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Ariel (1988)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Ariel: presente
Ritmo ritmo in Ariel: presente
Impegno impegno in Ariel: presente
Tensione tensione in Ariel: assente
Erotismo erotismo in Ariel: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Ariel

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Ariel (voti: 22 media: 3,68) 22

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La trama

Licenziato dalla miniera dove era impiegato, Taisto Kasurinen si ritrova coinvolto in una serie di stravaganti eventi: derubato della liquidazione da alcuni malviventi, ne ferisce uno e finisce in carcere, dove sogna la fuga e un'esistenza migliore. Evaso con l'assassino Mikkonen, si mette in testa di imbarcarsi sulla nave Ariel, in partenza per il Messico... 

Capitolo della "trilogia dei perdenti" insieme a _Ombre in paradiso_ e _La fiammiferaia_ (ai quali si aggiunge, sorta di completamento, _Nuvole in viaggio_), un ulteriore esempio del cinema anarchico e "alla deriva" del regista finlandese, sempre con un occhio all'oceano e alle linee di fuga.

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 24/11/2010 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

La miniera in cui lavora Taisto Kasurinen (Turo Pajala) chiude e lui di punto in bianco rimane senza lavoro. E' solo e un amico in procinto di suicidarsi gli lascia qualche soldo e una vecchia Cadillac decappottabile con la quale scorazza in lungo e in largo senza una meta precisa. Fino a quando non incontra Irmeli (Susanna Haavisto), la donna di cui s'innamora, e non si imbatte nel compagno di cella Mikkanen (Matti Pellonpaa), che si trasformano nei punti fissi di un'esistenza ondivaga. Ariel è il nome di una nave che conduce in Messico e dopo rapine subite e brutti incontri, il carcere e un evasione, Taisto Kasurinen ha voglia di una fuga in terre lontane, per "lasciare indietro tutta la tristezza e i tormenti" (come recita la canzone che accompagna i titoli di coda). Secondo capitolo della "trilogia dei perdenti" (dopo "Ombre in paradiso" e prima di "La fiammiferaia"), "Ariel" è un film che viaggia veloce come la Cadillac che assorbe i pensieri bui di Taisto, tocca diversi generi e diversi cuori, per fermarsi al punto esatto in cui la surreale decomposizione dei guai si accompagna alla speranza di ricominciare di Taisto e Irmeli. Si ride e si riflette alla maniera tipica di Kaurismaki, con l'ironia mista a tristezza (emblematiche in tal senso due sequenze su tutte : il dialogo al bar che precede il suicidio in bagno dell'amico di Taisto e il  Mikkanen ferito a morte adagiato sul sedile posteriore della Cadillac che spinge il bottone che alza la capote dell'auto dopo che Taisto ha viaggiato all'addiaccio per tutto il tempo, in mezzo alla neve, credendola bloccata). I personaggi di Kaurismaki sono leggeri come dei ramoscelli in perenne balia delle maree, troppo deboli socialmente per non lasciarsi traportare dove il vento vuole, e davvero poco convincenti per passare per dei cattivi credibili. Taisto Kasurinen ne è un prototipo perfetto, troppo giovane per poter vantare crediti col mondo del lavoro e troppo vecchio per  poterne iniziare uno partendo da zero. C'è sempre una distanza da colmare, un tempo che non si trova mai all'ora esatta e la giusta situazione che non capita mai quando serve. E' in mezzo al guado, viaggia verso l'ignoto, con una sola faccia da poter spendere e senza neanche un indirizzo da poter inserire nel salvadanaio della vita. I tipi come lui non esistono per il mondo "civile", e tra di loro sembrano incontrarsi con l'istintualità di chi sa riconoscere a naso l'odore della marginalità. Sono buoni per natura e si ritrovano nei guai per necessità, si spingono a fare i duri senza avere un colpo in canna e giocano a fare i furbi imitando i divi del cinema. Macchiette di un mondo che non gli appartiene da tempo. Taisto Kasurinen è un'altro mirabile tassello nella gioielleria di famiglia di Aki Kaurismaki, un luogo delle delizie per chiunque voglia immergersi in un cinema concepito col minimo consentito, senza arzigogoli di sorta e senza troppi giri di parole, dove si respira forte l'aria pesante delle ingiustizie sociali ma si gioca ad ingolfarne i meccanismi prevaricatori con un pò di intelligente umorismo e dove la pura poesia può avere le fattezze di una Cadillac bianca decappottabile che sfreccia impavida in mezzo a un desolante paesaggio innevato. La magica leggerezza del tocco.
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SI

