Opinioni del pubblico su L'uomo del treno
Con Jean Rochefort, Johnny Hallyday, Edith Scob, Jean-François Stévenin
- negative [8]
- sufficienti [8]
- positive [42]
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su L'uomo del treno (2002)
2 dicembre 2011 Opinione di stanley kubrick su "L'uomo del treno"
STRADE PERDUTE "Il destino è un'invenzione della gente fiacca e rassegnata." Ignazio Silone I sogni sono interpretati cinematograficamente in maniera candida, basti pensare ai film di Michel Gondry, specialmente a L'Arte Del Sogno, a quanto era oniricio tutto ciò eppure terribilmente bello. Patrice Leconte mette all'interno della sua pellicola anche il polar francese divenuto famoso in tutto il mondo, oltre che ai sogni e al futuro di chi li fa. In questo caso sono due uomini, il primo è un professore anziano in pensione che, stanco della tranquillità del proprio paesino...
voto al film: 
2 dicembre 2011 Opinione di stanley kubrick su "L'uomo del treno"
STRADE PERDUTE "Il destino è un'invenzione della gente fiacca e rassegnata." Ignazio Silone I sogni sono interpretati cinematograficamente in maniera candida, basti pensare ai film di Michel Gondry, specialmente a L'Arte Del Sogno, a quanto era oniricio tutto ciò eppure terribilmente bello. Patrice Leconte mette all'interno della sua pellicola anche il polar francese divenuto famoso in tutto il mondo, oltre che ai sogni e al futuro di chi li fa. In questo caso sono due...
voto al film: 
26 ottobre 2010 Opinione di barabbovich su "L'uomo del treno"
Il treno. Allegoria per un viaggio interiore. Un viaggio che porta un anziano professore in pensione della provincia francese (Rochefort) a fantasticare sulla possibilità di vivere una vita non sua, quella di un forestiero capitato in città per una rapina in banca (Hallyday), stanco di avventure, uno che non ha mai infilato un paio di pantofole in vita sua. Il film è tutto qui. Leconte dirige tutto per sottrazione, contrapponendo l'inesauribile logorrea del professore...
voto al film: 
28 febbraio 2010 Opinione di PP su "L'uomo del treno"
Voto 5. Nonostante due ottimi attori – eccellente, in particolare, la prova di Jean Rochefort – il film cerca ispirazioni Kieslowskiane sul tema del doppio ma – ahimè – fallisce miseramente, senza riuscire a riproporre neppure alla lontana le atmosfere magiche dei capolavori del regista polacco. Alla lunga risulta statico e noioso. [20.02.2010]
voto al film: 
2 febbraio 2010 Opinione di ico su "L'uomo del treno"
Compiacersi della propria intelligenza è un sentimento che riesce ad andare addirittura al di là della presunzione. Il caso de L' UOMO DEL TRENO è lampante: finalmente un' analisi personale della vecchiaia, intesa come nuova vita o momento unico e irripetibile per cancellare il passato e vivere il futuro tanto agognato; giungere al momento decisivo avendo percorso gli ultimi metri assaporando o una realtà fatta di pantofole, poesia, quiete immota, o assaporando...
voto al film: 
14 gennaio 2010 Opinione di ed wood su "L'uomo del treno"
Dialoghi brillanti, un memorabile Rochefort, sceneggiatura ispirata e regia equilibrata; un po' sacrificate le figure femminili; tra humour e malinconia, commedia e noir, Leconte racconta una storia di insoddisfazioni, di sogni frustrati, di amarezze senili, che commuove in un finale capace di sfociare credibilmente nel visionario, grazie ad un montaggio in stato di grazia: si dice che un attimo prima di morire, ti passi davanti l'intera vita passata; al professore e al ladro passa...
voto al film: 
20 dicembre 2009 Opinione di Baliverna su "L'uomo del treno"
Ricordate che ruolo interpretava Jean Rochefort in "Il fantasma della libertà" di Bunuel? Il malato di tumore, in una fase prossima alla morte. E qui? Praticamente lo stesso. Curiosa coincidenza, evidentemente il suo volto magro e incavato si presta a quello del malato. Curiosità a parte, il film è bello, anche per l'assenza di cinismo e violenza compiaciuta, assenza che mi pare di capire abbia deluso più di qualcuno. Per me invece questo è un pregio. Mi...
voto al film: 
18 dicembre 2009 Opinione di jaguar su "L'uomo del treno"
Film superlativo, geniale, perchè in grado di renderci partecipi di due psicologie contrastanti solo attraverso a, gesti e atmosfere, silenzi e ironia. Non ci sono dialoghi ridondanti e forzati ma frammenti coordinati e armonici di poche parole, pesanti come macigni nell'esistenza dei protagonisti. E' chiaro che di Noir si tratta, ma il cinema francese scarta questa volta il mito dell'autocelebrazione, coinvolgendo più da vicino un pubblico che cerca la storia dietro l'angolo...
