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Dossier Odessa (1974)

[The Odessa File, Gran Bretagna 1974, Spionaggio, durata 130']   Regia di Ronald Neame
Con Jon Voight, Mary Tamm, Maria Schell, Derek Jacobi



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Dossier Odessa: assente
Ritmo ritmo in Dossier Odessa: presente
Impegno impegno in Dossier Odessa: assente
Tensione tensione in Dossier Odessa: presente
Erotismo erotismo in Dossier Odessa: assente

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La trama

Il giornalista tedesco Peter Miller si mette sulle tracce di un ex comandante di lager nazista, Eduard Roschmann. A costui l'organizzazione Odessa, formata da ex membri delle Ss e operante nella Germania dell'Est, ha fornito una nuova identità. Aiutato dai servizi segreti israeliani scopre la nuova identità di Roschmann come costruttore d'armi... 

Dal best-seller di Frederick Forsyth, un film d'avventure e spionaggio, piuttosto convenzionale. Il biondo Jon Voight era allora all'apice della carriera. La colonna sonora è firmata da Andrew Lloyd Webber.

L'opinione più votata

Di fixer scritta il 22/12/2011 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Che molti ex appartenenti alle SS fossero sostenuti dall'organizzazione ODESSA e aiutati a rifugiarsi in Sud America o altrove è una verità che è venuta a galla. per il grande pubblico, solo negli Anni '70. E il romanzo di Forsyth, seguito dal film, hanno dato un contributo notevole alla divulgazione di quel complesso "affaire". Il coinvolgimento di alti personaggi politici, di istituzioni e di branchie dello stesso Vaticano hanno rallentato e ostacolato la diffusione di certe scottanti verità. Il film, come il libro, tocca nervi scoperti che finiscono per provocare molto imbarazzo in certi Paesi, come la Germania (negli anni '70 molti ex-SS si trovavano in posti di responsabilità a livello privato e pubblico) e l'Italia (una delle città da dove gli ex-nazisti si imbarcavano per il Sud America era Genova) e lo stesso Vaticano. Non sono d'accordo con coloro che qulificano questo film come un prodotto convenzionale, privo di suspense, "greve come un ippopotamo" (Morandini). Per me è un film interessante dal punto di vista storico e non è nemmeno male come "thriller". Storicamente mi pare che non ci siano particolari sbavature o errori. Mi pare anzi che l'autore del libro abbia fatto un buon lavoro di documentazione. Inoltre, la trama si dipana con un ritmo discreto e se si dice che il film pecca di convenzionalismo, rispondo che per me il convenzionalismo non è di per sè un difetto, se forma e contenuto si combinano armonicamente per formare un prodotto credibile e, mi spingo a dire, avvincente. Ognuno segue la forma che vuole, e se lo fa bene, tanto di cappello. Anche il cinema di Raoul Walsh era convenzionale, ma i suoi film erano un prodigio di tecnica narrativa e mai nessuno si è mai sognato di accusarlo di convenzionalismo. Particolarmente indovinate mi sembrano le scene dell'"interrogatorio" da parte di un ex-SS nei confronti del protagonista (condite da un pizzico di ironia quando gli viene chiesto che cosa vedeva in alto nel lager di Flossenburg). Interessante è anche il "raduno" di ex commilitoni della divisione Sigfrido e il fervorino dell'ex-ufficiale. Ma mi sembra particolarmente indovinata la scena fra l'ex-SS Ruschmann e il protagonista. Non ho letto il libro, ma quanto dice Maximilian Schell (Ruschmann) è molto "autentico": dice cose terribili ma svela quello che in molti tedeschi esiste in sottofondo e cioè l'idea di essere comunque un popolo-guida, di avere un destino di dominio mondiale, di aver bisogno di disciplina e gerarchia per essere "uber alles". E' altrettanto vero che questi tedeschi giudicano gli uomini che sono a capo dell'attuale sistema democratico come un branco di rammolliti e questo fa giustizia di una facile tendenza a considerare i tedeschi allo stesso modo e cioè come, in fondo, perenni nostalgici dell'autoritarismo. Nella scena finale, le parole del vecchio ebreo che risuonano a Gerusalemme nel tempio dedicato alle vittime dell'Olocausto, sono da scolpire: "Non sono i popoli ad essere malvagi, ma gli uomini". Debole mi pare invece la scena del tentato agguato da parte di un sicario nei confronti di Voigt (il protagonista). Mi sembra poco credibile. Il film ha il merito indiscutibile di aprire una pagina di un libro che si vorrebbe, da troppe parti, chiudere per sempre e che, periodicamente, riemerge in tutto il suo orrore. In Italia, per esempio, pochissimi hanno avuto il coraggio di rivelare certe scomode verità sulla nostra Resistenza, sull'eredità ideologica e materiale fascista. Ma questa è un'altra storia.
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SI

Opinioni su Dossier Odessa


22 dicembre 2011 Opinione di fixer su "Dossier Odessa"
fixer

Che molti ex appartenenti alle SS fossero sostenuti dall'organizzazione ODESSA e aiutati a rifugiarsi in Sud America o altrove è una verità che è venuta a galla. per il grande pubblico, solo negli Anni '70. E il romanzo di Forsyth, seguito dal film, hanno dato un contributo notevole alla divulgazione di quel complesso "affaire". Il coinvolgimento di alti personaggi politici, di istituzioni e di branchie dello stesso Vaticano hanno rallentato e ostacolato la diffusione di certe scottanti...

voto al film: fixer assegna il voto sufficiente a Dossier Odessa (1974)

2 commenti
[utile per 5 utenti]

23 maggio 2010 Opinione di lonestar su "Dossier Odessa"
lonestar

Ottimo film thriller/spionaggio.

voto al film: lonestar assegna il voto buono a Dossier Odessa (1974)



10 agosto 2009 Opinione di emmepi8 su "Dossier Odessa"
emmepi8

  Una trama non molto originale, anche se derivata da un best seller, ma non è colpa della tram, anzi questa poteva anche dare il via, tramite un genere accattivante, ad un viaggio interessante nei meandri di uno studio sul fenomeno del neonazismo; invece tutto si appiattisce in un racconto di assoluta routine, facendo scadere anche degli spunti che potevano arrivare culminare in vette più alte. Calma piatta in sede di sceneggiatura, anche se il nome di Ross, poteva fa...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a Dossier Odessa (1974)


7 agosto 2005 Opinione di riccardo III su "Dossier Odessa"
riccardo III

Manca qualcosa a questo film, non saprei dire esattamente cosa, forse un po' di mordente o una regia migliore. La trama ha buoni spunti (non per niente all'origine c'è un libro di Frederick Forsyth), ma la tensione non è all'altezza delle aspettative. Bravo davvero Maximilian Schell nei panni del nazista.

voto al film: riccardo III assegna il voto sufficiente a Dossier Odessa (1974)



3 giugno 2004 Opinione di will kane su "Dossier Odessa"
will kane

Tratto da un best-seller di Frederick Forsyth,nemmeno troppo appassionante,"Dossier Odessa" è un discreto thriller a sfondo politico ,che vede un giornalista far luce su un criminale nazista nascosto trent'anni dopo i suoi crimini(come succederà un paio d'anni dopo ne "Il maratoneta"),rivelando nel finale il vero motivo della sua indagine.Neame,regista spesso coinvolto in pellicole dai buoni risultati commerciali,ma senza una gran personalità,gira una delle sue cose migliori,dando la...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Dossier Odessa (1974)



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