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"O" come Otello - La recensione di FilmTv




La recensione di FilmTv

di Emiliano Morreale

Uno dei peggiori adattamenti di Shakespeare visti sino a oggi, ambientato nel mondo del basket

Otello/Od è un giocatore di pallacanestro che viene dal ghetto; Iago/Hugo il figlio dell’allenatore. Desdemona/Daisy la figlia del preside, Cassio uno sfigato. Il risultato è uno dei più tremendi adattamenti shakespeariani di sempre; e dire che il Bardo ne ha sopportate di tutti i colori. Il dilemma di Otello rientra senza sfumature nel politically correct: lo vedeste come si incazza quando lo chiamano “nigger”. Quel cattivone di Iago, poi, si dopa. A conti fatti, però, Od risulta un nero violento e credulone come nemmeno nell’immaginario southern di cent’anni fa. Sulle locandine, infatti, c’è Iago/ Josh Hartnett, mica lui. Che il regista non sappia girare, lo si vede fin dalla partita di basket iniziale. Julia Stiles riesce a non essere sexy nemmeno vestita da collegiale. Sul finale, dopo che Hugo ha ammazzato quattro persone (sé compreso), parte Renata Scotto con l’ “Ave Maria” dall’ “Otello” verdiano. Capita la citazione?


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