Antonio das Mortes (1969)
Con Mauricio Do Valle, Odette Lara, Othon Bastos, Hugo Carvana
La trama
Da assassino prezzolato dai potenti a paladino dei miserabili.
Dopo la conversione politica e ideologica, lo spietato killer Antonio das Mortes - assunto dal vecchio colonnello Horácio per eliminare gli ultimi "cangaçeiros", i briganti favoriti dal popolo - si schiera al fianco dei diseredati. Riattualizzando le gesta del "santo guerriero" San Giorgio, individuerà nuovi malefici dragoni da uccidere...
Esponente di punta del "Cinema Nôvo" brasiliano, al contempo teorico e cineasta militante, Rocha (scomparso prematuramente nel 1981, a soli 43 anni) firma con il suo quarto lungometraggio un feroce e delirante apologo sulla propria terra e un addio prima dell'esilio. Premio per la miglior regia a Cannes '69.
L'opinione più recente
Di luamareceu scritta il 20/04/2010
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20 aprile 2010 Opinione di luamareceu su "Antonio das Mortes"
Penso che voi dovresti leggere un po' di piu sulla storia e capire ancora tanto sulla nostra cultura, a che riguarda a grande ignoranteche ha comentato prim, Rocha mio conterraneo il baiano nato a vitoria da Conquista, sertao da Bahia, non fa una critica alegorica a un fato del cangaço, perche "os cangaceiros" non sono un mero mito loro hanno esistito sono una realita da nostra gente!!!
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19 marzo 2005 Opinione di okkio su "Antonio das Mortes"
Non così difficile da vedere (Ghezzi l'ha passato pochi mesi fa...). Se l'estetica della fame e le pellicole popolari sono queste... Certo, la figura del cangaceiro Lampiao fa parte del mito brasiliano, ma costruirvi sopra una parabola allegorica di questo tipo, ha reso il film impenetrabile, lento e pedante. D'accordo che il ricorso ad allegorie e metafore era funzionale all'intento di celare il significato "sovversivo" agli occhi della censura militare, inaspritasi dopo il 1968... ma a...
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23 gennaio 2005 Opinione di sasso67 su "Antonio das Mortes"
Antonio das Mortes è un ottimo film di quel pazzoide che fu Glauber Rocha, uno degli alfieri del cinema nôvo brasiliano che si fece largo tra gli anni sessanta e settanta. Al di là delle istanze sociali alla base del film (e del resto Rocha era un protestante marxista affascinato dal rituale cattolico), si assiste ad uno spettacolo coloratissimo, «una sorta di sacra rappresentazione di timbro surreale» (Grazzini), di fronte alla quale si resta colpiti più dalla messinscena che dal...
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3 gennaio 2005 Opinione di ed wood su "Antonio das Mortes"
Gesu', che delusione!!! Spiace constatare che il carioca Rocha, ispirandosi alla nouvelle vague, ne trae la parte peggiore: il velleitarismo e l'intellettualismo di fondo, i simbolismi gratuiti, la demagogia, il godardismo di terza mano...Patetico il tentativo di riabilitare Brecht e Eisenstein. Ideologicamente confuso, narrativamente delirante, stilisticamente sciatto. Rarissimi i momenti che si salvano.
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23 luglio 2002 Opinione di marienbad su "Antonio das Mortes"
Mi piacerebbe dare un opinione su questo film, ma purtroppo non l'ho mai potuto vedere. E' un peccato che capolavori del genere vengano dimenticati a causa degli interessi degli sciacalli del cinema!
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