Scusa, me lo presti tuo marito? (1964)
Con Jack Lemmon, Romy Schneider, Edward G. Robinson, Michael Connors
La trama
Un pubblicitario felicemente sposato, per aiutare una vicina di casa a riscuotere un'eredità si finge suo marito. Quando la cosa diventa di pubblico dominio i rapporti familiari si complicano e lui finisce inevitabilmente nei guai.
Lemmon nella parte del signore perbene finito in una situazione che non riesce più a controllare è sempre uno spettacolo, anche in un film non particolarmente vivace.
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 02/11/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Pur di soddisfare la voglia di lealtà morale, semplicità, purezza e verità di un venditore di latte supponente e bacchettone (un Edward G. Robinson dall’occhio torvo e perfetto baciapile), sacrificano sull’altare della rettitudine un loro impiegato di nome Sam fino a lì ignorato, interpretato con la solita bravura da Jack Lemmon. Gettato in pasto ai leoni dell’alta finanza, il brutto anatroccolo si mescola alle pecore dell’ufficio in un confronto che sembra improbo, tanto che Sam ha solo voglia di lasciar perdere tutto per dedicarsi al suo strambo ingegno di riciclaggio applicato a congegni curiosi.
Tratto da un romanzo di Jack Finney, “Scusa, me lo presti tuo marito?” (avventata traduzione dal titolo originale “Good neighbour Sam”) ha al suo arco una serie infinita di frecce, la maggior parte delle quali vanno a segno grazie a una serie di qui pro quo davvero spassosi. Messo da parte il latte e fatto posto allo champagne, rivitalizzati dal cibo di nuove cucine che fanno dimenticare il solito pasticcio di maccheroni ricoperto da un soffocante strato di mozzarella, i personaggi diventano testimoni simbolo di una società che desidera cambiare. A poco servono i tic di cugine altezzose e antiche che esprimono dubbio e disprezzo. I nostri eroi “rivoluzionari” sono costretti ad agire col conforto del buio della notte per non farsi fotografare (giudicare?) da detective inesorabili.
Un po’ lungo e fin troppo aperto alle arlecchinate, il titolo merita comunque di essere annoverato tra le commedie più importanti del decennio, non fosse altro per i modernissimi interni e gli sgargianti colori di suppellettili e costumi. Bella come sempre Romy Schneider, in un ruolo dalle discrete sfumature.
2 novembre 2011 Opinione di PompiereFI su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
Intorno alla metà degli anni ’60, l’America si svegliava dai sonni agitati dalla troppa perfezione dei colori pastello del decennio precedente. E si apriva a nuove frontiere sociali, culturali e di costume. Via l’ipocrisia e le timidezze del decennio precedente e dentro il “friccico” sentimental-amoroso, la strizzata d’occhio adulterina, l’amore di gruppo (il bridge con 2 morti sembra esser stato superato), la libertà di costume (ammiccamento all’omosessualità tra due...
voto al film: 
3 ottobre 2011 Opinione di marco l su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
Forse in eccesso di una decina di minuti, è tuttavia assolutamente godibile questa pura commedia in stile americano. Attorno al canovaccio della trama degli equivoci, la sceneggiatura dipana una pellicola di ben più ampio respiro che coniuga gaga ed aspetti sentimentali con una non secondaria critica dello stile di vita americano. Si badi bene all'anno di uscita, 1964: ben prima che le tesi sessantottine sulla società dei consumi e sull'ipocrisia delle economie di mercato divenissero di...
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27 settembre 2011 Opinione di eley su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
...dormivo sul divano e so che in questa condizione tutto quello che intravedo con gli occhi appiccicati:) si ingigantisce, mi colpisce molto... ma questa commedia, di cui non so trama perchè infondo dormivo :) mi ha elettrizzata... colori e scenografie come un buon film anni 60 dovrebbe contemplare, quasi un film anni 80!:) - lo so che poi gli anni 80 hanno preso dai 60, ma qui sembra viceversa. sembra tutto surreale, sintetico, bellissimo. frizzante, divertente, piacevole da morire,...
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16 agosto 2011 Opinione di emmepi8 su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
Lemmon un grande per la commedia brillante in questi anni, e per la trovata di rinfrescare il genere si ebbe l’idea di far venire che provenivano dall’Europa, dopo il successo ottenuto dalla Lollobrigida con Torna a Settembre, ma anche per consolidare il mercato europeo e renderlo più espugnabile e disponibile. Qui siamo con Romy Schneider, stella nascente effervescente in Europa, poi sarà la volta di Virna Lisi, scoperta più in America che in Italia,...
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3 maggio 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
Simpaticissima commedia semi-dimenticata, dominata (ovviamente) da un Lemmon in piena forma che dialoga alla grande con il cast di supporto. La storia è coinvolgente e scorrevole, le risate sono ben ripartite lungo tutta la durata: non c’è il rischio di annoiarsi.
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7 agosto 2007 Opinione di movieman su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
Non particolarmente vivace? Tutt'altro! Semmai l'unico difetto è l'eccessiva durata. Tuttavia non ci sono cadute di tono in questa classica commedia degli equivoci con un Lemmon solito incommensurabile mattatore.
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