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Dov'è la casa del mio amico? (1987)

[Khane-ye Doust Kodjast?, Iran 1987, Drammatico, durata 85']   Regia di Abbas Kiarostami
Con Babek Ahmadpoor, Ahmad Ahmadpoor, Kheda Barech Defai



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Dov'è la casa del mio amico?: assente
Ritmo ritmo in Dov'è la casa del mio amico?: presente
Impegno impegno in Dov'è la casa del mio amico?: molto forte
Tensione tensione in Dov'è la casa del mio amico?: forte
Erotismo erotismo in Dov'è la casa del mio amico?: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Dov'è la casa del mio amico?

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Dov'è la casa del mio amico? (voti: 20 media: 4,15) 20

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La trama

Il piccolo Ahmad si accorge di aver preso per sbaglio il quaderno dei compiti di Mohammed, il suo compagno di banco; sfugge così alla sorveglianza della madre per raggiungere il villaggio dell'amico, restituirgli il quaderno ed evitargli il castigo. Il piccolo protagonista sa che deve compiere il viaggio spinto dalla forza dell'amicizia in opposizione all'autoritarismo che caratterizza i rapporti con gli adulti. Il film è un miracoloso equilibrio di poesia e realismo. L'iraniano Abbas Kiarostami, che si è rivelato con questo film, sa raccontare storie molto caratterizzate nell'ambientazione con un linguaggio universale. 

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L'opinione più votata

Di yume scritta il 07/03/2011 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

Primo lungometraggio di Kiarostami, Dov’è la casa del mio amico ha fatto conoscere all’Occidente quel suo sguardo inconfondibile sulle cose e sugli uomini, appena appena offuscato dallo scivolone di Copia conforme.
Ma film come Il sapore della ciliegia e questo basterebbero a far dimenticare tutto e tremare per le sorti attuali del grande cinema Iraniano.
Un film ad altezza di bambino, Ahmad, che vive in uno sperduto paese dell'Iran vicino ad un intrico di altri villaggi dai nomi improponibili, dove cerca disperatamente la casa del compagno di scuola di cui ha preso per sbaglio il quaderno, il mattino, alla fine delle lezioni.
L’amico non potrà fare i compiti, era già stato rimproverato dal maestro per aver fatto male il suo lavoro, aveva pianto davanti a tutti e poi, fuori, era anche caduto sporcandosi i pantaloni arancione, quelli che tante speranze daranno alla lunga ricerca di Ahmad quando li vedrà pendere, lavati, nel cortiletto di una casa.
Ahimè, non sono quelli dell’amico, però.
Il maestro stavolta lo punirà severamente, ha detto che bisogna imparare la disciplina, essere educati e rispettosi, fare i compiti prima di ogni altra cosa e prima ancora di lavorare col padre a tirar su legna o pesanti bidoni di latte, i doveri sono tanti per questi ragazzetti tutt’altro che obesi come vitelli all’ingrasso, tutt’altro che rumorosi e strafottenti come certa fauna infantile attualmente in circolazione in Occidente.
Sono piccoli, docili, guardano con occhi sgranati, sembrano incapaci di dire una parola di troppo…eppure quanta umanità, freschezza, serietà, amicizia riescono ad esprimere!
Ahmed pensa che deve a tutti i costi trovare la casa dell’amico nel distretto di vattelapesca per riportargli il quaderno.
Corre, corre, corre…doveva comprare il pane, gli aveva detto la mamma alle prese col piccolo da allattare, e allora via fuori col quaderno, magari riesce a far tutto e tornare in tempo…e corre.
 “C’è una collina tra i due villaggi – dice Kiarostami – e sulla cima della collina un albero, che nella nostra letteratura è simbolo di amicizia; il continuo correre di Ahmad rappresenta le difficoltà per poterla raggiungere”.
E’ un correre che sa quasi di sovrumano, quello di Ahmed, con le sue gambette veloci e il maglioncino rosso, la calottina nera di capelli serrati e gli occhioni seri, col quaderno sotto il braccio e questa casa che non si trova mai.
E gli adulti, i vecchi, niente da fare, se mai lo ostacolano, i discorsi del nonno sull’educazione quasi ci ricordano gli Adelphoe di Terenzio, il maestro è di una petulanza che non ha confini, e i bambini tacciono.
Ma guardano, pensano, nella loro mitezza, quando s’incontrano e si scambiano poche parole, si respira un’aria diversa.
C’è un ritmo nelle riprese che sbalordisce, è poesia che si trasforma in immagine, è una storia dalle Mille e una notte che rimbalza fino a noi, sceglie Ahmed come piccolo eroe e ci racconta di una cultura diversa, lontana nei modi, rituali, lingua e costumi, eppure così vicina per quella distanza tra mondi che ci rende tutti uguali sotto lo stesso cielo.
Un film sull’incomunicabilità? In un certo senso sì, ma anche altro.
Sohrab Sepehri è un poeta iraniano citato nei titoli di testa.
 Tu andrai in fondo a questo viale
che emergerà oltre l'adolescenza,
poi ti volterai verso il fiore della solitudine.
A due passi dal fiore, ti fermerai
ai piedi della fontana da dove sgorgano i miti della terra...
Tu vedrai un bambino arrampicato in cima a un pino sottile,
desideroso di rapire la covata del nido della luce
e gli domanderai: dov'è la dimora dell'Amico?
 
