Magdalene (2002)
Con Geraldine McEwan, Anne-Marie Duff, Nora-Jane Noone, Dorothy Duffy, Eileen Walsh
La trama
Tre ragazze vengono rinchiuse in un convento gestito dalle suore della Misericordia...
La barbarie istituzionale, con la complicità di famiglie bigotte, allarga le sue ombre sulla "civilissima" cultura occidentale. Basato su storie incredibilmente vere. Mullan sa trattare il realismo con antirealistica crudezza.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 37/2002
Con coraggio Peter Mullan sfida la Chiesa cattolica irlandese narrando la storia delle donne chiuse nei conventi delle suore della Misericordia sino agli anni ’60. Un film duro e appassionato su una realtà vergognosa
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 12/03/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Peter Mullan dirige un grande film, duro, doloroso, arrabbiato contro un mondo ingiusto (quello religioso, ma non solo dato che tutto parte dal nucleo familiare), manifesto per le troppe donne che in società dominate dal bigottismo erano (ancora oggi, ma assai di meno per fortuna) vittime oltre modo di un sistema maschilista dove non potevano essere altro che oggetti.
Se la prende con tutti il tenace Mullan, con gli uomini approfittatori (deboli e bastardi), con le istituzioni assenti, con gli organi ecclesiastici, con la famiglia cieca, incapace di stare dalla parte di se stessa.
Ecco, oggi il mondo starà pure andando verso lo scatafascio, ma in fondo non ce la siamo passati sempre meglio.
Il film parte introducendo le vicissitudini, incredibilmente dolorose quanto reali, delle tre protagoniste chiave.
Margaret, una ragazza buona e semplice, viene brutalmente violentata dal cugino, ma per la famiglia tutta la colpa è sua.
Rose concepisce un figlio fuori dal sacro vincolo del matrimonio, per i suoi genitori è quindi una poco di buono.
Bernadette è avvenente, una colpa imperdonabile piacere agli uomini, indurli in peccato.
Tutte e tre vengono così mandate in una casa dell’ordine delle suore di Maddalena, dove vengono trattate come schiave, derise e sfruttate, denutrite (mentre le suore se la spassano e i preti se ne approfittano nel silenzio di tutti) e psicologicamente soggiogate.
Una vita di stenti, una vera prigionia dove l’unica possibilità è un famigliare ravveduto (stupenda la scena del fratello che libera Margaret che nel frattempo non riesce ad essere felice sfogando tutta la sua rabbia trattenuta per troppo tempo) o la fuga verso un mondo ancora tutto da scoprire.
I primi dieci minuti sono fulminanti; dietro una giornata di festa comune, tutto un mondo fatto di ipocrisie fatte e consumate.
Poi si scende diretti nello squallore dello sfruttamento del corpo e dell’anima.
Mullan, che si ritaglia anche una particina da vero bastardo (encomiabile anche in questo), concepisce un film di grande valore morale, ricco di sfumature, duro da digerire, emotivamente sconvolgente con parecchie scene chiave.
Innanzitutto ci dice che l’abito non fa il monaco, il buono ed il cattivo si nascondono in tutte le categorie, soprattutto in una società dove è troppo importante ottenere una posizione di comando, la quale poi ti permette di violentare gli altri, dove la fede non è sempre un sentimento volontario, ma a volte un orientamento di comodo.
Ottimi gli elementi di contorno inseriti ad hoc, tra uomini piccoli e deboli (i due ragazzi che potrebbero dare una mano alle povere ragazze), le angherie insopportabili da recepire (le due suore che prendono per i fondelli le ragazze denudate, come se loro fossero belle), le finte giornate di festa, il duro lavoro quotidiano, la pazzia per un figlio perso per sempre, l’assenza totale della speranza di poterne uscire, perché non si ha colpe vere.
Tutto questo genera scene cardine che non si dimenticano (oltre alla liberazione di Margaret, penso al taglio dei capelli di Bernadette con il cranio rasato, il volto sanguinante intorno a due occhi azzurri dispersi nella rabbia e nello sconforto), fino al finale, dove l’atto di ribellione dona una vera speranza, ma il ricordo non potrà mai essere cancellato del tutto (Bernadette che incrocia due suore per strada).
Insomma un film semplicemente stupendo, esteticamente ben fatto, pieno di ingiustizie, ma anche di voglia di vivere, convincente dal primo all’ultimo minuto (dove si ricorda il futuro delle tre donne e si chiude sui dati di un sistema che è andato avanti fino al 1996).
Leone d’oro stra meritato al Festival di Venezia, per un’opera da applausi.
