Opinione di Baliverna su Rififi
Con Carl Moehner, Jean Servais, Robert Manuel, Magali Noël
- positive [3]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
E' certamente un bel film, tuttavia è sicuramente più crudo e violento sia del suo modello americano, cioè il capolavoro “Giungla d'asfalto”, che dai film di Jacques Becker o Jean-Pierre Melville. Nel film di Huston la storia è molto simile, solo che non è così violenta, perché è semplicemente disperata. I suoi personaggi sono dei falliti, ma sono in fondo umani. Quanto a Becker e Melville, loro rappresentano la solidarietà tra ladri, che sono capaci di umanità e persino amicizia, benché percorrano la via della propria rovina. Questo film di Dassin, invece, mostra nella seconda parte una precipitare degli eventi che mette i brividi. Gli omicidi vengono tutti commessi a sangue freddo e per mera vendetta, quando proprio non servirebbe (come l'uomo svegliato apposta per ucciderlo, quando il bambino è stato già prelevato). La parte che mi piace di più è quella centrale della rapina alla gioielleria, fatta da una lunga sequenza di azione senza la minima parola. E' in questi casi che si vede l'abilità di un regista, quando sa cioè tenere vivi l'interesse e la tensione mostrando solo dei tizi che fanno un buco nel pavimento e scassinano una cassaforte.
Tirando le somme, lo definisco certo un film riuscito, di alto livello cinematografico, che però non incontra il mio “amore”, come le altre pellicole citate.
Commenti
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29 gennaio 2011, 09:46 di panflo
Ricordo la fantastica scena quando Servais cerca di disattivare l'allarme con la schiuma di un estintore
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29 gennaio 2011, 09:48 di panflo
lo sguardo terrorizzato nel timore di udire il suono, il sudore sulla faccia, il bianco e nero implacabile; e la canzone fischiata, come era stato "grisbi" con l'armonica...Che Cinema con la C maiuscola.
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29 gennaio 2011, 10:51 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Io ricordo Magali Noel che canta "le Rififi", Toni, 'Il Laureato' al volante nel finale. Mio padre era amico del gestore, altrimenti non avrei potuto vederlo (per fortuna a 13 anni ero pià alto della media) in prima visione, ingresso vietato a film iniziato. Pochi anni dopo, al Rugantino, la ballerina turca Aiké Nanà fece uno spogliarello, l'Espresso (era all'inizio un giornale de scandal!), pubblicò le foto dello spogliarello sui cappotti adagiati per terra dai modaioli del tempo. Il seno era nudo in foto, ma una fascetta nera copriva il sotto di Aikè. Del fatto del Rugantino si ricorderà Fellini nella "Dolce vita" nella scena dello strip tease della bellissime Nadia Gray. Per me "Rififi" è la mia turbata adolescenza. Un capolavoro.
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29 gennaio 2011, 11:04 di panflo
@Marcello ricordo bene quella foto e mio padre che commentava borbottando , sottovoce, con mia madre; e Mario Riva che commentò anche lui: "Ahi, che Nanà !". Altri tempi..Ciao.
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