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Un onesto trafficante (2002)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Un onesto trafficante: minimo
Ritmo ritmo in Un onesto trafficante: presente
Impegno impegno in Un onesto trafficante: assente
Tensione tensione in Un onesto trafficante: presente
Erotismo erotismo in Un onesto trafficante: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Un onesto trafficante

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Un onesto trafficante (voti: 5 media: 3,20) 5

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locandina di Un onesto trafficante

La trama

In un commissariato di Bruxelles, Hubert Verkamen viene sottoposto a un duro interrogatorio: è indagato per il brutale omicidio di un'intera famiglia. I poliziotti sono convinti che l'uomo sia un trafficante di droga più volte sfuggito alla cattura: Verkamen inizialmente nega, ma poi decide di stare al gioco e si immedesima nel criminale che gli altri vogliono che sia. Inizia così un sofisticato gioco al massacro che approda a un epilogo inaspettato.  

Nella sceneggiatura e nella regia di Philippe Blasband fa qua e là capolino un po' di maniera, e ci viene in mente che sono davvero lontani i tempi in cui i polizieschi à la français erano sembre bellissimi. Ma di fronte a un interrogatorio come quello all'onesto commerciante, che mette in discussione i confini tra bene e male, vero e falso, almeno ci si diverte. E in tempi di magra, per chi è appassionato del genere, è già qualcosa.

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 44/2004

Un dignitoso polar belga con gli interpreti giusti. Un po’ di maniera, per gli appassionati del genere

Strage in una villetta alla periferia di Bruxelles. Madre, padre e due bambini vengono falciati da raffiche di mitra. La polizia arresta un commerciante sulla quarantina, indicato da qualche “cugino” (sono gli informatori nel gergo francese) come il boss dello spaccio di droga. Lo interrogano in due, uno sbirro socialista e una ispettrice che pare subire, e invece… Costruito per metà come un giallo da camera stile Una pura formalità di Tornatore, o meglio, Guardato a vista di Claude Miller, e per metà seguendo una trama di flashback che rivela la storia vera del commerciante, Un onesto trafficante è un dignitoso polar belga con le facce giuste al posto giusto. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di joseba scritta il 29/10/2008 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto mediocre

Bruxelles, centrale di polizia. Un uomo sulla quarantina di nome Hubert Verkamen risponde alla convocazione nonostante sia domenica e viene sottoposto a un incalzante interrogatorio che si trasforma in un vero e proprio gioco d'abilità: l'ispettore Jean Denoote e "la commissaria" Chantal Bex cercano di incastrare Verkamen, maggior trafficante di stupefacenti della zona e sospettato dello sterminio di un'intera famiglia avvenuto giovedì sera, mentre l'uomo intende carpire informazioni sulla dinamica dell'esecuzione, dal momento che anche sulla sua testa pende un contratto di morte. Evanescente polar cerebrale che ricalca le orme di "Guardato a vista" (1981) di Claude Miller, "Un honnête commerçant" (non si capisce perché il commerciante del titolo originale sia stato banalizzato in "trafficante") è il primo lungometraggio di Philippe Blasband, sceneggiatore di fiducia di Frédéric Fonteyne e di Sam Garbarski ("Irina Palm", per dire, è uscita dalla sua penna). La rimasticatura del "Kammerpolar" di Miller non produce nulla di realmente nuovo né di particolarmente incisivo, limitandosi ad aggiornare esteriormente il modello (non più delitti di pedofilia ma esecuzioni legate al commercio di droga) e a moltiplicare i flashback rivelatori (con qualche spruzzata di sangue e grottesco a scuotere dal torpore). A dire il vero il polar di Blasband avrebbe l'intenzione di esplicitare il sottotesto politico che innerva il film di Miller (il testa a testa tra l'ispettore di estrazione popolare e il sospettato borghese), enfatizzando i riferimenti all'economia generale (il traffico di stupefacenti come ultimo rifugio del sogno capitalista) e calcando la mano sui segni esteriori che connotano socialmente i personaggi (Verkamen punzecchia Jean dicendogli sprezzantemente che indossa vestiti da misero ispettore). Ma anche in questo caso la politicizzazione esplicita non genera alcuno scatto drammatico né alcun approfondimento tematico, limitandosi a rappresentare il solito dualismo tra il villain avido e amorale contrapposto ai buoni umili e giusti. A complicare il manicheismo di fondo dovrebbe provvedere da una parte la scorrettezza dell'interrogatorio (telecamere a circuito chiuso e coinvolgimento di un poliziotto-esca all'oscuro di tutto) e dall'altra la presenza di un trauma nella vita affettiva del criminale (Verkamen è stato piantato dalla moglie e da quel momento non è più riuscito ad avere relazioni): della serie "i poliziotti non sono degli stinchi di santo" e "anche i criminali hanno un cuore". Accontentarsi di espedienti simili sarebbe pure possibile se il film li magnificasse visivamente o li sfruttasse drammaticamente, invece restano inerti diversivi sovrastrutturali (e qui si sente la natura di sceneggiatore di Blasband) incapaci di generare ricadute profonde. Messa in scena: tra "primopianismo" negli interni e "campolunghismo" negli esterni, la regia del cineasta belga di origine iraniana non regala sorprese, trovando però accenti di suggestività nell'illuminazione marcata (sia nei biancori che nei chiaroscuri) e in un accompagnamento musicale elettricamente distorto. Ultima e doverosa osservazione per le interpretazioni: se i due poliziotti sembrano usciti da un serial televisivo e Philippe Noiret (nei panni del boss maestro di vita) è spudoratamente gigione, Benoît Verhaert riesce a infondere la doppiezza necessaria al suo personaggio (soprattutto nel ruolo di manipolatore), finendo per portarsi sulle spalle tutto il peso di un film narrativamente derivativo e vagamente scolastico. In una parola, inessenziale.
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SI