voto al film: 
18 dicembre 2009 Opinione di dedo su "L'uomo del treno"
In una sonnacchiosa cittadina della provincia francese, ove ancora gli abitanti sono fiduciosi (cancello e porta di casa aperti, ospitalità completa ad uno sconosciuto, macchina senza chiusura) arriva un uomo, dal volto segnato da un passato difficile, poco loquace che casualmente incontra un vecchio professore di letteratura, gentile, sognatore, logorroico. I due personaggi apparentemente agli antipodi, piano piano fanno amicizia, si completano a vicenda, uno invidia la vita...
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13 dicembre 2009 Opinione di sillaba su "L'uomo del treno"
Poco interessante, non noto niente di particolare se non una normale storia. Probabilmente un po' sopravvalutato.
voto al film: 
11 dicembre 2009 Opinione di danandre67 su "L'uomo del treno"
un vero mattone palloso
voto al film: 
11 dicembre 2009 Opinione di chribio1 su "L'uomo del treno"
buona l'ambientazione ma un po' palloso il film.voto.5.5.
voto al film: 
9 settembre 2009 Opinione di jonas su "L'uomo del treno"
Vite parallele di due solitudini maschili: un professore in pensione, un rapinatore. Il primo sogna l’avventura, il secondo la normalità. Entrambi muoiono: il primo in un letto d’ospedale, l’altro ucciso dalla polizia. Poi, forse, tutto ricomincia ma in modo diverso. Destini che non sembrano avere nulla in comune, ma che trovano un punto di incontro prima di separarsi per sempre. Grandi Rochefort e Hallyday nell’esprimere le inquietudini dei rispettivi...
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28 ottobre 2008 Opinione di VAJONT su "L'uomo del treno"
Poesia fatta pellicola! film straordinario !! voto 10
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19 maggio 2008 Opinione di sonicyouth su "L'uomo del treno"
Molto interessante, girato con delicatezza e consapevolezza del messaggio che si voleva dare.
voto al film: 
11 dicembre 2007 Opinione di scandoniano su "L'uomo del treno"
Patrice Leconte mette in scena uno dei più begl’esempi di film sul tema della redenzione. Due uomini, assolutamente antitetici da qualsiasi punto di vista, si incontrano per caso, si conoscono lentamente e lentamente si rendono conto di quanto vorrebbero essere l’altro. Le loro direttrici sono, fino al punto di contatto, assolutamente opposte: viaggiano in direzioni contraria l’una all’altra, fino al punto di incidenza, dopo il quale il loro percorso non sarà mai più uguale....
voto al film: 
25 febbraio 2007 Opinione di Marziller su "L'uomo del treno"
Il film è inverosimile (che male c'è?) e molto bello, forse il migliore di Leconte. Personaggi e interpretazioni azzeccate. Se andate via a 5 minuti dalla fine non avrete nemmeno la delusione del finale scontato e ridondante. Fatelo: non saprete perché ma siate certi di aver fatto la cosa più giusta.
voto al film: 
3 ottobre 2006 Opinione di Darjus su "L'uomo del treno"
Intrigante confronto tra due opposte dimensioni caratteriali: da una parte il mite, disilluso ed ironico professore che ha avuto una vita piatta piena di fallimenti, dall’altra il «duro» rapinatore, imperturbabile e risoluto, ma stanco di una vita d’emozioni ed incertezze. Se la tematica non è nuova (il “pane” del professore manca ai denti aguzzi del “lupo-rapinatore”) Leconte sa rielaborarla con stile e misurata partecipazione, seguendo una strada cara a Mann (le due...
voto al film: 
8 giugno 2006 Opinione di MariraM su "L'uomo del treno"
Film intenso, a tratti vibrante. La prima parte è giocata sull'equilibrio delle personalità, solo in apparenza precarie, dei protagonisti. Poi, piano piano, la trama si scioglie verso un destino che, sin dalle prime battute, era parso ineluttabile. Formidabile il finale. Voto: 8
voto al film: 
2 maggio 2006 Opinione di LReno su "L'uomo del treno"
Un film elegante dai toni sommessi, su quello che avremmo, più che potuto, VOLUTO essere. Il sogno di vivere un'altra vita nell'attesa di una giornata (che si rivelerà fatale). Molto difficile rendere bene il finale senza essere stucchevoli, ma Leconte ci riesce.
voto al film: 
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