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Opinione di make su Full Frontal





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06/10/2002 voto al film: voto buono

Sul film

Apparentemente inconsistente. Forse lo è. Non c'è una trama, non c'è un protagonista, non c'è nemmeno un regista. In un labirinto che sfiora il più maniacale cerebralismo intellettuale, Full Frontal non vuole essere un film: lo si potrebbe considerare come un lungo documentario dove vengono sapientemente raccolte le sensazioni, le emozioni, gli incosistenti attimi di una giornata tipo. Non c'è un nesso logico vero e proprio tra le varie storie raccontate simultaneamente. E' una denuncia, attualissima, alla totale perdita di contenuto di ogni discorso che scade nella più bieca banalità e l'intento di Soderbergh- di aggiungere anche delle improvvisazioni fuori scena- credo contribuisca a regalare all'opera il taglio documentaristico che gli compete. Si passa dall'immagine patinata a quella sfocata, senza perdere mai di vista il messaggio del film, la sua denuncia, autoironica, al sistema attuale. Inutile forse, soprattutto se ci si rende conto che alla fine non si narra una storia, non ci si trova di fronte a degli attori, nonostante le considerevoli partecipazioni della Roberts o di Duchovny. E' molto di più: è la realtà, nella sua più spicciola quotidianeità, nella sua più assurda banalità, nella sua più profonda crisi di valori; e i rigidi"comandamenti", apparentemente assurdi ma decisamenente provocatori, voluti dal regista per la realizzazione del lungometraggio lo ribadisce ancora di più: seguendo il maniacale filone di Sesso Bugie e Videotape, Soderbergh ha voluto semplicemente trasportare su un film la vita di tutti i giorni, con tutti i suoi nonsense, con tutta la sua pesante solitudine sociale, mediante un'impercettibile urlo disperato di sottofondo che assomiglia tanto a Munk...L'unica pecca, forse, è che non si tratta più di cinema: preferisco sognare.


SI

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