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The Good Girl (2002)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in The Good Girl: assente
Ritmo ritmo in The Good Girl: presente
Impegno impegno in The Good Girl: assente
Tensione tensione in The Good Girl: minimo
Erotismo erotismo in The Good Girl: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a The Good Girl

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a The Good Girl (voti: 25 media: 3,48) 25

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La trama

Per una giovane commessa, la monotonia della vita di provincia è solo apparente.

Impiegata in un discount del Texas, la trentenne Justine è felicemente sposata, ma piuttosto insoddisfatta. La sua esistenza prende una brutta piega quando si innamora perdutamente del magazziniere, uno sbandato che crede di essere la reincarnazione del giovane Holden. Quando poi scopre di essere incinta, la situazione si complica ulteriormente...  

Peccato che il contesto sia così trito, perché Arteta sa mantenere l'equilibrio tra humour e tragedia e conferma di avere un occhio attento ai personaggi. Anche se Holden è una figura davvero irritante, nel suo compiaciuto isolamento da adolescente frustrato cui il mondo non concede nulla.

La recensione di FilmTv

Di Pier Maria Bocchi - FilmTV n. 14/2003

La monotonia della vita di provincia è solo apparente. Dolore e follia autodistruttiva sono in agguato

Se c’è qualcosa di cui il cinema non ha più bisogno, è l’indipendentismo americano da Sundance, con la solita provincia, le solite casette e il solito malessere. Tutte cose che anche The Good Girl ci fa vedere. Come fosse il primo. In questa cittadina, la vita scorre monotona, le facce sono mogie e la solitudine impera. Come da copione. Holden (Gyllenhaal), un ragazzo chiuso e tormentato, si innamora follemente della commessa Justine (Aniston), che ci sta. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di sasso67 scritta il 15/05/2005 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto sufficiente

La più disturbata del film è secondo me proprio la protagonista: Justine detta Teeny (forse a significare l'eterna adolescenza del suo cervello, nonostante i trent'anni suonati), commessa in un supermercato, ha sposato un bruto che fa l'imbianchino e che passa il tempo libero a stonarsi con le canne insieme al collega Bubba, mentre la coppia non riesce ad avere figli. La ragazza rimane affascinata da Tom, un collega adolescente con problemi psichici e di tossicodipendenza, il quale si è ribattezzato Holden in onore del personaggio del romanzo di Salinger "Il giovane Holden". Inizia una relazione con lui che avrà conseguenze tragiche: scoperta da Bubba, cederà al suo ricatto sessuale in cambio del suo silenzio nei confronti del marito, poi rimarrà incinta proprio quando al marito viene diagnosticata l'infertilità, infine si consumerà la tragedia con il suicidio di Holden e la scoperta del tradimento da parte del marito. Proprio alla fine c'è la battuta più divertente (forse l'unica) e rivelatrice di tutto lo spirito che pervade il film: scoperta dal marito, Teeny confessa il tradimento e gli dice «Sei l'unico uomo vivente che ho davvero amato» (infatti il ganzo s'è appena ammazzato). Il senso del film sta tutto nella critica (vista e rivista, per la verità) dell'ipocrisia della provincia americana, ben incarnata da Corny, il guardiano del supermercato, fanatico propagandista religioso che però si guarda di nascosto gli incontri clandestini di Teeny con l'amante nel magazzino, registrati dalla videocamera a circuito chiuso. Ma se, come ho detto, il film affronta argomenti piuttosto risaputi e già più volte proposti dal cinema americano (soprattutto quello più coraggioso e indipendente), il regista Arteta lo fa con un piglio che non dispiace, in parte memore di "Da morire" di Van Sant, con uno stile anch'esso "indipendentista", quello che tanto piace al pubblico del Sundance Festival e ai produttori come Robert Redford (a parte un happy ending un po' di maniera ma che in fondo in fondo ci può stare). E se il film tutto sommato è riuscito lo si deve anche agli interpreti, tutti misurati ed efficaci senza cadere nel grottesco, a cominciare dalla signora Pitt che riesce ad essere credibile in una parte complessa e per niente facile (e forse diversa dalle ragazzine senza cervello interpretate in precedenza). Del resto la Aniston (vero nome Jennifer Anastassakis) ha oggi 35 anni e questo film può rappresentare un valido lasciapassare per il cinema "più serio". Sono bravi anche il John C. Reilly che interpreta il marito coglionazzo e il Tim Blake Nelson, già visto in "Fratello, dove sei?" dei fratelli Cohen, infido "migliore amico". Da rivedere il giovane Gyllenhaal, piuttosto inespressivo, ma abbastanza in parte. "The Good Girl" è un film da cui non mi aspettavo niente e che invece mi ha fatto vedere qualcosa. (12 settembre 2004)
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SI

