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Repulsion (1965)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Repulsion: minimo
Ritmo ritmo in Repulsion: presente
Impegno impegno in Repulsion: presente
Tensione tensione in Repulsion: molto forte
Erotismo erotismo in Repulsion: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Repulsion

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Repulsion (voti: 51 media: 4,02) 51

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locandina di Repulsion

La trama

La belga Carole vive con la sorella a Londra, dove lavora come manicure. Fredda e poco espansiva, reagisce con crescente disagio alle avance degli uomini. Fino a quando, rimasta sola nell'appartamento, la follia esplode: prima uccide un corteggiatore e poi il padrone di casa...  

Polanski , al primo fim realizzato fuori dalla Polonia, porta alla superficie delle cose un interno delirio psicologico e trasforma la normalità in un film dell'orrore. La banalità del quotidiano diventa inferno dell'anima. Catatonia, crudeltà e tenerezza si contendono il volto della Deneuve. Orso d'argento al Festival di Berlino.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 12/01/2011 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto ottimo

La repulsione è una solitudine terrificante, che desidera disperatamente l’amore mentre atrocemente lo teme. Roman Polanski, in questo suo secondo lungometraggio, riesce a convertire la paura in una presenza palpabile che si incolla alla pelle, in un brivido che si materializza in rumori e visioni, pur inserendosi perfettamente nella verosimiglianza della storia. Questa abilità, che preannuncia lo spirito di Rosemary’s Baby, fa sì che l’horror non sia un elemento alieno, sovrapposto al racconto come un effetto speciale applicato a un fotogramma, bensì faccia parte della stessa sostanza della storia, al punto da diventarne la componente più percepibile e concreta. Come nel citato capolavoro del 1968 - che segue questo film di soli tre anni – l’incubo risiede apparentemente fuori, intorno alla protagonista, perché il mostro alberga, in realtà, dentro di lei.  La scena cinematografica si impregna, così, della proiezione mentale del personaggio che la sta vivendo: i suoi pensieri, che irradiano l’ambiente, impressionano la pellicola non meno della luce che si posa sugli oggetti. A questo processo partecipano, a pieno titolo, anche i sogni: infatti questi, nel momento in cui si manifestano, sono esperienze vissute con anima e corpo, e tali sono destinati a rimanere per una psiche disturbata che non sia in grado di ricollocarli, al risveglio, nella dimensione della mera fantasia.    La carne di coniglio che, dimenticata fuori dal frigo, lentamente imputridisce, e le patate che, giorno dopo giorno, germogliano sul piatto, sono le rappresentazioni sensibili di una progressiva degenerazione interiore, che cova nell’intimo, e ancora non è esplosa: nel frattempo esercita una pressione sempre più forte, come indicato inizialmente dalle crepe, e poi dai veri e propri squarci, che Carol vede aprirsi nei muri del suo appartamento.  Vista dall’esterno, la situazione della donna è raffigurabile come una prigionia innaturale ed autoimposta, dentro una nicchia che sta per infrangersi: il mondo preme infatti per entrare in quel guscio, nella veste dell’immaginario sconosciuto che la aggredisce nel letto, o dell’amico che sfonda la porta per soccorrerla. La follia di Carol la induce a considerare ogni tentativo di umano avvicinamento come un attacco alla propria integrità fisica: l’affetto di un uomo è, ai suoi occhi, il preludio allo stupro, e gli odori “maschili” - che crede di avvertire sugli accessori usati dal fidanzato della sorella - ne sono, per lei,  la rivoltante traccia fisiologica. La sua vita sociale è tenuta in ostaggio da un atteggiamento di perenne ed estrema autodifesa, che è la risposta alla sua ansia nei confronti di una possibile intrusione: e tanti sono i simboli sessuali che la insidiano, che sembrano voler alimentare la sua ossessione, dalla cartolina con la torre di Pisa che il postino le infila sotto l’uscio, allo spioncino che inquadra il penetrante sguardo di un visitatore inatteso. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Repulsion


10 febbraio 2012 Opinione di marco bi su "Repulsion"
marco bi

Si parte con un primissimo piano sull'occhio di Catherine  Deneuve,all''inizio della sua carriera ma pù brava che in maturità,e si finisce,sempre con un primissimo piano , sul suo occhio ma da una foto di lei bambina che sta guardando in malo modo il suo probabile padre per motivi che possiamo solo immaginare ma che spiegherebbero la sua "Repulsion" per gli uomini. Nel film,la giovane,che fa la manicure a Londra,compie una discesa negli inferi della follia,alla quale noi assistiamo...

voto al film: marco bi assegna il voto buono a Repulsion (1965)

1 commento
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6 gennaio 2012 Opinione di Kurtisonic su "Repulsion"
Kurtisonic

Un occhio in primissimo piano che fissa oggetti che si stagliano dal loro contesto e assumono un ruolo dettagliato come protagonisti interiori di quello sguardo. Già dall'inizio nel descrivere il mondo in cui si muove la giovane estetista Carol ( una ventiduenne Denueve imparagonabilmente brava e bella a confronto di attrici ed estetiste di oggi..), il regista Polansky ne suggerisce una visione  particolareggiata, dunque  limitata e inglobata nella sua lettura. Carol bella  e...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a Repulsion (1965)

nessun commento
[utile per 11 utenti]


