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Zoolander - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Enrico Magrelli

Ben Stiller, attore e regista, celebra il vacuo mondo della moda. Ma il film non ha verve e si affloscia

Il vacuo, sproloquiante e superficiale mondo della moda è, preso alla lettera, uno strabiliante emporio del ridicolo acconciato per lo sguardo futile dei media. Un eccezionale comico come Ben Stiller, qui nel doppio ruolo di protagonista e di regista, ne celebra, con battute corrosive, snobismo illimitato, sottolineature grottesche, invenzioni esilaranti (il duello all’ultima mossa e smorfia in passerella con Owen Wilson, la regressione evolutiva davanti a un computer, la fotocopia delle premiazioni glamour, il ritorno in famiglia e in miniera con il padre e i fratelli), l’incontenibile stupidità e la scarsa cultura. Derek Zoolander (Stiller) è un top model in fase calante, con un’unica espressione sfoderata a ogni scatto fotografico. Non è più l’indossatore dell’anno (gli viene preferito il rivale Hansel-Wilson) e con le sue irrilevanti capacità intellettive vorrebbe dare un senso alla propria vita. Nel frattempo, un losco ed eccentrico patron della moda lo ingaggia per lanciare una nuova collezione: Zoolander, in realtà, viene programmato per uccidere. Stiller guida la macchina da presa seguendo un copione mediocre e si augura che la performance degli attori indirizzi la messa in scena.


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