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Gangs of New York (2002)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Gangs of New York: minimo
Ritmo ritmo in Gangs of New York: forte
Impegno impegno in Gangs of New York: presente
Tensione tensione in Gangs of New York: presente
Erotismo erotismo in Gangs of New York: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Gangs of New York

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Gangs of New York (voti: 289 media: 3,54) 289

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La trama

Due bande rivali si scontrano nell'America di fine Ottocento.

New York, seconda metà del XIX secolo: americani e immigrati irlandesi si combattono per spartirsi il territorio e la gestione degli affari illeciti. In particolare la sfida è tra i "Conigli Morti", guidati dal giovane Amsterdam Vallon, e i "Nativi", capitanati dallo spietato Bill Poole detto "il Macellaio". Lo scontro si fa sempre più feroce, perché Amsterdam è spinto dal desiderio di vendicare la morte del padre, assassinato da Poole tempo addietro. A sua volta, Poole vuole uccidere il giovane Vallon per affermare definitivamente il suo predominio sulla città...  

Barbaro, estremo e vertiginoso, il film si regge su una matematica lucidità d'intenti: la Storia dei popoli e delle razze (tutte) è fatta col sangue, coi quarti di libbra strappati dal corpo dei nemici vinti, con le vendette che squassano le generazioni, con l'odio cieco nei confronti di un "altro" (uno qualunque). Ogni colpo esibisce o occulta le proprie ferite, ogni razza conta i suoi morti e ogni città i suoi crateri e i suoi cimiteri. Tra i personaggi di Scorsese (e degli sceneggiatori Jay Cocks, Steven Zaillian e Kenneth Lonergan, da un libro di Herbert Asbury) non ce n'è uno che sia totalmente cattivo: persino Bill il Macellaio ha altezze cavalleresche e tragici momenti di intimismo e dubbio; mentre Amsterdam non esita un istante ad appropriarsi delle armi e della furia oscena di nemici e predecessori. E quando tutto per un attimo si ferma, restano fumo, macerie, silenzio e polvere; e le civiltà risorgono sulle lapidi. Ieri come oggi.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 5/2003

La storia dei popoli e delle razze da sempre è fatta sul sangue: cambiano solo i protagonisti. E il nuovo film di Scorsese, un affresco barbaro, estremo e vertiginoso, lo dimostra

«Chi si sarebbe mai sognato che la guerra potesse arrivare a New York?». E invece, nel 1863, la guerra infuria nelle strade di Manhattan: due anni prima il presidente Lincoln ha deciso di abolire la schiavitù e undici stati del sud si sono distaccati dall’Unione. La guerra di Secessione è lontana, ma gli uomini che vanno a combatterla, i proscritti, i volontari forzati, i pochi che sembrano crederci, partono da tutti gli stati, e soprattutto dagli strati più bassi. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Marcello del Campo scritta il 2011-07-29 22:38:50 - utile per 18 utenti

