Son frère (2003)
Con Bruno Todeschini, Eric Caravaca, Nathalie Boutefeu, Maurice Garrel, Catherine Ferran, Antoinette Moya, Sylvain Jacques, Fred Ulysse, Robinson Stévenin, Claudine Benichou
La trama
I mutamenti di un difficile rapporto familiare di fronte all'incombere della morte.
I fratelli Thomas e Luc non si parlano né si vedono da dieci anni. Quando Thomas si ammala di una grave malattia, Luc corre al suo capezzale: per entrambi è il momento di fare i conti con il passato.
Un gioco di specchi che Chéreau - ispiratissimo dal bel libro omonimo di Philippe Besson - ricostruisce con i pezzi di un doloroso puzzle, osservando con compassione, rigore, senza lacrime, come un antropologo della carne, un guardiano del faro, un signore del piano di sopra che conosce già l'epilogo. Nessuno piange Thomas, ognuno elabora il lutto alla sua maniera: anche qui Chéreau è interessato all'evoluzione delle reazioni, alla resistenza nei confronti dell'insostenibilità delle cose (la fidanzata di Thomas che non regge, i genitori che continuano a litigare come si trovassero nel salotto di casa). È Luc (il bravo Eric Caravaca) l'alter ego del regista, mentre il grande vecchio Maurice Garrel è una sorta di Caronte: accompagna Thomas al suo segnato destino. Anatomia dell'inferno. Orso d'argento a Berlino 2003.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 35/2003
Una sofferta ricognizione sui corpi, che prosegue in maniera assai coerente il lavoro introspettivo di Patrice Chéreau, Orso d’argento a Berlino 2003
L'opinione più votata
Di joseba scritta il 24/09/2003 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [4]
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3 febbraio 2012 Opinione di michel su "Son frère"
Impregnamo tutto con uno stomachevole odore di malattia, precipitiamoci nell'abisso e in fondo, da soli, al buio, facciamoci guidare da una vocina che dice "ti voglio bene".
voto al film: 
15 maggio 2005 Opinione di columbiatristar su "Son frère"
SOFFERENTE E COMMOVENTE... BELLO!
voto al film: 
1 luglio 2004 Opinione di emmepi8 su "Son frère"
Un film pregevole , nel vero senso della parola..Una delicatezza estrema che non tocca corde facilissime, inverte quelli che dovrebbero essere i sensi comuni di questo genere di film: il malato omosessuale etc..,dosa gli interpreti che sono sempre discreti, ma intensi, i problemi della malattia e della morte, nei confronti di sé stessi e degli altri, tutto questo riesce ad esprimerlo in maniera concreta e sensibile, una regia veramente bella forse la migliore di questo regista, alle volte...
voto al film: 
27 febbraio 2004 Opinione di carpa su "Son frère"
film a tratti crudo che fa commuovere, ma senza rinunciare all'osservazione critica del problema:il regista non ha come primo obiettivo quello di far piangere lo spettatore; bensì quello di porlo davanti a un problema della società( in questo caso le malattie).
voto al film: 
24 settembre 2003 Opinione di joseba su "Son frère"
Un film sull'urgenza dei corpi e la fallacia delle parole, sulla verità della carne e l'inautenticità del linguaggio: c'è di che gioire. E sommando a ciò gli autori evocati per chiarire la fisionomia tematica e stilistica di "Son frère" (Bresson, lo Zurlini di "Cronaca familiare" e i fratelli Dardenne), la gioia si ingigantisce rapidamente in esultanza. Sulla carta. Poi il film. Fin dalle prime battute si ha l'impressione di un'angolazione fuori asse, sfasata, addirittura equivoca. E'...
voto al film: 
7 settembre 2003 Opinione di HAL70 su "Son frère"
Chéreau abbandona i gigantismi compiaciuti della Regina Margot e resta sullo studio dei corpi come già in Intimacy:dove in questo prevaleva la rappresentazione dell'atto sessuale come immediato strumento conoscitivo dei personaggi,in Son frère la storia ci conduce a visitare i corpi di un malato e di suo fratello.Solo i loro corpi,pensa giustamente Chéreau, possono riuscire ad illuminare la lontananza,la rabbia astiosa e il credito d' amore che li lega. Il film è un inno alla vita...
voto al film: 
30 agosto 2003 Opinione di na su "Son frère"
Ormai è chiaro che la poetica di Chéreau può essere definita una 'poetica del corpo'. Dai corpi feriti e martoriati de La regina Margot, ai corpi avvinti nell'amplesso in Intimacy, fino ai corpi del suo ultimo film: nudi maschili esibiti senza pudore (troppo e spesso senza motivo) e corpi segnati dalle cicatrici e dagli ematomi. Son frère è un film che avrebbe tutti gli elementi per essere un capolavoro, ma nonostante questo non commuove e non sconvolge. Immagino un soggetto del genere...
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