Opinione di lorenzodg su La sfida del samurai
Con Toshiro Mifune, Eijiri Tono, Kamatari Fujiwara, Tatsuya Nakadai
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
"La sfida del samurai" (Yòjinbò, 1961) è una pellicola del regista nipponico che ha avuto ''proseliti' e 'copie', 'imitatori' e 'rifacimenti' in tutto il mondo cinematografico occidentale. Dapertutto tutti devono qualcosa a quest'ennesimo film capolavoro: un'alchimia di straordinari volti, inquadrature e modi veramente 'epici'. Fuori da ogni consumata retorica questo film nasconde storie sotterranee, e piccoli accadimenti che ogni piccola scena scava su altri rivoli o tendenze di generi. Mai una così semplicità di intenti porta Kurosawa a una messa in scena scarna ed elementare ma senza ombra di dubbio forte e impregnata di cadenza filmica come solo pochi sannio fare.
Cinema di alto significato, nel linguaggio e nel fluire del racconto: sceneggiatura composta e poliedrica.
Nei titoli di testa l'elenco dei partecipanti è lunghissimo. Una coralità di personaggi...(penso in questo momento a certo cinema di Altman) mai minori e tutti in scena: esempio di cinema dove l'attore lungo e lontano appare di fronte a noi (e pare dirci qualcosa). Su tutti l'attore per eccellenza Toshirò Mifune (per Akira...e per tutti noi).
Yòjinbò si traduce in 'guardia del corpo'.
Un samurai senza nome (Mifune) arriva in una città da un posto 'misterioso'. Inquadratura che arriva da un sentiero (2').
Poi attraversa la strada principale e gli viene detto: "La strada è di tutti anche dei cani!..".
Il samurai viene a sapere dall'uomo di una locanda (dove alloggia) che la città è in preda a una 'guerra' continua per colpa di due clan: quelli di Seibei e quelli di Ushitora..
L'oste gli dice di abbandonare il posto e di andare via. Ma il Samurai fiero di se stesso dice: "Mi piace questo villaggio ...mi fermo quì" E non ha paura di nulla e uccide subito tre uomini di Ushitora.
Subito affronta con le parole, all'aperto, (un lungo duello...) uno dei due 'gruppi' e dice: "Voglio parlare con Seibei"; risondono: "Chi sei tu?"..
"Compratemi". Il miglior offerente...subito per soldi. Infatti Sebei gli offre cinquanta monete (ryou). "Mi chiamo Kuwabatake" dice il Samurai.
Ma anche l'altro clan si fa avanti Unosuke, fratello di Ushitora (Nakadai) che vuole 'lo straniero'. "Ho ucciso tre dei vostri", "Ma oramai è cosa passata" (38').
Ed ecco l'incontro con il capo che gli offre subito 30 monete in anticipo e il Samurai "Ma Seibei mi offrirà di più".
Intanto Ushitora confida che i suoi uomini hanno ammazzato un funzionario per essere più libero in città e comandare il tutto.
Ofrrono al Samurai tutto soldi al rialzo, da mangiare gratis e donne.
Intanto gli uomini di Ushitora fanno di tutto per asservire tutti ai loro comandi. Viene presa una donna. "Impedisce a quella povera donna di vedere il suo bambino".
Il Samurai va da Ushitora (vuole liberare la donna con uno stratagemma) e gli dice: "Va bene ho deciso sarò la tua guardia...Trenta monete subito". (65')
Va nel nascondiglio della donna la libera e mette in scena un attentato ammazzando tutti gli uomini a sorveglianza,
Arriva Ushitora e il Samurai fa capire che sono stati quelli di Seibei e poi proclama ai suoi: "Ammazziamoli". (71')
Ma purtroppo il doppio gioco viene scoperto perchà avevano visto il bambino con la donna il giorno dopo la strage e il fratello di Ushitora dice al Samurai: "Seibei diceva la verità" (a proposito di un duello leale); "Allora ho il sospetto che sei stato tu ad ammazzare..".
Viene malmenato e si sveglia frastornato e dice: "Dove mi trovo?"; "In via dell'inferno n. 1". (79')
Viene di nuovo preso a botte ma non vogliono ucciderlo.
Ad un certo momento (in assenza delle guardie) si trascina e si nasconde dentro un baule. Quando arrivano, non trovandolo, vanno a cercare rinforzi perchè è 'scappato'. Il Samurai si nasconde ancora e al momento dell'uscita di Ushitora e dei suoi riesce a fuggire....
Inutile dire "Cercate nei posti nascosti" (86').
Il Samurai bussa presso la locanda e l'oste apre; lo nasconde prima che arrivino gli uomini di Ushitora .L'oste (con furberia) dice: "é bstato quì per un p0' e poi è andato dagli uomini di Sei bei...".
Il Samurai dice all'oste di prendere una 'botte da morto' e lui si mette dentro trasportato in mezzo alla via del villaggio (con uno scontro frontale tra i due clan) dall'oste e un suo amico. Il SamuraI fa fermare i due per vedere la battaglia e l'annientamento degli uomini di Seibei. (92')
A questo punto la foga omicida è altissima e viene detto: "Manca il Samurai...".
Intanto l'amico dell'oste per la paura è scappato e la botte non può che restare ferma in mezzo alla via. Arriva Hinokichi e dice: "Oste cosa fai qui?"...E con convincimento si fa aiutare nel trasporto della botte.
Inutile dire che la sequenza della 'battaglia' e la visuale del Samurai (5 minuti) è di grande tensione e assolutamente con ritmo incalzante. Il notturno, il fumo, il bianco e nero avvolgono i personaggi e l'intero paese in un alone di grande effetto cinematografico (con impiego misurato di movimenti di macchina).
