Opinione di delste76 su Ricordati di me
Con Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Nicoletta Romanoff, Silvio Muccino, Monica Bellucci
- negative [59]
- sufficienti [41]
- positive [50]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Se i film potessero veramente parlare, di certo quest'ultimo di Muccino ci avrebbe sicuramente chiesto: cosa ne pensi di me? Ebbene questa pellicola ha la grande opportunità di colpire al cuore, facendolo giocando sporco con l'emozioni di chi lo guarda. Cinque personaggi sono in cerca di risposte dalla vita: due genitori, i rispettivi due figli e un'amante. Ricordati di me si rivela ai nostri occhi come un complesso labirinto di specchi, occasioni di confronto che equivalgono a domande rivolte a qualcuno dal quale saremo sempre sicuri di non avere mai nessun tipo di risposta. Perchè tanto quello che pensano gli altri di te alla fine poco importa, così come la voglia di stare ad ascoltare in realtà è poca. Di conseguenza è troppa ed incredibile la superficialità che va dilagando all'interno di un appartamento borghese di inizio millennio. Così come la felicità che qui è vista solo come il raggiungimento di un traguardo prefissato anzichè vero sentimento da condividere in famiglia, per conquistarla c'è chi si abbandonerà tra le braccia di un'amante cercando comprensione, chi sarà disposta ad umiliarsi pur di entrare in un olimpo standardizzato, chi invece recitando una vita non sua. Così mentre qualcuno che all'inizio sbraitava per tutta la casa nevroticamente ed insopportabilmente di valori morali, si troverà ad accontentarsi di quello che già aveva e di permettere determinati comportamenti, solo perchè finalmente raggiunta la propria felicità. Ne nasce un controsenso fastidioso, dove quello per il quale si è sempre predicato ora torna piacevole agli occhi. Gli atteggiamenti di Valentina non saranno più questione di liti come prima, ma occasioni per vantarsi con amici o colleghi. Tutti i buoni propositi iniziali lasceranno il posto ad un'ipocrisia insopportabile nel finale dove ne è vittima anche il povero Natale. Quello che resta (anche titolo del libro incompiuto di Carlo) è il ritratto di un'interno dove la pecora nera interpretata da un'ispirata Bellucci è l'unica alla quale andrebbe data finalmente una vera risposta. Muccino gioca con l'elemento dell'alter-ego che ritroviamo nello spettacolo teatrale interpretato da Giulia, in uno specchio, in un libro non finito o nel desiderio di apparire più figo agli occhi di una ragazza mediocre. Il confronto con la propria immagine riflessa torna sovente come durante un rapporto sessuale, un breve soggiorno in bagno o in occasione di una preghiera. Uscito furbescamente in un periodo di dibattiti sulla TV spazzatura e in concomitanza della festa degli innamorati, accompagnato da una promozione asfissiante durata un paio di settimane dove il tubo catodico è tornato utile, Ricordati di me si è rivelato il bel film che mi aspettavo fosse. Un bell'esempio di cinema che pur apparendo sobrio e senza fronzoli, confezionato intelligentemente e con buone interpretazioni, si presenta sporco e cattivo, forse un pò troppo in personaggi come quello interpretato dalla brava Romanoff facendola quasi sembrare caricaturale. Un piccolo grande film per il quale andare orgogliosi.
Sulla regia di Gabriele Muccino
Ispirandosi a colleghi più navigati e al già stimato P.T.Anderson, Muccino articola sostanzialmente il film in quattro atti: il primo di presentazione, con la giornata tipo della famiglia Ristuccia, un secondo con l'indagine sui singoli personaggi in cerca di risposte, il terzo che coincide con un punto di svolta caratterizzato dall'incidente e infine l'epilogo dove tutti vissero ipocriti e contenti, nel loro Natale patinato di un futuro aperto a tutto. Tutto è vissuto in modo concitato quasi sincopato fino ad attimi di respiro, come quello della bella sequenza di Valentina che corre sulla bella Des Ronds Dans L'Eau.
Sull'interpretazione di Monica Bellucci
Onesta interpretazione, per un'attrice che a volte soffre nel suo stesso doppiaggio.
Sull'interpretazione di Silvio Muccino
Personaggio il suo che si rispecchia sia nell'apatia del padre che nell'impulsività della madre. Se la cava bene nella parte del ragazzo insicuro nell'apparire.
Sull'interpretazione di Nicoletta Romanoff
Esordio con lode, brava nell'interpretare una ragazzina superficiale votata solo alla voglia di avere successo e apparire in TV, anche perchè nella realtà già madre di due bambini. Il che la dice lunga su un confronto con la ragazza immatura che porta sullo schermo, (probabilmente troppo forzato e diciamo anche un tantino mostro).
Sull'interpretazione di Laura Morante
Recitazione concitata e a volte insopportabile. Avere una moglie come Giulia verrebbe proprio la voglia di scappare. Brava.
Sull'interpretazione di Fabrizio Bentivoglio
L'apatia espressa dal suo personaggio, così come le sue crisi "rivoluzionarie" sono perfette.
Sulla colonna sonora
Collezione di canzoni più o meno impegnate, cominciando dalla bella interpretazione di Almeno Tu Nell'Universo da parte di Elisa. Seguono Gomez, Marina Rei, Mina, la Halliwell, Mousse T., Lina, Zoo di Venere e tanti altri. C'e spazio per la bella "Anna e Marco" di Lucio Dalla e di "Des Ronds Dans L'Eau" interpretata da Françoise Hardy. Pacifico interpreta due bellissimi brani: "Il Faraone" e "Ricordati di Me". Buono il lavoro di Buonvino.
Cosa cambierei
Trovo insopportabile la voce off all'inizio del film e nel finale.
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