2 gennaio 2012 Opinione di millertropico su "Repulsion"
millertropico

Eccellente saggio di bravura su un allucinante caso di fobia sessuale che sfocia nella schizzofrenia e nel delitto (davvero un inquietante scavo psicologico sullelle possibili "fratture"  che si producono all'intenro del cervello, una specie di cortocircuito mentale realizzato con un'ossessiva progressione verso la follia scandita da un "crescendo" angoscioso e angosciante quasida delirio surrealista, ma che mantiene una scrupolosa attenzione ai dettagli e alle atmosfere che restano...

voto al film: millertropico assegna il voto ottimo a Repulsion (1965)

1 commento
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5 febbraio 2011 Opinione di silvia25 su "Repulsion"
silvia25

Caroline vive con la sorella Helen  in un appartamento a Londra;la cosa più importante per Helen è la vita con il suo amante,mentre Caroline ha un' istintiva repulsione per gli uomini e un disgusto per il mondo reale: quando i due amanti se ne vanno in vacanza lasciandola sola questa si barrica dentro casa. Gli incubi di violenza sessuale e le allucinazioni di cui è pervasa la sua mente (il muro dove all' improvviso si aprono delle crepe,le mani che escono nel...

voto al film: silvia25 assegna il voto ottimo a Repulsion (1965)

2 commenti
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12 gennaio 2011 Opinione di OGM su "Repulsion"
OGM

La repulsione è una solitudine terrificante, che desidera disperatamente l’amore mentre atrocemente lo teme. Roman Polanski, in questo suo secondo lungometraggio, riesce a convertire la paura in una presenza palpabile che si incolla alla pelle, in un brivido che si materializza in rumori e visioni, pur inserendosi perfettamente nella verosimiglianza della storia. Questa abilità, che preannuncia lo spirito di Rosemary’s Baby, fa sì che l’horror non sia...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Repulsion (1965)

2 commenti
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21 marzo 2010 Opinione di prelelle su "Repulsion"
prelelle

VOTO: 8/10. Molto bello che tiene col fiato sospeso.

voto al film: prelelle assegna il voto buono a Repulsion (1965)



5 marzo 2010 Opinione di mm40 su "Repulsion"
mm40

E' una repulsione tutt'altro che razionale o razionalizzabile, quella che spinge la protagonista di questo film all'omicidio (duplice, ed insensato in apparenza); un moto di rabbia isterica che la colpisce ferocemente, risalendo dalle sue viscere fino a manifestarsi esternamente nella concreta violenza sanguinaria. Un personaggio tratteggiato molto poco nelle sue abitudini pratiche e nella sua quotidianità (la Deneuve parla pochissimo e le sue interazioni con gli altri personaggi sono...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Repulsion (1965)

1 commento

26 settembre 2008 Opinione di Grace Margaret Mulligan su "Repulsion"
Grace Margaret Mulligan

Un'esperienza. Bella o brutta in questo caso non ha nessuna importanza perchè in ogni caso è superlativa. Un incubo, un orrore continuo che non suscita disprezzo, ma solo fascino. E' un film sulle cose non dette, sui pensieri nascosti, sulle azioni soffocate. Un film sulla solitudine, sulla malinconia, sull'attrazzione e sopratutto sulla repulsione. Carole è come una dea che così isolata dal resto del mondo e dalle cose che la circondano da provare disprezzo per quella materialità...

voto al film: Grace Margaret Mulligan assegna il voto ottimo a Repulsion (1965)

nessun commento
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1 marzo 2008 Opinione di bradipo68 su "Repulsion"
bradipo68

Uno sguardo nell'abisso e l'abisso guarda dentro di te.Questo è un viaggio senza ritorno nel baratro della follia,una routine quotidiana che diviene gravida di mostruosita',oggetti banali che diventano lo specchio dell'orrore che aumenta(vedi il coniglio cucinato dalla sorella e lasciato ad imputridire giorno dopo giorno),le crepe che si aprono nei muri sono le stesse che si aprono nella mente della protagonista,straniata,quasi vivesse in un universo parallelo.Visivamente è potentissimo...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Repulsion (1965)


18 febbraio 2008 Opinione di AlexDeLarge su "Repulsion"
AlexDeLarge

Senza esagerare, penso di poter dire tranquillamente che questa prova generale per Rosemary's Baby, superi forse lo stesso capolavoro uscito 3 anni più tardi... Polanski incomincia a fondare il suo stile che approfondirà con molti suoi (capo)lavori successivi, mescolando vari generi e scendendo nella profondità psicologica dei personaggi (che spesso sono affetti da disturbi psichici) Ora, vero è che la Deneuve è ai suoi inizi, ma nonostante questo è in perfetta simbiosi con il suo...

voto al film: AlexDeLarge assegna il voto buono a Repulsion (1965)




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