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Il grande coltello (1955)

[The Big Knife, USA 1955, Drammatico, durata 111', b/n]   Regia di Robert Aldrich
Con Jack Palance, Ida Lupino, Rod Steiger, Shelley Winters, Wendell Corey



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il grande coltello: assente
Ritmo ritmo in Il grande coltello: presente
Impegno impegno in Il grande coltello: minimo
Tensione tensione in Il grande coltello: presente
Erotismo erotismo in Il grande coltello: assente

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La trama

Dalle stelle alle stalle: ovvero, un divo nella polvere.

Charles Castle è un famoso attore hollywoodiano che tende ad affogare nell'alcol le ansie derivanti dalla propria crisi coniugale. Ma quando un cinico produttore scopre un segreto del suo passato e inizia a ricattarlo, Castle cade nella disperazione: dovrà prendere decisioni critiche sulla propria vita, e sulla carriera, e soprattutto interrogarsi sulla sua moralità... 

Tratto dalla pièce teatrale di Clifford Odets, il film di Aldrich colpisce per la radicale denuncia delle ipocrisie e dell'amoralità di Hollywood, nonché dei suoi effetti letteralmente corrosivi sugli artisti. Ma Steiger e la Winters sono troppo sopra le righe per convincere.

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L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 04/08/2009 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Non tutto luccica nella fabbrica dei sogni hollywoodiana.Charlie,attore di successo ,interprete di 30 film col vizio di dedicarsi bottiglia,vuole ritirarsi dalle scene ma è ricattato dal suo perfido produttore(un Rod Steiger ossigenato veramente inquietante)che fa leva su una macchia nel passato del suo assistito(aveva investito uccidendolo un bambino ma un suo amico si era assunto al colpa)per farlo ritornare sulle scene.La dura scorza di Charlie mano mano si sgretolerà fino all'evento fatale.Aldrich dirige un film tratto da ua piece teatrale e non riesce ad affrancarsi del tutto dall'origine teatrale.Tutto si svolge all'interno della casa di Charlie ,ci sono dialoghi lunghissimi ma ben scritti,tutto ha l'apparenza di un gigantesco gioco al massacro in cui la violenza verbale ed emotiva è aumentata da un modo di recitare abbastanza sopra le righe da parte di tutti gli interpreti.Come se fossero su un palcoscenico teatrale.All'epoca credo dovesse apparire come un virulento attacco all'industria hollywoodiana e ai vari personaggi che si agitano nel suo sotterraneo(la figura di Steiger,produttore è di un cinismo raggelante) .Oggi per quello poi che si è visto dopo la sua virulenza è abbastanza attenuata.Rimane un ottimo cast con un Palance in un tipo di ruolo che ha recitato poche volte nella sua carriera,un ottima Shelly Winters per poi non parlare del succitato Steiger.Al giorno d'oggi appare piuttosto datato ma contiene ancora pagine energiche,,,,
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SI

Opinioni su Il grande coltello


4 agosto 2009 Opinione di bradipo68 su "Il grande coltello"
bradipo68

Non tutto luccica nella fabbrica dei sogni hollywoodiana.Charlie,attore di successo ,interprete di 30 film col vizio di dedicarsi bottiglia,vuole ritirarsi dalle scene ma è ricattato dal suo perfido produttore(un Rod Steiger ossigenato veramente inquietante)che fa leva su una macchia nel passato del suo assistito(aveva investito uccidendolo un bambino ma un suo amico si era assunto al colpa)per farlo ritornare sulle scene.La dura scorza di Charlie mano mano si sgretolerà fino...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a Il grande coltello (1955)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

30 luglio 2009 Opinione di perunavolta su "Il grande coltello"
perunavolta

Dopo un'ora e mezza di noia, nell'ultima mezz'ora finalmente succede qualche cosa. D'altronde, l'autore della sceneggiatura non è Pirandello!! Tutto si svolge in una stanza.

voto al film: perunavolta assegna il voto mediocre a Il grande coltello (1955)



20 giugno 2009 Opinione di jonas su "Il grande coltello"
jonas

Un attore hollywoodiano viene sottoposto a ricatto da parte del suo produttore; finale tragico. Il film si inserisce nel filone che, sulla scia di Viale del tramonto e in epoca di maccartismo, denuncia le brutture del mondo del cinema; oggi, però, appare piuttosto convenzionale. Aldrich si sta facendo le ossa per qualcosa di meglio.

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Il grande coltello (1955)


3 giugno 2009 Opinione di mr gimmick su "Il grande coltello"
mr gimmick

Sicuramente un film di denuncia,ma negli anni 50. La tensione è resa bene,come l'atmosfera claustrofobica;ma l'impianto di origine teatrale,una certa banalità,fissità,a distanza d'anni non gli hanno giovato. Voto 6

voto al film: mr gimmick assegna il voto sufficiente a Il grande coltello (1955)



10 dicembre 2008 Opinione di hupp2000 su "Il grande coltello"
hupp2000

Nella vita, i compromessi sono forse inevitabili e una frase di Ibsen, citata nel film, sintetizza il senso di questo fosco melodramma: “Il mezzo idealismo è la peritonite dell’anima”. Il protagonista di “The Big Knife” (il miglior Jack Palance mai visto) vive combattuto tra la sua carriera di star hollywoodiana e la sua vita privata. Un gran bel film sul mondo del cinema, graffiante nella sua descrizione di vizi e virtù sociali, un cast con i fiocchi. Oltre a Jack Palance, non...

voto al film: hupp2000 assegna il voto buono a Il grande coltello (1955)


19 aprile 2008 Opinione di emmepi8 su "Il grande coltello"
emmepi8

Regista pronipote del cinema indipendente americano. Qui fa una discreta operazione sul mondo del cinema, partendo dall'opera teatrale di Odets, ben sceneggiata da Poe. Una storia non certo facile a essere rappresentata, dato che prendeva di mira in maniera implacabile il mondo hollywoodiano.Ne viene fuoti un ritratto impetuoso e vero di quel mondo, che deve avere dato non poche noie al regista. Un cast eccellente, ma non di primo piano, proprio per la storia che si andava raccontando, non...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Il grande coltello (1955)




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