- negative [7]
- sufficienti [9]
- positive [65]
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12 marzo 2011 Opinione di supadany su "Magdalene"
VOTO : 8. Peter Mullan dirige un grande film, duro, doloroso, arrabbiato contro un mondo ingiusto (quello religioso, ma non solo dato che tutto parte dal nucleo familiare), manifesto per le troppe donne che in società dominate dal bigottismo erano (ancora oggi, ma assai di meno per fortuna) vittime oltre modo di un sistema maschilista dove non potevano essere altro che oggetti. Se la prende con tutti il tenace Mullan, con gli uomini approfittatori (deboli e bastardi), con le...
voto al film: 
13 febbraio 2011 Opinione di piccolaste su "Magdalene"
un film duro e tanto crudele da essere incredibilmente vero..la chiesa cattolica dovrebbe chiedere scusa a quelle povere ragazze, punite per peccati inesistenti, mentre chi le teneva in schiavitù (suore e preti) le torturavano, facevano violenza anche psicologica, accumulavano soldi e facevano sesso impuniti. e questi conventi di tortura, hanno chiuso solo nel 1996
voto al film: 
28 ottobre 2010 Opinione di barabbovich su "Magdalene"
Prologo: nel 1964 tre ragazze irlandesi vengono rinchiuse nel convento della Maddalena per espiare i loro presunti peccati. Brutalizzate psicologicamente e fisicamente, umiliate, calunniate, le tre sono tra le tante testimoni impotenti delle vessazioni perpetrate ai danni di tutte le ospiti del convento-lager, in particolare di una ragazza ritardata alla quale spetta un sottofinale agghiacciante. Diversamente determinate, caratterialmente ineguali, vagamente solidali, ciascuna di esse...
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30 agosto 2010 Opinione di silvia25 su "Magdalene"
un film che racconta quella storia che non si legge nei libri quella più cruda e violenta.. una denuncia alla morale comunitaria.. meritatissimo leone d'oro a Venezia..
voto al film: 
17 febbraio 2010 Opinione di Ryo su "Magdalene"
Avevo visto questo film nel 2002, all'epoca ero molto giovane e mi colpì, ma rivisto oggi, nonostante la mia maggiore esperienza, l'ho trovato ancora più sconvolgente. Certamente queste specie di carceri sorgevano all'interno di una realtà bigotta che non solo le rendeva possibili, ma le nutriva mediante una sorta di tratta delle schiave; tuttavia anche se nella società dell'epoca le condizioni generali, ma quelle delle donne in particolare, erano squallide...
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14 febbraio 2010 Opinione di XANDER su "Magdalene"
Pare impossibile che in un convento accadono cose come queste, eppure questo film ce le mostra in tutta la loro crudezza. Alcune scene veramente sono forti e mi veniva voglia di spaccare il televisore. Ottima interpretazione della Madre Superiora
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17 giugno 2009 Opinione di kotrab su "Magdalene"
Dura rivelazione di un mondo isolato, chiuso, repressivo fino all'assurdo e all'indignazione, asfissiato da estremismi morali ciechi che negano alla radice la fede professata nell'istituzione. Regia tenace e coraggiosa ma non pienamente attenta ad un maggior approfondimento psicologico. 7 1/2
voto al film: 
27 maggio 2009 Opinione di Fabrizio Cirnigliaro su "Magdalene"
Il film è ambientato nel 1964, in Irlanda. Racconta la storia di 4 ragazze, rinchiuse dai propri familiari a espiare i loro peccati in un convento Magdalene.Alcune di queste giovani donne sono delle ragazze madri, allontanate dalle proprie famiglie, separate dai loro figli. Margaret invece ha subito una violenza sessuale da parte di un suo cugino durante una festa familiare, ma invece di punire lo stupratore, la famiglia decide di allontanare il corpo su cui il crimine è stato commesso....
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17 aprile 2009 Opinione di jonas su "Magdalene"
La seconda regia dell’attore Peter Mullan è un film coraggioso e sorprendentemente duro sugli istituti religiosi irlandesi destinati alla ‘correzione’ delle presunte devianze femminili, le cui ospiti erano costrette a lavare panni (gratuitamente) per fare ammenda dei propri errori. La vicenda si svolge negli anni ’60 (ma l’ultimo di questi istituti-carcere è stato chiuso nel 1996) e segue tre protagoniste dalle tipologie diversificate: una ragazza...
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15 febbraio 2009 Opinione di chen kuan tai su "Magdalene"
devo dire un bel film le protagoniste c'e la mettono tutta per interpretatre il dramma la prima parte è piu interessante.questo film verità raffoza ancora di più la mia convinzione di come la religione cattolica nel corso dei secoli abbia fatto soffrire tante persone inutilmente.
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- negative [7]
- sufficienti [9]
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