Ali G - La recensione di FilmTv
Con Sacha Baron Cohen, Michael Gambon, Charles Dance, Kellie Bright
La recensione di FilmTv
Il popolare personaggio televisivo approda al cinema e... non funziona. Battute raggelanti
Un bianco che si atteggia a nero. Si veste come un rapper. Ha una sua gang di “fratelli” e deve vedersela con una gang rivale. Il suo ghetto è West Staines. Ha una fidanzata ed entra in Parlamento, manipolato da un vice premier che non vuole perdere voti. Il suo vocabolario limitatissimo, le sue sentenze, il suo invocare “respect”, le sue gaffe e le sue cantate gli fanno conquistare simpatie e potere. La scarsa intelligenza aiuta (soprattutto in politica) e fa combinare guai. Il popolare personaggio televisivo Ali G portato al cinema non funziona e le sue battute, con un 50% di volgarità e un 50% di goliardia demente, non fanno ridere e spesso sono raggelanti. Il doppiaggio italiano, molto “creativo”, non aiuta. Il film “finisce” dopo una trentina di minuti e quello che segue è appiccicaticcio, messo lì solo per arrivare a una durata commerciale. Tutti recitano (?) sopra le righe.=
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