Ariel (1988)
Con Turo Pajala, Susanna Haavisto, Matti Pellonpää, Eethu Hilkamo
La trama
Licenziato dalla miniera dove era impiegato, Taisto Kasurinen si ritrova coinvolto in una serie di stravaganti eventi: derubato della liquidazione da alcuni malviventi, ne ferisce uno e finisce in carcere, dove sogna la fuga e un'esistenza migliore. Evaso con l'assassino Mikkonen, si mette in testa di imbarcarsi sulla nave Ariel, in partenza per il Messico...
Capitolo della "trilogia dei perdenti" insieme a _Ombre in paradiso_ e _La fiammiferaia_ (ai quali si aggiunge, sorta di completamento, _Nuvole in viaggio_), un ulteriore esempio del cinema anarchico e "alla deriva" del regista finlandese, sempre con un occhio all'oceano e alle linee di fuga.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 2010-11-24 20:52:51 - utile per 16 utenti
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2011-10-30 18:40:04 Opinione di tafo su "Ariel"
Il cinema del nostro appare come un luogo inospitale e freddo non solo per il meteo e la geografia, in realtà è secco come i climi privi di umidità privi di quei fronzoli che servono solo a indorarci la pillola a farci credere che la vita sia fatta solo di sovrastrutture di sociologismi e di romanticismi. L'operaio minerario che lascia la cava dismessa e che non riesce a chiudere la cappotta dell'auto che gli ha lasciato in eredità un amico suicida dimostra la naturale avversione del...
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2010-11-24 20:52:51 Opinione di Peppe Comune su "Ariel"
La miniera in cui lavora Taisto Kasurinen (Turo Pajala) chiude e lui di punto in bianco rimane senza lavoro. E' solo e un amico in procinto di suicidarsi gli lascia qualche soldo e una vecchia Cadillac decappottabile con la quale scorazza in lungo e in largo senza una meta precisa. Fino a quando non incontra Irmeli (Susanna Haavisto), la donna di cui s'innamora, e non si imbatte nel compagno di cella Mikkanen (Matti Pellonpaa), che si trasformano nei punti fissi di un'esistenza ondivaga....
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2010-05-25 14:08:34 Opinione di mm40 su "Ariel"
Ariel non è il nome di un personaggio: bensì quello di una nave, la nave che porterà in Messico il fuggiasco Kasorinen, la sua amata ed il figlioletto, per 'lasciare indietro la tristezza e i tormenti', come recita la canzone sui titoli di coda. E' un'altra storia di perdenti, di colpevoli 'per casta', per nascita (Delitto e castigo aveva d'altronde già influenzato una rilettura di Kaurismaki in chiave contemporanea, qualche anno prima), impregnata del desiderio...
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2009-09-13 15:22:06 Opinione di PP su "Ariel"
Voto 6. Ineffabile il cinema radicale di Kaurismaki, con un suo improbabile realismo secco, i suoi dialoghi asciutti, così lontani dal comune ciarlare e indugiare de genere umano. C’è solo l’essenziale in questo film, che lascia la sua traccia. [09.09.2009]
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2009-05-29 01:33:25 Opinione di carlos brigante su "Ariel"
Quella di Kaurismaki è una visione del mondo, della Finlandia e della società, partendo dai "bassifondi" sociali, dalle classi proletarie. L'atmosfera è come sempre per così dire ovattata e ciò si rispecchia sia nel tono che non è mai del tutto dramma né mai del tutto commedia, sia nella fotografia in cui i colori non assumono mai tonalità accese, ma rimangono su tinte pastello. La vita è difficile soprattutto per le persone...
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2009-05-27 19:18:28 Opinione di Mathiasparrow su "Ariel"
Simpatica avventura suburbana, valorizzata da una regia abile che non cerca il dramma ad ogni costo ma bada unicamente a raccontare con sincerità la sua storia. “Per colpa” del cinema indipendente racconti del genere hanno indubbiamente subìto un’inflazione, il cui motivo sta nella facilità con cui è possibile rappresentarli e gli emblematici significati che assumono agli occhi di chiunque. Fortunatamente Kaurismaki evita però di cadere nella ripetivitità, nonostante non riesca...
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2009-05-27 14:47:47 Opinione di OGM su "Ariel"
"La sfortuna penalizza gli audaci": sembra questa la pessimistica morale del film. La vita toglie ogni speranza di riscatto al giovane ex-minatore Taisto Kasurinen, sabotando ogni sua iniziativa, e costringendolo a fuggire sempre più lontano. Come per dire che, se l'"esistere" è qui e adesso, il "vivere" è riposto altrove, in un inarrivabile domani.
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2009-05-24 20:31:49 Opinione di chribio1 su "Ariel"
film moolto noioso.voto.1.
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