Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Due contro la città (1973)

[Deux hommes dans la ville, Francia 1973, Drammatico, durata 95']   Regia di José Giovanni
Con Jean Gabin, Alain Delon, Mimsy Farmer, Victor Lanoux



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Due contro la città: assente
Ritmo ritmo in Due contro la città: minimo
Impegno impegno in Due contro la città: assente
Tensione tensione in Due contro la città: presente
Erotismo erotismo in Due contro la città: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Due contro la città

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Due contro la città (voti: 11 media: 3,18) 11

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Due contro la città

La trama

Gino è stato in galera, ma s'è rifatto una vita ed è anche riuscito a superare il trauma della morte della moglie, grazie soprattutto all'aiuto di Germain, un ex poliziotto. Ora vive a Montpellier e ha una relazione con Lucie, un'impiegata della Banca Commerciale Francese. Ma il suo passato non lo lascia in pace e ritorna a galla sotto l'aspetto di Marcel, suo ex-compagno di rapine e di altri due suoi compari. A Montpellier nel frattempo è arrivato l'ispettore Gouatreau che anni prima aveva messo in galera Gino.  

Film disperato e cupo in cui due generazioni d'attori si trovano a confronto: poteva andare meglio.

L'opinione più votata

Di degoffro scritta il 2003-05-29 13:01:36 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Per chi ha amato l'ottimo ed imprescindibile (nell'ambito del polar) "Ultimo domicilio sconosciuto" dominato da un magnifico Lino Ventura, questo "Due contro la città" rappresenta sicuramente una delusione. Il regista-romanziere-sceneggiatore Josè Giovanni, sempre molto duro nei confronti del sistema giudiziario francese, forse questa volta mette troppa carne al fuoco ed alla fine, nel tentativo di voler colpire diversi bersagli, finisce per perdere di vista il senso profondo della storia che purtroppo risulta così squilibrata, debole e poco convincente, soprattutto nella seconda parte. Gino, dopo avere trascorso dieci anni in prigione, grazia all'aiuto del rieducatore Germain esce e può iniziare una nuova vita con la moglie Sophie. L'affetto e l'amicizia di Germain e della sua famiglia contribuiscono al reinserimento di Gino nella società civile: l'uomo ormai è deciso a chiudere i conti con il passato, rompendo i ponti con i vecchi compagni di rapine, subito pronti a coinvolgerlo in nuove avventure. Riesce a superare anche la morte, in un incidente automobilistico, dell'adorata moglie e dopo avere trovato un ottimo lavoro, sempre grazie all'aiuto di Germain che per lui fa quasi da padre, incontra Lucie, impiegata di banca e con lei è pronto per una nuova relazione sentimentale. Sulla sua strada però si fa vivo l'ispettore capo della polizia Goautreau, responsabile del suo arresto in passato e che risulterà essere ancora più pericoloso dei suoi antichi complici. La presenza invadente, assillante e ingiustificata di Goautreau porteranno Gino sull'orlo della follia e in un eccesso d'ira e gelosia, (l'ispettore sta insinuando Lucie) lo ucciderà. Tutta la fatica compiuta per costruirsi una nuova vita e rigare dritto sarà vana e nonostante la continua paterna presenza di Germain, che si sforza per ottenere delle attenuanti che giustifichino il gesto di Gino, chiedendo persino la grazia al presidente della Repubblica, l'uomo verrà condannato alla ghigliottina. La prima parte del film è degna del miglior polar: Giovanni con lo stile asciutto che gli è consueto, dialoghi secchi, ritmo spedito descrive con efficacia e coinvolgimento il reinserimento di Gino, evitando anche le più ovvie soluzioni narrative (Gino non cede alle lusinghe dei suoi ex complici, non medita vendetta contro i balordi che per una stupida corsa automobilistica hanno causato la morte della moglie, non reagisce con violenza ai vicini che, disturbati dalla musica ad alto volume proveniente dalla sua stanza, lo invitano, piuttosto irritati, a spegnere la radio). Poi però con l'entrata in scena di Goautreau (un odioso, subdolo ma straordinario Michel Bouquet) il film si perde. Davvero poco credibile la figura di quest'ispettore capo, fanatico ed ossessivo, che vuole ad ogni costo riportare in galera Gino, perché convinto della sua innata malvagità e propensione al crimine. Le azioni di cui si copre Goautreau, persino indurre alla menzogna un vecchio complice di Gino pur di incastrarlo, sono eccessive ed irritanti, degne del peggior action movie americano con Stallone protagonista (viene in mente a posteriori ad esempio un'idiozia come "Sorvegliato speciale") ma non di un cineasta intelligente e notevole come Giovanni. ESPANDI +
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su Due contro la città


