Opinione di Spaggy su The Hours
Con Nicole Kidman, Julianne Moore, Meryl Streep, Allison Janney, Ed Harris, Claire Danes, Toni Collette
- negative [18]
- sufficienti [11]
- positive [78]
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Sul film
Nello scrivere il libro "The Hours", Stephen Cunningham ha tratto ispirazione da "Mrs. Dalloway" di Virginia Woolf. L'idea di stabilire un triplice asso narrativo in omaggio al romanzo è rispettata, con risultati di invidiabile qualità, anche dal regista Stephen Daldry. Assistiamo così all'apparentemente inguaribile infelicità di tre donne, collocate in tre epoche e tre luoghi diversi. Anzitutto, la stessa Woolf (una quasi irriconoscibile Nicole Kidman), relegata a Richmond nel 1923 e nostalgica della non troppo lontana Londra, alle prese proprio con la stesura di "Mrs. Dalloway" e con gli strascichi di una malattia mentale che non sembra del tutto debellata, a dispetto delle amorevoli preoccupazioni del marito tipografo Leonard. Poi c'è Laura Brown (la tormentatissima Julianne Moore), signora in attesa del secondo figlio nella Los Angeles del 1951, minata da una grave forma di depressione e avida del volume sopra citato. Il trittico è completato da Clarissa Vaughan (Meryl Streep, professionale come d'abitudine), editrice fermamente intenzionata a festeggiare la premiazione del poeta morente Richard (Ed Harris), suo intimo amico; del famoso personaggio woolfiano la donna conserva il nome di battesimo e più di una vicenda personale. Le protagoniste sono accomunate da tendenze omosessuali non sempre latenti, sono circondate di amore corrisposto solo in parte e appaiono profondamente legate fra loro, nonostante non si incontrino mai (o quasi), soprattutto per l'urgenza di affrontare, ognuna a modo suo, grandi ostacoli. Un'opera dotata di splendida sceneggiatura, firmata dal cineasta David Hare, e impreziosita da ogni elemento che la compone. Dovendone scegliere tre, in sintonia con la struttura del film: il raffinato montaggio di Peter Boyle, capace di innescare continuità tra un'ambientazione e l'altra; le sapienti melodie di Philip Glass, perfettamente accompagnate alle immagini senza un filo di enfasi; e, piuttosto scontato da sottolineare, l'assoluta, ineccepibile classe di tre fra le migliori interpreti che il cinema anglofono attuale possa vantare.
Commenti
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2 marzo 2010, 01:07 di Spaggy
Errata Corrige: nell'opinione precedente, causa stanchezza, ho sbagliato l'autore del romanzo "Le ore".. si tratta di Michael Cunningham, e non Stephen... Scusate :)
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8 settembre 2010, 23:00 di maghella
Ma lo sai che a me questo film fa paura?Non sono riuscita ancora a vederlo,e non so spiegarmi il motivo di questa paura nel guardarlo...Speravo che leggendo la tua opinione potessi farmi coraggio...Ma non credo,non sono ancora pronta....
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15 febbraio 2011, 19:14 di Death By Water
Non si è mai pronti. Ma arriva un momento in cui è necessario affrontare Le Ore. Bella opinione, puntale, come sempre.
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15 febbraio 2011, 19:37 di Spaggy
Death, dipende da quali "Ore"... purtroppo non ho vissuto a pieno l'epoca delle "Ore", c'era ben altro ai miei tempi ;) Strana opinione, non me la ricordavo più...
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15 febbraio 2011, 19:48 di maghella
..a me fa ancora paura 'sto film, o come mai? qualcunomi sa psicanalizzare 'sta cosa?....Mo ci fo una playlist, su i film da psicanalizzare...@Spaagy:io me la ricordavo invece, e pure la play sulla Sarandon ;)
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15 febbraio 2011, 19:54 di Spaggy
La play sulla Sarandon? Ma qui risaliamo alla preistoria, cara Maghella =D Quella play non esiste più, vittima di uno dei miei scazzi :P Hai ragione ad aver paura del film... io vi sono legato visceralmente, così come al romanzo... graffi dell'anima? Può essere...
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15 febbraio 2011, 20:06 di maghella
ma io non scherzo, ne esagero...ci sono film che non riesco a vedere perchè mi fanno paura, ma non come un banale film dell'orrore, ma perchè graffiano l'anima, come dici tu...Questo è uno di quelli, l'ho evitato per tantissimo, poi ho cominciato a leggere le opinioni, sperando di trovarvi qualcosa che mi incoraggiasse, che sò, una frase, uno stimolo...ma non ce la faccio...forse perchè parla di 3 storie didonne e dolore...non lo so, perchè non l'ho visto...ti pare normale?...E menomale che me la ricordo io la tua Sarandon....menomale, tu mi devi prendere come segretaria, guarda...:P
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15 febbraio 2011, 20:22 di Spaggy
...e allora... questo film ha segnato nel bene e nel male la mia vita: ha accompagnato la nascita della mia più tortuosa e sofferta relazione, mi (ci) ha graffiati talmente tanto che a distanza di anni, casualmente, me la ritirate fuori oggi, giorno in cui si festeggiano i single... ironia della sorte o destino beffardo? =D Siete proprio cattivi! =D
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15 febbraio 2011, 20:24 di maghella
...o madonna santa...queste coincidenze mi fanno avere ancora più paura...ma non siamo cattivi, te lo assicuro. :)
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15 febbraio 2011, 20:33 di Spaggy
e no, vabbè, capita... è la maledizione delle "Ore" e della Woolf che mi perseguita =D
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17 febbraio 2011, 21:09 di Death By Water
"But I still have to face the hours", siamo accomunati da un comune sentire per questo film, ne sono felice. Posso dire con certezza che abbia segnato anche la mia di esistenze. Per Maghella, se ti posso dare un consiglio, è un film da guardare in solitudine. Credo che sia uno dei rari esempi in cui la trasposizione superi, per intensità, il romanzo a cui si ispira.
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