Forse è un film sul mondo salvato dai bambini, da quei bambini.




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Opinioni su Dov'è la casa del mio amico?


14 settembre 2011 Opinione di luca826 su "Dov'è la casa del mio amico?"
luca826

VOTO 8+ EMOZIONANTE (Tv 14 Settembre 2011) Il valore della solidarietà, l'importanza formativa del viaggio. Kiarostami all'esordio è folgorante. Una storia semplice, una sceneggiatura lineare con collegamenti efficaci (i pantaloni, il mal di schiena di un bimbo), nascondono una struttura metaforica complessa, svelata sia da varie interviste del regista, ma anche dalla personale sensibilità ricettiva dello spettatore. Tanto è vero che il campo si allarga...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Dov'è la casa del mio amico? (1987)

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7 marzo 2011 Opinione di yume su "Dov'è la casa del mio amico?"
yume

Primo lungometraggio di Kiarostami, Dov’è la casa del mio amico ha fatto conoscere all’Occidente quel suo sguardo inconfondibile sulle cose e sugli uomini, appena appena offuscato dallo scivolone di Copia conforme. Ma film come Il sapore della ciliegia e questo basterebbero a far dimenticare tutto e tremare per le sorti attuali del grande cinema Iraniano. Un film ad altezza di bambino, Ahmad, che vive in uno sperduto paese dell'Iran vicino ad un intrico di altri villaggi...

voto al film: yume assegna il voto buono a Dov'è la casa del mio amico? (1987)

2 commenti
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4 febbraio 2011 Opinione di sokurov su "Dov'è la casa del mio amico?"
sokurov

Con poesia e semplicità Kiarostami ci mostra l'incomunicabilità tra gli adulti e i bambini. Il protagonista percorre con angoscia la sua ricerca, tra la selva della natura e la selva umana degli adulti. E' guidato da un forte senso del dovere e dall'ottimismo della parola "compagno", "amico". Commuove. E', anche, un film biblico sulla ricerca di Dio e del cammino necessario nel credere. 9/10

voto al film: sokurov assegna il voto buono a Dov'è la casa del mio amico? (1987)

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23 agosto 2010 Opinione di steno79 su "Dov'è la casa del mio amico?"
steno79

Un bel film di Kiarostami, che merita di essere visto dal pubblico più ampio. La trama è semplice e riguarda un bambino di 8 anni, Ahmed, che vuole riportare un quaderno scolastico che aveva preso per sbaglio ad un suo compagno che vive in un villaggio rurale del nord dell'Iran. La vicenda serve da pretesto per mostrarci la realtà sociale del paese, ancora molto arretrata, mentre il giovane studente percorre i campi della regione di Koker e si avventura per le...

