Sogni d'oro (1981)
Con Nanni Moretti, Piera Degli Esposti, Laura Morante, Alessandro Haber, Remo Remotti
La trama
Divertente e amaro sfogo di un affermato regista impegnato.
Michele Apicella è un giovane cineasta che ha avuto successo con i suoi film ed è continuamente richiesto in qualità di ospite per interviste e convegni. Attualmente sta lavorando a una nuova sceneggiatura dal titolo "La mamma di Freud", ma deve fare i conti con tutta una serie di ostacoli: la concorrenza di alcuni colleghi, l'insistenza di due individui che vogliono imparare il mestiere ad ogni costo, e soprattutto l'amore non corrisposto per Silvia, un'ex compagna di scuola che gli appare in sogno tutte le notti. Alla fine il film esce e le accoglienze sono favorevoli, ma i sogni di Michele peggiorano...
Moretti prosegue la sua impietosa ricognizione sui tic e i luoghi comuni di una generazione, mostrando contemporaneamente l'importanza che il cinema può rivestire in termini di scelta morale. Spingendo sul pedale della deformazione grottesca, tratta con ironia temi impegnativi e percorrere questa strada in un periodo in cui il cinema italiano si dibatte in una crisi creativa particolarmente grave. Nel bersaglio del regista romano finisce soprattutto la televisione, della quale viene stigmatizzata (e siamo appena nel 1981!) la volgarità dei suoi spettacoli a quiz, messi alla berlina nel corso di una memorabile sequenza. Un film - come si dice - di transizione, realizzato dopo i primi clamorosi successi ("Io sono un autarchico" e "Ecce bombo") e prima del passaggio a una vena creativa più dolente e malinconica ("Bianca", "La messa è finita").
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 20/08/2010 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
"Come lavora Michele? Senza sceneggiatura, con attori improvvisati che recitano se stessi con disinvoltura ed in totale identificazione con le problematiche del film o, se si vuole, del non-film, se così possiamo definire un lavoro che cresce nel farsi, senza un inizio ed una fine, dove i protagonisti usano il cinema come strumento di autoanalisi".
Ed ecco arrivare subito la gag autoironica, irresistibile tormentone del film, con il moderatore interrotto dall'ipercritico Dario Cantarelli, che apostrofa veementemente Michele:
"E il prossimo? E il prossimo? Sono tre anni che campi di rendita, tre anni... Sempre gli stessi argomenti: i giovani, il '68, la scuola, la famiglia. Dopo il primo già si capiva che dovevi cambiare, ma ora è obbligatorio, è obbligatorio! Ma che ti inventerai quest'anno? Questo film prova a farlo vedere a un bracciante lucano, a un pastore abruzzese o a una casalinga di Treviso, ti ci porto io...".
E gli attacchi personali proseguono, tirando sempre in ballo la fantomatica casalinga trevigiana:
"Ma lei si rende conto che il cinema non è il suo mestiere? Lei ha voluto fare un film sui giovani: guardi, se i giovani sono così', allora... Lei sarà così. Lei c'ha parlato dei fatti suoi, una sua esperienza personale, tra l'altro molto limitata. Ma questo film non è rappresentativo dei giovani".
"Infatti io non volevo rappresentarli, rappresento a malapena me stesso..."
"Forse noi possiamo capire questi suoi giochi intellettuali, questi esperimenti linguistici, ma una casalinga di Treviso cosa capisce di questo suo linguaggio nuovo? Cosa gliene importa a lei, che ha lavorato tutto il giorno? La sera è stanca, ha voglia di divertirsi".
Tra critici impietosi, aspiranti registi invadenti, pubblico disorientato, un rapporto conflittuale con la madre (il film a cui sta lavorando si intitola, appunto, La madre di Freud), psicanalisi, depressione, sentimenti alla deriva, sguardi stralunati sulla volgarità del mondo e sogni inquietanti, Michele Apicella attraversa il palcoscenico della propria esistenza condividendo con lo spettatore ogni personale smarrimento e perplessità, per lasciarli poi evaporare nell'amarezza e nella malinconia. Sogni d'oro è un dissacrante monumento all'autoironia, è l'apoteosi del grottesco, una lucidissima e disincantata disamina sullo "stato delle cose" nel cinema e nella televisione italiani, profetico, folgorante, squassato da stranianti strappi drammaturgici che ne sublimano l'incisività in un tripudio di lapidario e corrosivo sarcasmo, tra gag esilaranti (il dibattito con le suore dopo la proiezione del film o le furibonde liti di Michele con i due fratelli aspiranti registi) e gli scarti surreali della narrazione, immediatamente "ricondotti all'ordine" svelandone la reale natura (il balletto dei manifestanti pro-Vietnam che si rivela un set cinematografico), oppure lasciati deflagrare fino all'eccesso, come nel delirante faccia a faccia, durante il talk show televisivo moderato da Giampiero Mughini, tra Michele e il regista Gigio Cimino (Gigio Morra), rappresentante delle nuove promesse del cinema italiano, demolito verbalmente da Moretti in uno spassoso confronto, avviato da un perentorio "In Italia sono l'unico tra i nuovi registi ad avere talento, voi siete aridi, non sapete cos'è il cinema, siete corrotti dal vostro desiderio di potere. ESPANDI +
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17 novembre 2011 Opinione di resistenzalibera su "Sogni d'oro"
Semplicemente MERAVIGLIOSO! Meraviglioso Moretti, meravigliosa Laura Morante. Spettacolare la scena in cui è a scuola! "e vattene fuori.. anche tu, si.. fuori gli scacchisti.."