Voto al film: voto buono

 
ELOGIO/ELEGIA PER GANGS OF NEW YORK
 
 
Gangs Of New York chiude un trentennio di cinema che si può elidere al novanta per cento per sempre dalle mappe dell’occhio, taglia corto con la cinefilia corrente-autoindulgente che ha consegnato agli intellettuali armi e bagagli della critica, non fa il verso né si rifà ai rifacimenti dei savi pazienti, al calcolato calco dei generi affossandone i codici, irrita tutti quelli che al cinema chiedono di sentirsi intelligenti (l’astuzia dei Coen che invita allo sterile esercizio del narcisismo è il punto più alto del fallimento di un’intera generazione di cineasti rovinata dal rovinoso confronto tra l’autentico détournement e l’inautentico che non “parla” il cinema ma da esso si “fa parlare” nelle forme che tanto piacciono all’intellettuale-massa), delude gli esegeti dei resti e degli scampoli che adesso, sviati dai fatti della produzione, rovistano l’integrità dell’opera, caso mai il diamante si trovi entro lo scarto e non brilli invece, invisibile ai ciechi, in questa birth of a city che non fa sconti alla barbarie, mito fondativo dell’impero americano, disgusta i moralisti che tollerano la violenza che li accerchia da tutti i media, in ossequio che cuore non sente se occhio non vede, i tartufi che massimo si contentano di un girotondo intorno al mondo in furia e fiamme, dimenticando che da sempre il cinema di Martin Scorsese ha raccontato già la storia barbara about buildings and food, in mean street, meglio, dalla rasatura distruttiva del volto dell’anonimo americano e dalla crocefissione dell’operaio sindacalista in boxcar bertha, lascia orfani i fans che di cinema non hanno mai capito la storia e le fonti e stanno al racconto del cineasta che si dice ispirato da Leone, Peckinpah e e Kurosawa sviandoli da una ricerca attenta di altre ispirazioni, meno corrive, dei padri fondatori, John Ford, David W. Griffith, S.M. Ejzenštejn (vedi il leone sulla scalinata che fa l’ottobre dei nostri giorni).
Occorreva che dei cadaveri dell’esercito confederato ficcati nelle paludi della Lousiana si occupasse James Lee Burke i cui libri dialogano con le giacchette blu con gli occhi cavi, che Joe Lansdale scoprisse montagne d’ossa di bambini sotto le belle casette di vita familiare, Scorsese fa l’antropologia popolare di una città eretta sopra eroi e tombe, attraverso un viaggio letterario che parte dalla prosa dei derelitti di Dickens, attraversa il popolo degli abissi di London, facendo piazza pulita di altre band altre odissee, e arriva al capolinea di ogni storia, siamo nella preistoria diceva Marx, costruendo il primo film davvero postmoderno, più vicino di quanto non sembri ai distratti di scarsa lettura e poca memoria filmica, ai saliscendi vorticosi di Benny Profane o alle bombe che fanno lo scenario quotidiano di Slothrop negli arcobaleni di gravità. Gangs Of new York, con buona pace di tutti, e attendendo il sorrisino ebete dei moretti in tour per la penisola, prende l’ultimo fotogramma che stava per sfuggire dalle mani degli insipienti e ri-comincia (o porta a compimento: è lo stesso) la storia del cinema.
Altri discorsi sono materia di contrabbando e bric à brac nel grande circo dei bla  bla di professione, quelli con gli asterischi a premio e le stelline: parlino pure tra loro, si “facciano parlare” entro l’ordine del discorso dove tutto è immutabile e interdetto.
Della materia di cui son fatti i sogni - più scespiriano di così! - stiano accortamente alla larga i cinefili (immaginate la prostituzione critica dei cine club), non c’è n’è per nessuno.
 
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SI

Opinioni su Gangs of New York


2012-02-07 19:05:53 Opinione di armonica1996 su "Gangs of New York"
armonica1996

Certo non il migliore di Martin, ma sempre un bellissimo film che nella sua durata lungata non annoia mai.

voto al film: armonica1996 assegna il voto buono a Gangs of New York (2002)


2011-07-29 22:38:50 Opinione di Marcello del Campo su "Gangs of New York"
Marcello del Campo

  ELOGIO/ELEGIA PER GANGS OF NEW YORK     Gangs Of New York chiude un trentennio di cinema che si può elidere al novanta per cento per sempre dalle mappe dell’occhio, taglia corto con la cinefilia corrente-autoindulgente che ha consegnato agli intellettuali armi e bagagli della critica, non fa il verso né si rifà ai rifacimenti dei savi pazienti, al calcolato calco dei generi affossandone i codici, irrita tutti quelli che al cinema chiedono...

voto al film: Marcello del Campo assegna il voto buono a Gangs of New York (2002)

2 commenti
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2010-11-08 18:19:35 Opinione di Gangs 87 su "Gangs of New York"
Gangs 87

La neve candida ricopre le case. Il silenzio invade l'aria. Sono queste alcune delle prime sequenze di questo film meticolosamente creato. Alcuni hanno storto il naso definendolo "uno dei peggiori di Scorsese" io l'ho amato dal primo fotogramma. E' un film puro. Senza mezze misure, racconta la storia della nascita di una città che, oggi, è il sogno di tutti, o quasi: New York. Non ha paura, il Maestro, di mostrare tutti i lati di questo "parto" e lo fa capire proprio mettendo...

voto al film: Gangs 87 assegna il voto buono a Gangs of New York (2002)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

