Opinioni del pubblico su Ariel
Con Turo Pajala, Susanna Haavisto, Matti Pellonpää, Eethu Hilkamo
- negative [1]
- sufficienti [4]
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Ariel (1988)
24 novembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Ariel"
La miniera in cui lavora Taisto Kasurinen (Turo Pajala) chiude e lui di punto in bianco rimane senza lavoro. E' solo e un amico in procinto di suicidarsi gli lascia qualche soldo e una vecchia Cadillac decappottabile con la quale scorazza in lungo e in largo senza una meta precisa. Fino a quando non incontra Irmeli (Susanna Haavisto), la donna di cui s'innamora, e non si imbatte nel compagno di cella Mikkanen (Matti Pellonpaa), che si trasformano nei punti fissi di un'esistenza ondivaga. Ariel è il nome di una nave che conduce in Messico e dopo rapine subite e brutti incontri, il...
voto al film: 
16 febbraio 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Ariel"
Estroso come tutto il cinema di Kaurismaki. Ariel giunge alla fine, una sorta di fata morgana in forma di nave che porterà (forse) il protagonista verso una terra promessa dopo una serie di surreali disavventure. Dal nord arriva spesso un modo filmico altro che, seppure in percentuale infinitesimale rispetto all'ondata a stelle e strisce, ci raggiunge piacevolmente lambendo le nostre sponde. Lo stile del regista finlandese si impone al nostro sguardo con un percorso fatto di originalità,...
voto al film: 
30 ottobre 2011 Opinione di tafo su "Ariel"
Il cinema del nostro appare come un luogo inospitale e freddo non solo per il meteo e la geografia, in realtà è secco come i climi privi di umidità privi di quei fronzoli che servono solo a indorarci la pillola a farci credere che la vita sia fatta solo di sovrastrutture di sociologismi e di romanticismi. L'operaio minerario che lascia la cava dismessa e che non riesce a chiudere la cappotta dell'auto che gli ha lasciato in eredità un amico suicida dimostra la naturale avversione del...
voto al film: 
24 novembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Ariel"
La miniera in cui lavora Taisto Kasurinen (Turo Pajala) chiude e lui di punto in bianco rimane senza lavoro. E' solo e un amico in procinto di suicidarsi gli lascia qualche soldo e una vecchia Cadillac decappottabile con la quale scorazza in lungo e in largo senza una meta precisa. Fino a quando non incontra Irmeli (Susanna Haavisto), la donna di cui s'innamora, e non si imbatte nel compagno di cella Mikkanen (Matti Pellonpaa), che si trasformano nei punti fissi di un'esistenza ondivaga....
voto al film: 
25 maggio 2010 Opinione di mm40 su "Ariel"
Ariel non è il nome di un personaggio: bensì quello di una nave, la nave che porterà in Messico il fuggiasco Kasorinen, la sua amata ed il figlioletto, per 'lasciare indietro la tristezza e i tormenti', come recita la canzone sui titoli di coda. E' un'altra storia di perdenti, di colpevoli 'per casta', per nascita (Delitto e castigo aveva d'altronde già influenzato una rilettura di Kaurismaki in chiave contemporanea, qualche anno prima), impregnata del desiderio...
voto al film: 
13 settembre 2009 Opinione di PP su "Ariel"
Voto 6. Ineffabile il cinema radicale di Kaurismaki, con un suo improbabile realismo secco, i suoi dialoghi asciutti, così lontani dal comune ciarlare e indugiare de genere umano. C’è solo l’essenziale in questo film, che lascia la sua traccia. [09.09.2009]
voto al film: 
29 maggio 2009 Opinione di carlos brigante su "Ariel"
Quella di Kaurismaki è una visione del mondo, della Finlandia e della società, partendo dai "bassifondi" sociali, dalle classi proletarie. L'atmosfera è come sempre per così dire ovattata e ciò si rispecchia sia nel tono che non è mai del tutto dramma né mai del tutto commedia, sia nella fotografia in cui i colori non assumono mai tonalità accese, ma rimangono su tinte pastello. La vita è difficile soprattutto per le persone...
voto al film: 
27 maggio 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Ariel"
Simpatica avventura suburbana, valorizzata da una regia abile che non cerca il dramma ad ogni costo ma bada unicamente a raccontare con sincerità la sua storia. “Per colpa” del cinema indipendente racconti del genere hanno indubbiamente subìto un’inflazione, il cui motivo sta nella facilità con cui è possibile rappresentarli e gli emblematici significati che assumono agli occhi di chiunque. Fortunatamente Kaurismaki evita però di cadere nella ripetivitità, nonostante non riesca...
voto al film: 
27 maggio 2009 Opinione di OGM su "Ariel"
"La sfortuna penalizza gli audaci": sembra questa la pessimistica morale del film. La vita toglie ogni speranza di riscatto al giovane ex-minatore Taisto Kasurinen, sabotando ogni sua iniziativa, e costringendolo a fuggire sempre più lontano. Come per dire che, se l'"esistere" è qui e adesso, il "vivere" è riposto altrove, in un inarrivabile domani.
voto al film: 
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