Il trasporto finisce ed ecco che Hinokichi dice: "Ti aiuto a seppellirlo"; risponde l'oste "Non c'è bisogno...Ma prima non cercavi qualcuno..". E va via. E il Samurai più morto che vivo esce e si rifugia lontano da tutti.
Arriva l'oste a rifoccillare il Samurai (dopo un lungo riposo) e dice: "Sei in ritardo, oste..ho fame..".
Il Samurai vuole andare in città mentre l'oste gli offre l'arma per la battaglia: "Usa questo: è la Katana di un morto". (100')
Il Samurai è sullo sfondo (inquadratura western...copiata da molti o tutti) e gli uomini di Ushitora si accorgono di lui.. (fumo e vento danno alla scena un risalto notevole). Il Samurai e il nemico si avvicinano (il tutto dura 2 minuti circa: epocale e grandioso Akira: travolge l'impatto visivo); arriva lo scontro e il Samurai sembra 'divertirsi' e dice a uno di loro (con segno beffardo): "I bambini non giocano con la katana."(103')
Uno dopo l'altro si arrendono e la morte trova in molti la fine.
"Quando non ho questa mi sento nudo.." indicando la pistola. Il Samurai gliela porge e l'ultimo colpo non serve. Duello finito e il nemico Ushitora è 'spento'.
"Così anche quì finalmente ci sarà pace".
Il suono è teso e il Samurai volta le spalle e va via (ultima inquadratura) (110').
E' inutile dire che la regia di Kurosawa dimostra ancora una volta la grande essenzialità e l'attenzione (maniacale) per i volti e di quello chè è l'intorno. Mai una scena è arricchita dall'inutile: tutto è sobrio ma giusto per descrivere movimenti e ritmi del 'linguaggio' cinematografico.
La fotografia stupisce per l'assorbimento della scena e la sua eleganza dà risalto immediato al movimento degli attori. Grandissimo il cast (nomi poco conosciuti per noi..) su tutti Toshirò Mifune che interpreta (o meglio ne prende tutto) il SamuraI in modo 'accalorato' e 'viscerale'.
Da ricordare la sceneggiatura dello stesso Kurosawa con Kikushima (con soggetto compreso).
Inutile rammentare che Sergio Leone prese (a piene mani) l'idea del film per farne il suo primo western-spaghetti "Per un pugno di dollari" (1964) (basta riguardarlo per rendersi conto del tutto...).
Kurosawa: ennesimo capolavoro (10).
Commenti
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22 giugno 2011, 17:12 di Marcello del Campo
@Lorenzodg, come ho già avuto modo di scrivere in commenti ad altre play [per la venerazione che ho per Dashiell Hammett], la storia di "Yojimbo" si isipra al capolavoro dello scrittore lista nera "The Red Harvest", un romanzo che molti registi avrebbero desiderato portare sullo schermo da Martin Scorsese a Bernardo Bertolucci, a Francis Ford Coppola; quest'ultimofinanziò anche il progetto di un film tratto da uno scrittore hammettiano, Joe Gores ["Hammett", Mondadori, ora in Einaudi 'Stile libero'] e ne affidò la regia a Wim Wenders; le cose tra i due non andarono bene e Coppola rinunciò al progetto; probabilmente Wenders non era il regista più adatto alla 'missione', anche se aveva diretto il buon "Amico americano" tratto da Patricia Highsmith, miserabilmente rifatto da Anthony Minghella ["Il talento di mister Ripley]. Comunque il film "Hammett, indagine a Chinatown" è un riuscito omaggio a Hammett. Se Kurosawa ammise il suo debito nei confronti di "Red Harvest", Sergio Leone disse che Hammett non c'entrava nulla perché lui si era ispirato a "Arlecchino servitore di due padroni" di Goldoni. Leone forse ignorava che Hammett per primo aveva ammesso di essersi rifatto a una storia che pecorreva molta narrativa occidentale; ma il regista ciociaro intanto non era Kurosawa, anche se molti ossessionati dal suo culto vorrebberlo elevarlo a quel rango, inoltre era vanesio e poco incline alla modestia [nelle interviste le spara grosse contro John Ford e Sam Peckinpah]. Infine, da "Red Harvest" non è mai stato tratto nessun film, ma ampiamente ispirato ad esso, -e forse il più hammettiano, - è "Ancora vivo" di Walter Hill. Ciao.
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22 giugno 2011, 17:36 di lorenzodg
Naturalmente quello che dici mi rende curioso di altro. Alcune non mi sfuggivano. Il mio commento è sul film in quanto tale. Ho rimarcato in ultimo il film di Leone (il suo 'ver primo') per meglio chiarire che il regista italiano deve a molti (soggetti, attori, musiche e altro). Il suo modo (è vero) non era di sana umiltà. Il nipponico,viceversa, ne faceva un suo modo di vivere. Ricordo la premiazione negli States (Oscar) per "Kagemusha": una sobrietà veramente di basso profilo. Solo i geni hanno modi...mentre altri sono pomposi e pompati. Molti anni fa un mio amico mi fece scoprire il suo cinema. Li avevo visti tutti in sale parrocchiali e in videocasseette (in affitto)..poi piano piano li sto vedendo e rivedendo. Aspetto da tempo una sala che gli dedichi una retrospettiva: tipo vedere Ran sul grande schermo...! Chi sa?! A proposito di Hammett so qualcosa (non certo come te.....). In ultimo Goldoni è quello che da il là a molto cinema e ...il servitore di due padroni' meriterebbe uno studio approfondito nell'arte in genere (letteratura, cinema....). Grazie del tuo commento preciso e incisivo. Complimenti. Ciao.
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