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Opinione di magnolia su Dolls





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23/01/2003 voto al film: voto buono

Sul film

Un film sull’amore, i legami, l’uomo, la vita. L’amore, passione totalizzante – ma mai esibita con il compiacimento voyeuristico del cinema occidentale – è incarnato dalle figure che compongono le tre particolari coppie protagoniste. Matsumoto e Sawako, novelle marionette del teatro Bunraku, guidati dalle mani guantate di un destino insensibile, trasportano lo spettatore nel mondo delle tradizioni dell’estremo oriente, così lontane dalla nostra sensibilità: è un mondo fatto di scenari incantevoli, ma anche di sacrificio. Un sacrificio che si concretizza nella rinuncia della coppia a vivere un’esistenza ‘normale’ – ammesso che possa esistere – e nel coraggio dell’immenso atto d’amore di Matsumoto che continua ad amare una donna a cui è legato in maniera indissolubile – anche fisicamente – anche dopo la di lei follia. Un’amore, dunque, che valica i limiti imposti dal trascorrere delle stagioni atmosferiche e della vita, dalle convenzioni sociali e dalla ragione. Così in questo Giappone di oggi e di ieri – perché la storia è di significato universale – vediamo nascere e morire amori così profondi da rasentare l’assurdità: nulla ferma il giovane fan dall’accecarsi pur di incontrare il suo idolo in un incontro che assume un’importanza ben maggiore del senso che da sempre è sinonimo di conoscenza. Ed è l’illusione a portare una signora ogni sabato al parco ad aspettare per il pranzo l’amore della sua giovinezza: sa che non verrà mai più – forse – ma, nonostante il passare del tempo, il legame che ancora l’avvinghia alla passione d’allora tiene accesa la speranza di un riscatto e di un lieto fine. Rapporti indissolubili come questi non possono essere annientati, nemmeno dalla morte che, in ‘Dolls’, appare come unica via d’uscita possibile. Dopotutto di notte, riflessi nell’acqua, non siamo altro che un’ombra destinata a perire e per pulire il sangue dal ciglio della strada bastano acqua e sapone.


SI

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