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Opinione di Travis Bickle 1979 su Debito di sangue





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16/03/2011 voto al film: voto ottimo

Sul film


Un'altra sfida per il cavaliere solitario

Passa in Tv, in prima serata, un altro crepuscolare film di Clint Eastwood, che, alla sua uscita, snobbarono in parecchi.
Thriller (av)vincente con lavoro di sangue.
Si parte con macchie rosse "tatuate" su una parete di un appartamento dove è stato commesso un omicidio.
Anzi, prima dell'Incipit, i magnifici titoli di coda, con soave musica blues che sorvola le piattaforme dei grattacieli e le "sagome" dei campi da tennis, fra luci al neon e la notte che incombe, sinistra ma fascinosa.
Poi, Terry McCaleb, agente dell'F.B.I, scorge l'assassino tra la folla assiepata vicino al casa del delitto, delitto (im)perfetto di uno che ama vedere come si muove il suo prescelto.
Lo pedina, lo scruta, Terry lo insegue, in un'allucinata corsa trepidante da Cuore in gola, mentre un elicottero sventaglia una luce fioca di fulgido livore fra il cacciatore e la preda.
Terry cade vittima di un infarto, il "mostro" scappa nel buio, ma lo "annusa" prima di allontanarsi. Basterebbe questo a decretare il valore della pellicola, un'onirica palpitazione di anime nella notte.

Metafore chiarissime ed esplicitate, di Cuori infranti, di amori che vogliono mostrarsi nel loro sinuoso ventricolio, un amico-nemico che svelerà la sua identità appena Clint capisce tutto, lo irride con sadica bonomia, e lo induce ancora una volta a giocherellare con lui.
Duello finale con tanto di ostaggi su un'arrugginita imbarcazione, "prigione perfetta", meglio di Alcatraz.

Qualche screzio simpatico e una vita rinnovata, che ricomincia a vivere nel sangue della sorella della donna uccisa dal killer seriale, adesso sua amante.

Dal libro di Michael Connelly una sceneggiatura di ferro (Brian Helgeland) con picchi di romanticismo e "ingombrante" poesia. Grande film.
Un capolavoro "sconosciuto", che annoveriamo come tale.

(Stefano Falotico)


SI

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