Opinioni su Ariel


16 febbraio 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Ariel"
giorgiobarbarotta

Estroso come tutto il cinema di Kaurismaki. Ariel giunge alla fine, una sorta di fata morgana in forma di nave che porterà (forse) il protagonista verso una terra promessa dopo una serie di surreali disavventure. Dal nord arriva spesso un modo filmico altro che, seppure in percentuale infinitesimale rispetto all'ondata a stelle e strisce, ci raggiunge piacevolmente lambendo le nostre sponde. Lo stile del regista finlandese si impone al nostro sguardo con un percorso fatto di originalità,...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto sufficiente a Ariel (1988)

nessun commento
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30 ottobre 2011 Opinione di tafo su "Ariel"
tafo

Il cinema del nostro appare come un luogo inospitale e freddo non solo per il meteo e la geografia, in realtà è secco come i climi privi di umidità privi di quei fronzoli che servono solo a indorarci la pillola a farci credere che la vita sia fatta solo di sovrastrutture di sociologismi e di romanticismi. L'operaio minerario che lascia la cava dismessa e che non riesce a chiudere la cappotta dell'auto che gli ha lasciato in eredità un amico suicida dimostra la naturale avversione del...

voto al film: tafo assegna il voto buono a Ariel (1988)

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24 novembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Ariel"
Peppe Comune

La miniera in cui lavora Taisto Kasurinen (Turo Pajala) chiude e lui di punto in bianco rimane senza lavoro. E' solo e un amico in procinto di suicidarsi gli lascia qualche soldo e una vecchia Cadillac decappottabile con la quale scorazza in lungo e in largo senza una meta precisa. Fino a quando non incontra Irmeli (Susanna Haavisto), la donna di cui s'innamora, e non si imbatte nel compagno di cella Mikkanen (Matti Pellonpaa), che si trasformano nei punti fissi di un'esistenza ondivaga....

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Ariel (1988)

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25 maggio 2010 Opinione di mm40 su "Ariel"
mm40

Ariel non è il nome di un personaggio: bensì quello di una nave, la nave che porterà in Messico il fuggiasco Kasorinen, la sua amata ed il figlioletto, per 'lasciare indietro la tristezza e i tormenti', come recita la canzone sui titoli di coda. E' un'altra storia di perdenti, di colpevoli 'per casta', per nascita (Delitto e castigo aveva d'altronde già influenzato una rilettura di Kaurismaki in chiave contemporanea, qualche anno prima), impregnata del desiderio...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Ariel (1988)

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13 settembre 2009 Opinione di PP su "Ariel"
PP

Voto 6. Ineffabile il cinema radicale di Kaurismaki, con un suo improbabile realismo secco, i suoi dialoghi asciutti, così lontani dal comune ciarlare e indugiare de genere umano. C’è solo l’essenziale in questo film, che lascia la sua traccia. [09.09.2009]

voto al film: PP assegna il voto sufficiente a Ariel (1988)


29 maggio 2009 Opinione di carlos brigante su "Ariel"
carlos brigante

Quella di Kaurismaki è una visione del mondo, della Finlandia e della società, partendo dai "bassifondi" sociali, dalle classi proletarie. L'atmosfera è come sempre per così dire ovattata e ciò si rispecchia sia nel tono che non è mai del tutto dramma né mai del tutto commedia, sia nella fotografia in cui i colori non assumono mai tonalità accese, ma rimangono su tinte pastello. La vita è difficile soprattutto per le persone...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Ariel (1988)

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27 maggio 2009 Opinione di OGM su "Ariel"
OGM

"La sfortuna penalizza gli audaci": sembra questa la pessimistica morale del film. La vita toglie ogni speranza di riscatto al giovane ex-minatore Taisto Kasurinen, sabotando ogni sua iniziativa, e costringendolo a fuggire sempre più lontano. Come per dire che, se l'"esistere" è qui e adesso, il "vivere" è riposto altrove, in un inarrivabile domani.

voto al film: OGM assegna il voto buono a Ariel (1988)

1 commento

24 maggio 2009 Opinione di chribio1 su "Ariel"
chribio1

film moolto noioso.voto.1.

voto al film: chribio1 assegna il voto pessimo a Ariel (1988)

5 commenti



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