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La generazione rubata (2002)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La generazione rubata: assente
Ritmo ritmo in La generazione rubata: presente
Impegno impegno in La generazione rubata: presente
Tensione tensione in La generazione rubata: presente
Erotismo erotismo in La generazione rubata: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La generazione rubata

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La generazione rubata (voti: 18 media: 3,33) 18

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locandina di La generazione rubata

La generazione rubata play

La trama

Da una storia vera, la pericolosa avventura di tre ragazzine aborigene.

Australia, 1931: tre bambine di colore - Molly, la sorellina e la cuginetta - vengono strappate dalle braccia della madre e trasportate a 1.500 km di distanza, in un campo governativo nel quale saranno addestrate come lavoratrici domestiche destinate alle famiglie bianche. Tenteranno una coraggiosa fuga verso casa, seguendo il reticolato di contenimento per i conigli.  

Lineare, drammatico, alimentato da un fervore civile che commuove senza sentimentalismi o volgari cedimenti, il film di Noyce (temporaneamente rientrato in patria da Hollywood) è un vigoroso atto di denuncia nei confronti di un episodio che macchia la storia recente dell'Australia.

La recensione di FilmTv

Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 49/2002

Commuove senza sentimentalismi la storia di tre bimbe aborigene che “vogliono” tornare a casa

Lineare, drammatico, vigoroso, alimentato da un fervore civile che commuove senza sentimentalismi o volgari cedimenti, ”La generazione rubata” è un terso e veemente film che utilizza la macchina da presa, i paesaggi desertici e sconfinati, le facce autentiche delle sue giovanissime attrici, la tenacia odiosa del personaggio, realmente esistito, interpretato da Kenneth Branagh (A.O. Neville) per denunciare e obbligare gli australiani a guardare senza mistificazioni e giustificazioni il proprio passato recente, il vergognoso comportamento verso gli aborigeni. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di speedy34 scritta il 22/11/2002 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto sufficiente

CURIOSA CARRIERA QUELLA DEL REGISTA AUSTRALIANO PHILLIP NOYCE. DOPO IL FORTUNATO DEBUTTO in una produzione hollywoodiana ("Ore 10: calma piatta": non lo ringrazieremo mai abbastanza per averci fatto conoscere l’allora sconosciuta Nicole Kidman!), viene adottato dalla più potente industria cinematografica mondiale e così continua a realizzare un blockbuster dietro l’altro: "Sotto il segno del pericolo", "Giochi di Potere", "Il collezionista di ossa". Dopo dodici anni ha deciso di ritornare in Australia per dirigere una storia lontana dagli standard hollywoodiani ma profondamente radicata nel suo territorio d’origine: "La generazione rubata". Ossia quella generazione di bambini (per lo più mezzo sangue) che dal 1900 al 1970 vennero sottratti con la forza alle loro madri, alle loro famiglie e alle loro comunità aborigene, per essere addomesticati in speciali colonie rieducative e “preparati” alla loro nuova vita nella società dei bianchi. Ennesimo capitolo dell’ingerenze delle colonizzazioni europee ai danni delle popolazioni locali di turno, quelle perpetrate dall’uomo bianco in Australia ebbero conseguenze devastanti e che nel simbolico “Rabbit-Proof Fence” (la rete che percorre, da nord a sud, tutto lo stato del Western Australia per tenere i conigli lontano dai pascoli poiché, introdotti dagli europei, si sono riprodotti a dismisura e rappresentano una minaccia per l’agricoltura) trovano la più significativa bandiera dell’oppressione di un popolo. Phillip Noyce ha così deciso di raccontare queste pagine di storia drammatica del suo paese, ed ispirandosi alle vicende reali di tre bambine indigene australiane (strappate alle loro famiglie e portate alla colonia di Moore River, dopo un solo giorno di “prigionia” scapparono ed affrontando a piedi un viaggio di più di 1500 miglia riuscirono a ritornare a casa), ci ricorda gli eterni pericoli e le grave conseguenze di una politica di colonizzazione (in nome di qualsiasi razza o religione venga perpetrata) senza regole e ottusamente egemonica. Ma una materia così potentemente drammatica forse avrebbe necessitato di una regia meno edulcorata (danno il loro contributo la fotografia patinata e suggestiva di Christopher Doyle e le musiche di Peter Gabriel) per farci appassionare con più sincera partecipazione alla lunga e disperata fuga verso casa di queste tre bambine. Reale empatia invece che scatta quando il nostro sguardo “occidentale” si perde negli immensi occhi neri delle tre attrici bambine aborigene (Everlyn Sampi, Tiranna Sansbury, Laura Monaghan), che, scelte dopo innumerevoli provini, conservano intatto nel loro sguardo la dignità ed il dolore di un popolo.
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SI