Opinioni su Un onesto trafficante


29 ottobre 2008 Opinione di joseba su "Un onesto trafficante"
joseba

Bruxelles, centrale di polizia. Un uomo sulla quarantina di nome Hubert Verkamen risponde alla convocazione nonostante sia domenica e viene sottoposto a un incalzante interrogatorio che si trasforma in un vero e proprio gioco d'abilità: l'ispettore Jean Denoote e "la commissaria" Chantal Bex cercano di incastrare Verkamen, maggior trafficante di stupefacenti della zona e sospettato dello sterminio di un'intera famiglia avvenuto giovedì sera, mentre l'uomo intende carpire informazioni sulla...

voto al film: joseba assegna il voto mediocre a Un onesto trafficante (2002)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

13 marzo 2007 Opinione di jeffwine su "Un onesto trafficante"
jeffwine

In effetti si tratta di un noir non basato sull'azione ma sui dialoghi (nella fattispecie un interrogatorio) comunque il film riesce ad appassionare e a divertire e verso la fine diventa molto godibile. Voto 7

voto al film: jeffwine assegna il voto buono a Un onesto trafficante (2002)



18 agosto 2005 Opinione di giurista81 su "Un onesto trafficante"
giurista81

Poliziesco/noir che aggiunge poco di nuovo e che non punta sull’azione o sulle indagini. Il tutto è concentrato sull’interrogatorio e sul rapporto psicologico tra la polizia e un trafficante di sostanze stupefacenti davvero intelligente e distinto che cerca di manipolare gli investigatori per trarre le notizie che + gli interessano. Buona la prova del protagonista. Nel complesso sufficiente. Voto: 6

voto al film: giurista81 assegna il voto sufficiente a Un onesto trafficante (2002)


13 marzo 2004 Opinione di Sourire su "Un onesto trafficante"
Sourire

Forse si esagera un po' con la frammentazione del flusso narrativo, soprattutto nella prima parte quando è addirittura un po' difficile capire il come, il dove ed il quando delle brevi scene iniziali. Poi il tutto prende una misura più precisa ed equilibrata, e ne viene fuori un bel film, appassionante e senza troppe sbavature. Delizioso il personaggio principale, sulle orme di Kaiser Soze, ed anche il suo padre spirituale, un vecchio Philippe Noiret in splendida forma.

voto al film: Sourire assegna il voto buono a Un onesto commerciante (2002)




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