Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Scusa, me lo presti tuo marito? (1964)

[Good Neighbor Sam, USA 1964, Commedia, durata 130']   Regia di David Swift
Con Jack Lemmon, Romy Schneider, Edward G. Robinson, Michael Connors



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Scusa, me lo presti tuo marito?: presente
Ritmo ritmo in Scusa, me lo presti tuo marito?: forte
Impegno impegno in Scusa, me lo presti tuo marito?: assente
Tensione tensione in Scusa, me lo presti tuo marito?: minimo
Erotismo erotismo in Scusa, me lo presti tuo marito?: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Scusa, me lo presti tuo marito?

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Scusa, me lo presti tuo marito? (voti: 9 media: 3,56) 9

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Scusa, me lo presti tuo marito?

La trama

Un pubblicitario felicemente sposato, per aiutare una vicina di casa a riscuotere un'eredità si finge suo marito. Quando la cosa diventa di pubblico dominio i rapporti familiari si complicano e lui finisce inevitabilmente nei guai.  

Lemmon nella parte del signore perbene finito in una situazione che non riesce più a controllare è sempre uno spettacolo, anche in un film non particolarmente vivace.

L'opinione più votata

Di PompiereFI scritta il 02/11/2011 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

Intorno alla metà degli anni ’60, l’America si svegliava dai sonni agitati dalla troppa perfezione dei colori pastello del decennio precedente. E si apriva a nuove frontiere sociali, culturali e di costume. Via l’ipocrisia e le timidezze del decennio precedente e dentro il “friccico” sentimental-amoroso, la strizzata d’occhio adulterina, l’amore di gruppo (il bridge con 2 morti sembra esser stato superato), la libertà di costume (ammiccamento all’omosessualità tra due mariti), l’indipendenza femminile. Sono questi gli elementi che sconvolgono il tranquillo tran tran di un’agenzia pubblicitaria di San Francisco che, nel suo organigramma, comprende uomini non proprio integerrimi, dediti per lo più al tradimento coniugale.
 
Pur di soddisfare la voglia di lealtà morale, semplicità, purezza e verità di un venditore di latte supponente e bacchettone (un Edward G. Robinson dall’occhio torvo e perfetto baciapile), sacrificano sull’altare della rettitudine un loro impiegato di nome Sam fino a lì ignorato, interpretato con la solita bravura da Jack Lemmon. Gettato in pasto ai leoni dell’alta finanza, il brutto anatroccolo si mescola alle pecore dell’ufficio in un confronto che sembra improbo, tanto che Sam ha solo voglia di lasciar perdere tutto per dedicarsi al suo strambo ingegno di riciclaggio applicato a congegni curiosi.
 
Tratto da un romanzo di Jack Finney, “Scusa, me lo presti tuo marito?” (avventata traduzione dal titolo originale “Good neighbour Sam”) ha al suo arco una serie infinita di frecce, la maggior parte delle quali vanno a segno grazie a una serie di qui pro quo davvero spassosi. Messo da parte il latte e fatto posto allo champagne, rivitalizzati dal cibo di nuove cucine che fanno dimenticare il solito pasticcio di maccheroni ricoperto da un soffocante strato di mozzarella, i personaggi diventano testimoni simbolo di una società che desidera cambiare. A poco servono i tic di cugine altezzose e antiche che esprimono dubbio e disprezzo. I nostri eroi “rivoluzionari” sono costretti ad agire col conforto del buio della notte per non farsi fotografare (giudicare?) da detective inesorabili.
 
Un po’ lungo e fin troppo aperto alle arlecchinate, il titolo merita comunque di essere annoverato tra le commedie più importanti del decennio, non fosse altro per i modernissimi interni e gli sgargianti colori di suppellettili e costumi. Bella come sempre Romy Schneider, in un ruolo dalle discrete sfumature.
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su Scusa, me lo presti tuo marito?


2 novembre 2011 Opinione di PompiereFI su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
PompiereFI

Intorno alla metà degli anni ’60, l’America si svegliava dai sonni agitati dalla troppa perfezione dei colori pastello del decennio precedente. E si apriva a nuove frontiere sociali, culturali e di costume. Via l’ipocrisia e le timidezze del decennio precedente e dentro il “friccico” sentimental-amoroso, la strizzata d’occhio adulterina, l’amore di gruppo (il bridge con 2 morti sembra esser stato superato), la libertà di costume (ammiccamento all’omosessualità tra due...

voto al film: PompiereFI assegna il voto buono a Scusa, me lo presti tuo marito? (1964)

nessun commento
[utile per 10 utenti]

3 ottobre 2011 Opinione di marco l su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
marco l

Forse in eccesso di una decina di minuti, è tuttavia assolutamente godibile questa pura commedia in stile americano. Attorno al canovaccio della trama degli equivoci, la sceneggiatura dipana una pellicola di ben più ampio respiro che coniuga gaga ed aspetti sentimentali con una non secondaria critica dello stile di vita americano. Si badi bene all'anno di uscita, 1964: ben prima che le tesi sessantottine sulla società dei consumi e sull'ipocrisia delle economie di mercato divenissero di...

voto al film: marco l  assegna il voto buono a Scusa, me lo presti tuo marito? (1964)



27 settembre 2011 Opinione di eley su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
eley

...dormivo sul divano e so che in questa condizione tutto quello che intravedo con gli occhi appiccicati:) si ingigantisce, mi colpisce molto... ma questa commedia, di cui non so trama perchè infondo dormivo :) mi ha elettrizzata... colori e scenografie come un buon film anni 60  dovrebbe contemplare, quasi un film anni 80!:) - lo so che poi gli anni 80 hanno preso dai 60, ma qui sembra viceversa. sembra tutto surreale, sintetico, bellissimo. frizzante, divertente, piacevole da morire,...

voto al film: eley assegna il voto sufficiente a Scusa, me lo presti tuo marito? (1964)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

16 agosto 2011 Opinione di emmepi8 su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
emmepi8

Lemmon un grande per la commedia brillante in questi anni, e per la trovata di rinfrescare il genere si  ebbe l’idea di far venire che provenivano dall’Europa, dopo il successo ottenuto dalla Lollobrigida con Torna a Settembre, ma anche per consolidare il mercato europeo e renderlo più espugnabile e disponibile. Qui siamo con Romy Schneider, stella nascente effervescente in Europa, poi sarà la volta di Virna Lisi, scoperta più in America che in Italia,...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a Scusa, me lo presti tuo marito? (1964)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


3 maggio 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
Mathiasparrow

Simpaticissima commedia semi-dimenticata, dominata (ovviamente) da un Lemmon in piena forma che dialoga alla grande con il cast di supporto. La storia è coinvolgente e scorrevole, le risate sono ben ripartite lungo tutta la durata: non c’è il rischio di annoiarsi.

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Scusa, me lo presti tuo marito? (1964)


7 agosto 2007 Opinione di movieman su "Scusa, me lo presti tuo marito?"
movieman

Non particolarmente vivace? Tutt'altro! Semmai l'unico difetto è l'eccessiva durata. Tuttavia non ci sono cadute di tono in questa classica commedia degli equivoci con un Lemmon solito incommensurabile mattatore.

voto al film: movieman assegna il voto buono a Scusa, me lo presti tuo marito? (1964)




scrivi la tua opinione su Scusa, me lo presti tuo marito?


Voti a Scusa, me lo presti tuo marito?



login

hai dimenticato la password?