola"), il robot gay, il titolo in prima pagina di un "vecchio" New York Times del 1990 ("La moglie del papa dà alla luce due gemelli"), l'esistenza di Dio (Diane Keaton a Allen: "Tu credi in Dio? ESPANDI +
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2 dicembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Il dormiglione"
Mandate un nevrotico nel futuro e ne otterrete qualcosa di speciale. Allen si misura di nuovo in una storia di ribelli e rivoluzione (come "Bananas"), però la storia assume tutta un altra prospettiva. Siamo nel futuro, ma si parla dell'America e del mondo degli anni'70, le gag squisite non mancano (memorabile quella con Allen robot e quella della confessione fatta ad una macchina), la demenzialità è contenuta,ma efficace. Non tutto il film socrre sempre del tutto liscio...
voto al film: 
4 ottobre 2010 Opinione di FABIO1971 su "Il dormiglione"
"Domina il nervosismo, sorridi... Pivella". "Calmati, stai tremando come una foglia". "Come vorresti che tremassi?". "Andrà tutto bene". "E allora perchè tremi?". "Perchè? Mi innervosisci tu!". "Non umiliarmi". "Vuoi dominare i tuoi nervi?". "Forse ti sentiresti più sicura con Mr. Denti Bianchi?". "Chi?". "Il condottiero ribelle con quelle matasse di muscoli sul petto". "Vuoi dire Erno?". "Sì, Erno... Gran bel nome per una fabbrica di cicche e di...
voto al film: 
10 giugno 2010 Opinione di Charlus Jackson su "Il dormiglione"
Il Woody Allen visionario e fantascientifico o che rielabora magari classici della letteratura fantastica (tra gli altri titoli Il dittatore dello stato libero di Bananas, Amore e guerra, Commedia sexy di una notte di mezza estate, ecc) è spesso il migliore, molto avanti rispetto a quanto tenta di fare l’esistenzialista-da-camera. Volutamente frivolo, non importa se, come in questo film, la critica sociale non è abbastanza sviluppata, non si forma un’immagine...
voto al film: 
7 febbraio 2010 Opinione di IGLI su "Il dormiglione"
Divertente commedia con Un Woody Allen spettacolare. Il finale però lascia un po desiderare.
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22 settembre 2009 Opinione di fenice69 su "Il dormiglione"
Può sembrare un paradosso, ma la fantascienza è il genere cinematografico che meglio si presta a descrivere il presente. In Sleeper, commedia di ambientazione futuribile, Allen si diverte a sbeffeggiare attraverso gag esilaranti, tra le quali alcune da inserire in un'ideale antologia dell'autore newyorkese, mode, personaggi e ideologie della "sua" America primi anni settanta. Allen traspone nel futuro anche le sue manie e nella scena finale del film dichiara...
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15 marzo 2009 Opinione di mm40 su "Il dormiglione"
Farcito dei consueti riferimenti culturali classici (da 1984 alle scombiccherate gag di Charlot, fino alla citazione indiretta di Hal 9000, ovvero Odissea nello spazio), è uno dei primi film di Allen e quindi in definitiva una commedia pura, ai limiti del demenziale (il Leader clonato dal suo naso, es.); si ride e parecchio, sempre mantenendo un buon livello nelle trovate e nelle battute, ma non c'è granchè altro da segnalare. E' puro intrattenimento e spesso la cosa risulta pure un po'...
voto al film: 
1 ottobre 2008 Opinione di Depp95 su "Il dormiglione"
Una pellicola tra humour e fantascienza simpaticamente apocalittica.
voto al film: 
1 ottobre 2008 Opinione di Depp95 su "Il dormiglione"
Una pellicola tra humour e fantascienza simpaticamente apocalittica.
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19 settembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Il dormiglione"
Secondo me è uno dei film complessivamente meno riusciti nel primo periodo di Allen(nella seconda parte della sua filmografia quello che mi è piaicuto di meno è l'incontrastato Stardust Memories),una sorta di ibrido riuscito a meta'tra comicita'fulminante e gags soprattutto visive dei primi film e il gusto per l'aforisma che poi verra'ampliato piu'in la' con risultati eccellenti.Si ride ci si diverte ma nella seconda parte il film si ingolfa,si ripiega,implode .La satira sull'America...
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12 settembre 2008 Opinione di will kane su "Il dormiglione"
E' un Woody Allen anomalo, che ancora fa i conti con le derivazioni dalla comicità da film muto, le gag visive oggettivamente trascinanti di cui i suoi lavori erano zeppi fino a "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso...", anche se già il gusto dell'aforisma fulminante si espande: nella sceneggiatura de "Il dormiglione" troverete alcune delle battute epocali di Allen, però il film non è tra i suoi più belli. Intendiamoci, si ride, e non poco, le scene del risveglio del...
voto al film: 
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