Opinioni su La generazione rubata


21 gennaio 2012 Opinione di michemar su "La generazione rubata"
michemar

Quando la magia del cinema racconta storie bellissime, è inutile cercare la perfezione stilistica o le inquadrature da oscar. La storia è vera e arriva fino alcuore, anche per merito degli attori, non tutti veri attori.

voto al film: michemar assegna il voto buono a La generazione rubata (2002)


24 dicembre 2011 Opinione di wang yu su "La generazione rubata"
wang yu

Un argomento molto toccante ho fatto il tifo per le giovani attrici e sono stato in ansia per loro perchè non sapevo come andava a finire la storia,esse meritano elogi per la loro recitazione per un tema di tale forza.Il finale mi ha commosso.voto 6,5 .

voto al film: wang yu assegna il voto sufficiente a La generazione rubata (2002)



13 ottobre 2006 Opinione di slim spaccabecco su "La generazione rubata"
slim spaccabecco

Sconosciuta ai più (dalle nostre parti) la condizione degli aborigeni in passato viene trattata da questo film in maniera commovente attraverso la fuga di 3 bambine da un collegio. Non perfetto ma comunque da elogiare.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto buono a La generazione rubata (2002)


9 novembre 2005 Opinione di arcarsenal su "La generazione rubata"
arcarsenal

VOTO 4 troppo pesante!

voto al film: arcarsenal assegna il voto mediocre a La generazione rubata (2002)



15 gennaio 2005 Opinione di emmepi8 su "La generazione rubata"
emmepi8

Un film dovuto e lodevole che non specula basso, pur denunciando alacremente quello che è successo fino agli anni '70.Una storia incredibile in un' Australia civile o almeno noi credevamo! Noyce esce dall'aurea hollywoodiana per dare qualcosa di personale e fa molto bene.Questa storia che sa di medio evo è inconcepibile eppure attuale. Le tre bambine mezzosangue ( storia vera ed esemplare!) ci colpiscono per la loro determinatezza, non ci sono scene viste e giocate su situazioni che...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a La generazione rubata (2002)


9 dicembre 2004 Opinione di Letizia su "La generazione rubata"
Letizia

Agli inizi del secolo scorso alcune presunte civilta' di bianchi con la forza dell'idiozia piu' assurda toglievano i piccoli "meticci" alle madri..il film e' un'accusa contro questi esseri che per anni si sono presi la liberta' di distruggere una civilta' magnifica come quella degli arborigeni..film toccante storia verissima ,alla protagonista Molly oggi ottantenne (credo), a sua volta furono tolti i figli. Questa terribile ignobile operazione fu messa in atto vergognosamente fin negli...

voto al film: Letizia assegna il voto buono a La generazione rubata (2002)



31 gennaio 2004 Opinione di movieman su "La generazione rubata"
movieman

Lodevoli le intenzioni, ma languido.

voto al film: movieman assegna il voto sufficiente a La generazione rubata (2002)


16 giugno 2003 Opinione di superficie 213 su "La generazione rubata"
superficie 213

non perfetto ma onesto .una storia vera girata con gusto e senza troppi fronzoli.una vicenda che non conoscevo e che mi ha colpito.il terrore,la paura.la solitudine.le disgrazie che la "razza" bianca ha inflitto ad ogni popolaione nativa dei propri paesi colonizzati e' visibile nei movimenti e negli sguardi degli aborigeni (non professionisti) di questo film.non capisco perche' anche da noi non si parli di questa tortura fisica e spirituale infiltta ad un intero popolo fino agli...

voto al film: superficie 213 assegna il voto buono a La generazione rubata (2002)



13 dicembre 2002 Opinione di wakeup-neo su "La generazione rubata"
wakeup-neo

una fuga memorabile, epica, drammatica. Peccato che il film si perda dietro a questo filo esile, che giri su se stesso incerto e superficiale, che per emozionare debba rifarsi ai clichè occidentali (ma in gran parte del film si respira davvero l'atmosfera australe). Bravo Peter Gabriel. Inutile Branagh.

voto al film: wakeup-neo assegna il voto sufficiente a La generazione rubata (2002)


29 novembre 2002 Opinione di gohatto su "La generazione rubata"
gohatto

peccato. questa stagione cinematografica continua all'insegna delle occasioni sprecate. non che questo sia un film inguardabile..ma non fa centro. o almeno non del tutto. oscilla tra il documentario e la fiction senza mai prendere per buono l'uno o l'altra. noyce sembra impotente di fronte alla tragedia dei bambini mezzo sangue e cerca di far si che la storia si autoracconti che esprima il dramma da sola, senza indugiare sul lato melodrammatico.. ma non ce la fa ed ecco l'incontro delle...

voto al film: gohatto assegna il voto sufficiente a La generazione rubata (2002)




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