2010-10-05 02:56:41 Opinione di buran su "Gangs of New York"
buran

Bel film che tocca un periodo della storia degli USA fin'ora considerato solo dal punto di vita del west e della frontiera e non dell'ambiente urbano, o meglio della suburbia. Mi è piaciuto anche dal punto di vista estetico, con quella strana (ma efficace) mescolanza fra il grottesco e il realismo, anzi, l'iperrealismo. Trovo azzeccatissimo il commento di Film TV sull'odio etnico e sulla violenza. Ancora nella prima metà del '900 si linciavano gli...

voto al film: buran assegna il voto buono a Gangs of New York (2002)



2010-09-28 17:43:56 Opinione di emmepi8 su "Gangs of New York"
emmepi8

  Un film a cui Scorsese a dedicato una valanga di energie, una ricostruzione precisa e meticolosa, per poi raccontare una delle tante storie apocalittiche, che alle volte ne abbiamo piene le tacce. Certo il regista è un grande e non ci lascia nel già visto in senso stretto; il film parte da un concetto diverso e cioè le origini della civiltà americana e il suo formarsi vero e proprio, ma ripesca troppo spesso dalla mitologia di certi generi che così...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a Gangs of New York (2002)


2010-08-02 12:03:10 Opinione di wundt su "Gangs of New York"
wundt

Lungo, troppo lungo, eccessivo, barocco, magnifico, potente, squinternato: il capolavoro mancato di Scorsese si regge sulle spalle degli ottimi interpreti (Daniel Day Lewis il macellaio su tutti), e su un senso dell'epica, benchè non propriamente perfetto, perlomeno vigoroso. Scorsese dirige con classe e, non di rado, vola alto (si veda l'inizio), ma una sceneggiatura estremamente sfilacciata, ed un grand guignol eccessivamente esibito, rendono il film, per metà, poco...

voto al film: wundt assegna il voto sufficiente a Gangs of New York (2002)



2010-06-06 22:15:17 Opinione di cheftony su "Gangs of New York"
cheftony

Gangs of New York è un film altamente ambizioso. Forse fin troppo, nelle sue due ore e 3/4, in cui gli obiettivi di Scorsese si mescolano senza mai essere realmente chiari. Ovvio che si tratta di un film storico in rivisitazione lievemente spettacolare: vengono ricostruiti in maniera magistrale ambienti, abitudini, costumi della New York dell'800, divisa da aspre battaglie fra fazioni rivali. Il giovane Amsterdam (Di Caprio) si allea col potente Bill (Day-Lewis), per poi mettersi di...

voto al film: cheftony assegna il voto sufficiente a Gangs of New York (2002)

nessun commento
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2010-04-19 11:59:20 Opinione di Carlo Ceruti su "Gangs of New York"
Carlo Ceruti

Scorsese è sempre grande. Qui costruisce uno splendido e nichilista ritratto dell'America di metà '800, e ci mostra come tutta la storia sia fondata sulla violenza. Gli uomini sono come animali, pronti a scannare il prossimo per la difesa del loro territorio, non si tifa per nessuna delle parti, non ci sono né buoni né cattivi, si guarda distaccati e ci si chiede come andrà a finire. Alla fine si comprende che l'uomo non è affatto diverso...

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto ottimo a Gangs of New York (2002)



2010-01-01 23:26:22 Opinione di luca826 su "Gangs of New York"
luca826

VOTO 7+ Scorsese ama e odia con la stessa intensità la sua città e si concede una rilettura affascinante e originale della sua storia. Questo film è veramente l'altra faccia di "L'età dell'innocenza" e si aggiunge alle altre perle di indagine sociale scorsesiana addirittura puntando altissimo: l'american dream alla sua nascita. Un'opera difficile e incompiuta perchè troppo importante, ma piena di guizzi estremamente affascinanti. Qualche caduta di stile...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Gangs of New York (2002)


2009-12-25 21:57:07 Opinione di mmciak su "Gangs of New York"
mmciak

Il Film più aspettato e chiacchierato dell'ultimo decennio non delude le attese e Martin Scorsese realizza una pellicola memorabile, un affresco epico e barbaro sulla "Nascita di una nazione". Martin Scorsese racconta una storia che si svolge nel 1863 e come sia nata New York con la violenza nelle strade tra bande rivali e politici corrotti e il dilagare odio per i neri considerati causa della guerra contro i Sudisti e lo realizza con movimenti di macchina acrobatici e con il suo...

voto al film: mmciak assegna il voto buono a Gangs of New York (2002)




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