Opinione di Helen Hunt su Ricordati di me
Con Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Nicoletta Romanoff, Silvio Muccino, Monica Bellucci
- negative [59]
- sufficienti [42]
- positive [50]
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Sul film
E' uno spaccato di vita quotidiana di una famiglia borghese, la quale può sembrare perfetta, ma che in realtà si vede e si capisce da subito che non lo è. Anzi, si sta sgretolando. Tutti i componenti di essa sono in preda a crisi nervose e disagio, poichè non sono potuti diventare quello che volevano, ma in qualche maniera cercano di riscattarsi, in un modo o nell'altro, ricercando il vecchio e vero amore o il nuovo (Carlo - Fabrizio Bentivoglio, Paolo - Silvio Muccino), chi (Giulia - Laura Morante, Valentina - Nicoletta Romanoff) cerca di avere una realizzazione professionale, con o senza compromessi. Qualcuno ci riuscirà, qualcun'altro meno. Ma la felicità e l'integrità della famiglia sarà davvero salvata?
Sulla trama
/
Sulla regia di Gabriele Muccino
Muccino unendo moltissimi fotogrammi in sucessione, riesce a dare l'effetto di angoscia, frenesia, insicurezza di una famiglia, dove, in qualche modo ci riconosciamo. Il ritmo è incalzante, il che, oltre che realizzare quello di cui ho già parlato sopra, rende il film veloce, scorrevole, il che è rarissimo nelle pellicole italiane. Bravo, anche se forse, un po' presuntuoso.
Sull'interpretazione di Monica Bellucci
Brava, bravissima. Finalmente una bella parte per lei, che le fa mettere in mostra, non solo la sua bellezza, il suo fascino, ma anche la sua bravura nel recitare. Infatti, qui rappresenta una donna sposata, borghese, con una figlia, perciò il suo abbigliamento non è mai scollacciato, ma sempre elegante. La dolcezza di Alessia, e la sua sottile e pulita sensualità, mi ha colpito e sinceramente è il ruolo che mi è piaciuto di più, perchè viene presentata, forse per la prima volta un'amante che non cerca solo un'avventura o sesso, ma la passione, anzi, l'amore vero, quello che non riesce più ad avere da suo marito. Questo ruolo, la sua pacatezza, ci fa sognare. E per fortuna che Monica Bellucci non sapeva recitare!
Sull'interpretazione di Silvio Muccino
Forse, come il suo personaggio, davvero non si capisce come parla, ma resta il fatto che il ruolo interpretato è davvero adatto a lui, quindi direi che è stato abbastanza convincente, o perlomeno ci ha fatto riconoscere in lui. Rimane la questione che, secondo il mio parere se non fosse stato il fratello di Gabriele Muccino, non sarebbe nessuno. Mi è piaciuto di più, anche se più piccolo in "Come te nessuno mai".
Sull'interpretazione di Nicoletta Romanoff
Interpreta così bene il ruolo dell'aspirante e poi valletta (o meglio Alina), svampita e che per il successo farebbe qualunque cosa, che lo stesso Gabriele Muccino si è chiesto se davvero non sia così. Anche se si sente che sta recitando in alcune parti, brava, perchè non era facile il suo personaggio e soprattutto, era la sua prima volta sullo schermo.
Sull'interpretazione di Laura Morante
Brava, bravissima, affascinante. In alcune parti dominante con i suoi monologhi, in alcune parti troppo "teatrale", forse per la sua abitudine ad urlare. Comunque un'attrice con la a maiuscola. Il ruolo della donna a cui crolla tutto addosso, non avendo realizzato il suo sogno di diventare attrice e di una moglie nevrotica tradita, le calza a pennello.
Sull'interpretazione di Fabrizio Bentivoglio
Anche lui bravo, bravissimo. La sua calma e il suo modo di interpretare questo suo ruolo di uomo che non riesce più a vivere accanto ad una moglie nervosa e irrealizzata, che lo fa sentire insoddifatto, ed ecco che, cerca l'amore e forse lo trova in Alessia, una sua vecchia fiamma (l'incantevole Monica Bellucci), gli calza a pennello. Bravissimo attore, che riesce a tener testa alla forte Laura Morante, mostrandosi anche molto dolce.
Sulla colonna sonora
Bella, stupenda. Da "Sabor a mi" cantata da Mina ad "Almeno tu nell'universo", canzone di Mia Martini, cantata splendidamente e con un'interpretazione da brividi da Elisa, la quale dà il senso della drammaticità, della frustazione e del non sentirsi realizzati, della solitudine, del sentirsi incompresi di tutti i personaggi, cantanta interamente in falsetto.
Cosa cambierei
La furbizia di alcune parti.
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