Il popolo migratore - La recensione di FilmTv
La recensione di FilmTv
Affresco ornitologico di grande curiosità e fascino. Tra fiction e didattica
Le macchine da presa dislocate e inviate lungo le latitudini e le longitudini del globo planano, virano, si impennano, atterranno e decollano. Si mescolano e si mimetizzano tra gli uccelli in volo. Uccelli che migrano e che sorvolano savane, deserti, ghiacci grattacieli newyorchesi, ponti parigini, canyon di celebri western. Jacques Perrin, (produttore e coregista) è l’anima, l’istruttore, il maestro di questo incredibile volo costato quattro anni di preparazione e riprese. Uno sforzo epico per filmare la leggerezza degli uccelli, la loro mitica libertà, l’immensità del cielo e della Terra, il segreto ancestrale della migrazione. “Il popolo migratore” è un altro capitolo di quelle fiabe naturalistiche che negli anni passati ha già guardato da vicino e si sono mescolate con amore e stupore con le scimmie (“Le peuple singe”) e con gli insetti (“Microcosmos, il popolo dell’erba”). Lo splendore del mondo animale, la meraviglia primigenia sono le correnti d’aria di questo affresco ornitologico zavorrato da una musica troppo elegiaca e da “world soup”. Nel dare struttura e ritmo a questa avventura volante si smussa il sensazionalismo documentaristico e si migra dal saggio etologico all’opera didattica e alla fiction.
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