voto al film: steno79 assegna il voto buono a Dov'è la casa del mio amico? (1987)

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26 settembre 2009 Opinione di sasso67 su "Dov'è la casa del mio amico?"
sasso67

Fin dalle prime scene, ambientate in una classe elementare dell’Iran khomeiniana, si comprende come Kiarostami sia riuscito nel miracolo di costruire un grande film con mezzi minimi. Con l’inquadratura alternata dei visi dei due compagni di banco (Ahmad e Nemtzadeh), uno dei quali, rimproverato dal maestro, piange, mentre l’altro lo guarda imbarazzatissimo, siamo già in un cinema di alta poesia, come quello che riusciva un tempo ai maestri del nostro neorealismo....

voto al film: sasso67 assegna il voto ottimo a Dov'è la casa del mio amico? (1987)


29 maggio 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Dov'è la casa del mio amico?"
Mathiasparrow

Lo stile essenziale di certi autori riesce quasi a celare la ricchezza delle loro opere. Abbas Kiarostami ne è la prova vivente: per mezzo di una tecnica pulita e storie tanto semplici da sembrare ingenue, il regista iraniano lascia che siano i piccoli sentimenti a germogliare pian piano, fino a diventare veri e propri mosaici emotivi in cui lo spettatore rimane inevitabilmente coinvolto. Il “realismo infantile” che costituisce l’anima di questo film è la prova di come Kiarostami...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Dov'è la casa del mio amico? (1987)

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24 dicembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Dov'è la casa del mio amico?"
bradipo68

Lo strano mondo di Ahmad.Il piccolo Ahmad accortosi di aver preso per sbaglio il quaderno di un suo amico, sfuggito alla vigilanza della madre cerca di restituire ia costo di lunghe e perigliose peregrinazioni il quaderno per evitare successive punizioni,ma non sa dove abita.Il mondo di Kiarostami è un mondo di adulti e bambini contrapposti:duri,non disponibili i primi disposti a qualsiasi cosa nella loro purezza gli altri.E lo sguardo di Kiarostami sulla realtà iraniana non è nè...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Dov'è la casa del mio amico? (1987)

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16 novembre 2007 Opinione di teaestefano su "Dov'è la casa del mio amico?"
teaestefano

Capolavoro semplice e commovente, umanissimo, che dovrebbe far vergognare tanto cinema scadente e tanta fiction per la TV, falsa, finta, patinata e piatta. E' una colpa vera e propria dei programmatori che certi film vadano in onda solo sulla pay TV o a notte inoltrata sulla TV in chiaro (solo se in prima visione). Film così dovrebbero vederli tutti, e chi non lo permette dovrebbe avere un peso sulla coscienza.

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a Dov'è la casa del mio amico? (1987)



27 settembre 2005 Opinione di nico80 su "Dov'è la casa del mio amico?"
nico80

8.5

voto al film: nico80 assegna il voto nd a Dov'è la casa del mio amico? (1987)


26 marzo 2005 Opinione di fuoriposto su "Dov'è la casa del mio amico?"
fuoriposto

Un capolavoro. Un film bellissimo, denso di poesia ma al tempo stesso ancorato ad un tellurico realismo, che sa fotografare miseria e quotidianità; un'opera di un'incredibile bellezza figurativa eppure ben lungi da ogni estetismo. E' anche un film mistico, con un misticismo nato dal fango e dal vento, dalla parola e dal silenzio, dall'oscurità e dalla livida luce filtrata dalla pioggia. Atemporale eppure concretissimo. Un bambino deve riportare un quaderno ad un compagno di scuola. Dovrà...

voto al film: fuoriposto assegna il voto buono a Dov'è la casa del mio amico? (1987)




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