Opinione di ico su L'uomo del treno
Con Jean Rochefort, Johnny Hallyday, Edith Scob, Jean-François Stévenin
- negative [8]
- sufficienti [8]
- positive [42]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Compiacersi della propria intelligenza è un sentimento che riesce ad andare addirittura al di là della presunzione. Il caso de L' UOMO DEL TRENO è lampante: finalmente un' analisi personale della vecchiaia, intesa come nuova vita o momento unico e irripetibile per cancellare il passato e vivere il futuro tanto agognato; giungere al momento decisivo avendo percorso gli ultimi metri assaporando o una realtà fatta di pantofole, poesia, quiete immota, o assaporando finalmente il coraggio di urlare al mondo la propria rabbia, la propria delusione per una sorella specchio del fallimento, la distruzione di una quotidianità più simile ad una auto incarcerazione che alla coda di una vita qualunque. Resta l'ultimo scoglio, la "solita" realtà insormontabile e forse non resterà che sognare un'ultima volta..... Sarebbe tutto meraviglioso, se non meravigliosamente fastidioso; un film dove tutti i personaggi sono intelligentissimi, possono discutere dei massimi sistemi, chiunque può dialogare di poesia, bisogna sorbirsi persino un autista delinquente che declama massime alle dieci del mattino perché prima deve pensare e poi riflettere o il giardiniere che arriva sempre lo stesso giorno ma che nessuno ricorda. Tutto è condotto con una spocchia oltre il sostenibile, se non fosse per i due attori sarebbe difficile da guardare senza arrabbiarsi. http://jokerico.blogspot.com/
Commenti
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15 marzo 2010, 22:47 di lontraG4
Quella che tu chiami spocchia e presunzione, non altro che un evidente incomprensione dell' innegabile arguzia con cui sono gestiti dialoghi e personaggi. Il giardiniere nessuno lo nota perchè Rochefort vive la banalità del quotidiano, la prigionia del'abitudine. I "massimi sistemi" sono il meccanismo di un ottima messa in scena, la finzione del cinema incarna anche questo. Credo, in ultima analisi, che tu abbia alzato troppo il tiro, per poi prendere una abbaglio incredibile su un film che non ha niente di quello che hai sottolineato, se non si vuol venir meno all'essenza del genere, se poi quest'ultimo a te non è gradito.....Touché
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1 aprile 2010, 10:55 di ico
Forse hai dimenticato di leggere tutta la prima parte del mio commento e concludi sostenendo che io non ami il genere, non so da cosa lo deduci ma tant'è. Non metto in discussione i personaggi e il loro valore simbolico, metto in discussione la loro utilità, il film avrebbe camminato su solide gambe anche senza il giardiniere o l'autista, che sono vezzi d'autore sintomo di spocchia e presunzione. Comunque grazie dell'attenzione.
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