2011-02-24 17:44:59 Opinione di emmepi8 su "Due contro la città"
emmepi8

  Un Giovanni in parte vittima di chi produce il film, che è lo stesso Delon, per cui si cade del prevedibile ed in una messa in scena troppo tradizionale, che non provoca i i brividi ed i sobbalzi che la storia in sé stessa racchiude. L'idea di mettere insieme due generazioni di attori mito non era per niente male, ma qui sono mancati il coraggio necessario per affrontare un argomento come questo con le spine e la asciuttezza necessaria; i personaggi stessi, forse...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a Due contro la città (1973)


2011-02-23 15:31:32 Opinione di Mazinho su "Due contro la città"
Mazinho

Ritengo questo film soddisfacente, con una storia romantica nella parte iniziale per poi intraprendere la corsia del cinema d'azione nella seconda parte. Bravi tutti gli attori, anche Alain Delon nella parte dello sfortunato e perseguitato protagonista. Strepitoso il mitico Jean Gabin!

voto al film: Mazinho assegna il voto buono a Due contro la città (1973)



2010-03-13 22:41:41 Opinione di fox1969 su "Due contro la città"
fox1969

Un firm assurdo e poco prevedibile e proprio per questo interessante. Trovo immotivato il comportamento della giustizia nei confronti di Gino come del resto l'omicidio insensato e controproducente per una persona che vuole rifarsi la vita e non tornare in galera. Io onestamente mi aspettavo una semplice aggressione con qualche pugno....con un processo dal quale Gino sarebbe uscito forse indenne....e vissero felici e contenti. Purtroppo non è così...il regista sceglie una strada...

voto al film: fox1969 assegna il voto sufficiente a Due contro la città (1973)


2009-12-26 00:33:08 Opinione di dedo su "Due contro la città"
dedo

Il titolo invitante, la presenza di due grandi attori, la regia di Giovanni, di cui recentemente avevo visto quel bel noir "ultimo domicilio conosciuto, mi hanno indotto a vedere questa opera. Una delle più grandi delusioni ! Già il titolo è arbitrario e non rispetta quello che promette. La trama di denuncia sulle ridotte possibilità di reinserimento nella società di ex detenuti, sulla persecuzione che spesso la polizia adopera specie su ex carcerati, il...

voto al film: dedo assegna il voto mediocre a Due contro la città (1973)



2009-11-29 19:38:18 Opinione di jonas su "Due contro la città"
jonas

Un ex rapinatore esce di galera e cerca di rifarsi una vita con l’aiuto di un comprensivo assistente sociale. Ma tutto gli va storto: prima gli muore la moglie, in un incidente stradale provocato da un gruppo di balordi; poi, quando sembra essersi ripreso accanto a una nuova compagna, un commissario convinto che abbia ricominciato a delinquere lo perseguita fino a provocarlo a commettere un omicidio. Il regista e sceneggiatore José Giovanni, che da giovane aveva avuto seri guai...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Due contro la città (1973)


2008-01-02 15:08:08 Opinione di lonestar su "Due contro la città"
lonestar

Sufficiente va bene ma buono è troppo per questo film.

voto al film: lonestar assegna il voto sufficiente a Due contro la città (1973)



2003-05-29 13:01:36 Opinione di degoffro su "Due contro la città"
degoffro

Per chi ha amato l'ottimo ed imprescindibile (nell'ambito del polar) "Ultimo domicilio sconosciuto" dominato da un magnifico Lino Ventura, questo "Due contro la città" rappresenta sicuramente una delusione. Il regista-romanziere-sceneggiatore Josè Giovanni, sempre molto duro nei confronti del sistema giudiziario francese, forse questa volta mette troppa carne al fuoco ed alla fine, nel tentativo di voler colpire diversi bersagli, finisce per perdere di vista il senso profondo della storia...

voto al film: degoffro assegna il voto sufficiente a Due contro la città (1973)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


scrivi la tua opinione su Due contro la città


Voti a Due contro la città



login

hai dimenticato la password?