S1mØne - La recensione di FilmTv
Con Al Pacino, Rachel Roberts, Catherine Keener, Winona Ryder, Jay Mohr
La recensione di FilmTv
Una buona idea, di Andrew Niccol, e un grande Al Pacino. Per riflettere sulle trappole virtuali
Simone è una donna bellissima; con un film ha conquistato il cuore di tutti gli spettatori, avidi di sapere tutto di lei, di toccarla, incontrarla, interrogarla. Un’avidità probabilmente accentuata dal fatto che Simone è restia, schiva, avvolta nel mistero della sua privacy. Il suo regista e pigmalione fa da portavoce, ma naturalmente non basta. E il suo regista a questo punto, ha un problema perché, immerso ormai in un definitivo declino, l’ha letteralmente “creata”: Simone non esiste, è una splendida creatura virtuale (il suo nome in realtà è una contrazione di SimulationOne),nata dall’esperimento di un inventore deceduto e perfezionata, animata, “doppiata” dal regista Al Pacino. Da una bella idea di Andrew Niccol (che si conferma sceneggiatore moderno e inventivo) e sorretto da una straordinaria interpretazione di Pacino (soprattutto quando, chiuso a doppia mandata in uno studio vuoto, con solo una console al centro e uno schermo sul fondo, la fa parlare, camminare, sedurre, e poi tenta disperatamente di trasformarla in una “cattiva”, fumatrice accanita e politicamente scorretta, una creatura che il pubblico voglia odiare), “Simone” è una commedia cattiva, che a un certo punto finge di diventare buona, familista e consolante, ma poi fortunatamente si ribalta ancora. Parla di cinema, di false apparenze, delle bizzarrie dell’audience, e forse ci mette in guardia sulle trappole virtuali.
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