voto al film: 
9 novembre 2011 Opinione di Luke Vacant su "Sogni d'oro"
Moretti ci racconta di cosa vuol dire fare un film, ci racconta del mondo che sta intorno a tutto questo e di quelli che parlano di cinema e credono di sapere tutto, pure che un certo tipo di persone non riusciranno mai ad apprezzare pellicole del genere. Ce lo racconta con i suoi toni qui più che mai surreali e che fanno di questo film uno dei suoi lavori più riusciti.
voto al film: 
23 agosto 2011 Opinione di cantautoredelnulla su "Sogni d'oro"
Sogni d'oro è un film di transizione nella cinematografia di Moretti. Dopo il cinema autarchico degli esordi e il cinema generazionale di Ecce Bombo, Moretti prova a cambiare schema e dopo averci parlato del cinema per come lui lo vede nella vita quotidiana, torna a parlare di cinema direttamente, mostrandoci la vita degli artisti e la realizzazione del cinema stesso. Il rischio che corre un arte nell'autoreferenziarsi è quella di penalizzare la sua forma artistica a discapito...
voto al film: 
18 maggio 2011 Opinione di trebby su "Sogni d'oro"
Michele Apicella è un trentenne single che vive con la mamma ex insegnante comunista che serba rancore verso i democristiani. Michele nella vita è un professore di lettere di un liceo, innamorato di Silvia una sua allieva che lo disprezza, che lo considera un uomo arido, privo di sogni, illusioni ed ideali. Michele è anche un regista che cerca di mettere in scena un film, che narra il rapporto tra Sigmund Freud e le sue donne: la figlia che lo aiuta nella stesura de...
voto al film: 
8 febbraio 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Sogni d'oro"
Qualche lampo di genio non basta a riscattare in pieno un film troppo metaforico, lento ed ormai datato. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:2 ritmo:1 impegno:2
voto al film: 
6 febbraio 2011 Opinione di emmepi8 su "Sogni d'oro"
Un Fellini rivisto e reinterpretato in maniera personale, non c'è niente da fare anche a distanza di qualche anno, il discorso sta in questi termini. Il cinema, il regista in crisi il suo barcamenarsi sulla mancanza di idee, naturalmente qui ci sono delle situazioni distanti dal Fellini di 8 e ½ e che aggiornano e rimpiccioliscono se non che lo determinano in maniera più concentrata sull'argomento. Tramite il personaggio di Michele Apicella e le sue...
voto al film: 
11 novembre 2010 Opinione di SaintlySinner su "Sogni d'oro"
Nonostante ci siano dei passaggi notevoli e decisamente riusciti (la sfida televisiva, il film su Freud) anche questo film di Nanni Moretti mi ha convinto a metà. Sempre nevrotico e surreale ma che non va oltre la sufficienza.
voto al film: 
26 agosto 2010 Opinione di barabbovich su "Sogni d'oro"
Il regista romano Michele Apicella (Moretti) sta preparando un film intitolato 'La mamma di Freud'. Critica e pubblico sono pronti a sbranarlo mentre gli epigoni del suo lavoro vorrebbero rubargli la scena anche in televisione. Si potrebbe raccontare così e in altri mille modi questo film sul film, opera terza di Nanni Moretti, geniale quanto grottesca e stravagante, piena di momenti memorabili che hanno fatto la storia del cinema, dalle esagerazioni del protagonista alle stripes del...
voto al film: 
20 agosto 2010 Opinione di FABIO1971 su "Sogni d'oro"
Opera spartiacque nella filmografia di Nanni Moretti, tra la grezza vitalità degli esordi e i suoi capolavori degli anni Ottanta (Bianca e La messa è finita), Sogni d'oro, Leone d'argento al festival di Venezia, si presenta con disarmante sincerità già nella programmatica dichiarazione d'intenti dell'incipit, che immerge da subito il film nelle suggestioni del metacinema, con Moretti che, attraverso il moderatore del dibattito,...
voto al film: 
26 ottobre 2009 Opinione di bradipo68 su "Sogni d'oro"
La saga di Michele Apicella atto terzo.Dopo Io sono un autarchico ed Ecce Bombo Moretti continua con il suo alter ego a esplorare i coni d'ombra della sua generazione ma in primo luogo quelli suoi personali.In questo film oltre a parlare di tante altre cose Moretti/Apicella parla soprattutto di se stesso,di quello che gli piace e di quello che gli piace meno.Perchè le aspirazioni sul cinema che ha nel film il protagonista(il film deve essere compreso alla stessa maniera dalla...
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