Opinioni su The Good Girl


25 maggio 2011 Opinione di SaintlySinner su "The Good Girl"
SaintlySinner

Film depresso e deprimente. Jennifer Aniston è una ragazza di 30 anni depressa, che lavora in un supermercato ed è sposata con un uomo un pò ignorantello, senza ambizioni e scopi. Una vita grigia e omologata. Jake Gyllenhaal è un ragazzo di 22 anni ancora più depresso, drogato e alcolizzato che vive con i genitori, i quali sembrano del tutto indifferenti alle condizioni del figlio. Quando i due si conosceranno gli si aprirà uno spiraglio di luce...

voto al film: SaintlySinner assegna il voto buono a The Good Girl (2002)


30 luglio 2009 Opinione di LAMPUR su "The Good Girl"
LAMPUR

Prendete Revolutionary Road. Spogliatelo di tutte le pippe mentali ed otterrete un centrifugato belllo fresco come The good girl, con la Aniston sufficientemente stampella (ed io l'adoro, non crediate che non mi stia facendo del male...) e tutto il trucido di provincia spiattellato cosi come viene viene senza perdere troppo tempo e senza girarci intorno a vanvera: voglio fare una cosa? La faccio! voglio cambiare vita? Ma si.. ci ripenso? E perchè no... Non vi piace? Ok, rivestitelo...

voto al film: LAMPUR assegna il voto sufficiente a The Good Girl (2002)



18 luglio 2009 Opinione di perunavolta su "The Good Girl"
perunavolta

Scopare uno molto piu' giovane di te? Vuol dire anche pagare il motel!!

voto al film: perunavolta assegna il voto buono a The Good Girl (2002)


22 aprile 2009 Opinione di contrassurdo su "The Good Girl"
contrassurdo

Molto onesto nell'interpretazione di una realtà che solo con occhio superficiale, a mio avviso, si può ritenere circoscritta alla provincia americana ed a una classe sociale determinata. Confusione, alienazione, frustrazioni, instabilità psicologiche o al contrario assuefazione a comportamenti automatici appartengono purtroppo a tutti quantomeno nella società globalizzata dal mercato e dai media che diventano minuto dopo minuto sempre più virtuali e cannibaleschi.

voto al film: contrassurdo assegna il voto ottimo a The Good Girl (2002)



16 febbraio 2007 Opinione di zombi su "The Good Girl"
zombi

con che umorismo il regista affronta la vita di questa fine umorista justine. senza mai sorridere justine affronta problemi e disastri che neanche buster keaton. un lavoraccio, una vita triste di fianco ad un uomo buono ma che non la capisce. il migliore amico del marito un pò laido e rompiscatole. colleghi di lavoro insopportabili, chissà mai perchè. quando justine non sopporta più se stessa comincia ad odiare chiunque, a parte jake gyllenal che sta in un cantuccio senza legare con...

voto al film: zombi assegna il voto buono a The Good Girl (2002)


28 ottobre 2006 Opinione di bradipo68 su "The Good Girl"
bradipo68

Certo ci vuole coraggio per far passare la Aniston per commessuccia da supermercato sposata ad una specie di yeti che non sembra neanche tanto intelligente.Pero' qui l'operazione riesce senza tanti traumi e la storia di Justine con Holden ti appare quasi necessaria in una realta'straniante come quella della piccola citta' in cui vivono.Si parla sempre dell'America non da copertina ma quella semirurale dimenticata dai rotocalchi.Che la storia finisca in modo tragico è solo un...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a The Good Girl (2002)



6 giugno 2006 Opinione di fedeico winslet su "The Good Girl"
fedeico winslet

IN THE GOOD GIRL è un film complesso,la cui ricchezza risiede nella diversità d'approccio emotivo e nella molteplicità della forma strutturale.Miguel Arteta compone una commedia agrodolce ma anche un melodramma corrosivo,e con una presenza femminile di grande rilievo-una sublime Jennifer Aniston-da il via ad un'irrefrenabile ritratto sul disorientamento sociale e la perdita di sè.Cinema ambizioso ma di gran classe.

voto al film: fedeico winslet assegna il voto ottimo a The Good Girl (2002)


22 febbraio 2006 Opinione di Vegeta85 su "The Good Girl"
Vegeta85

Commessa di un supermercato di provincia, l'annoiata e disillusa Justine (Jennifer Aniston), sposata con un volgare ed eternamente "fatto" verniciatore (John C. Reily), intreccia una relazione con il giovane, e disturbato, collega Holden (Jake Gillenhall). I problemi iniziano quando un amico del marito scopre la tresca, e Justine si ritrova incinta. Misto tra commedia nera e tragedia, uno spaccato della grigia provincia USA, fatta di personaggi insoddisfatti e mediocri in cerca di...

voto al film: Vegeta85 assegna il voto sufficiente a The Good Girl (2002)



15 maggio 2005 Opinione di sasso67 su "The Good Girl"
sasso67

La più disturbata del film è secondo me proprio la protagonista: Justine detta Teeny (forse a significare l'eterna adolescenza del suo cervello, nonostante i trent'anni suonati), commessa in un supermercato, ha sposato un bruto che fa l'imbianchino e che passa il tempo libero a stonarsi con le canne insieme al collega Bubba, mentre la coppia non riesce ad avere figli. La ragazza rimane affascinata da Tom, un collega adolescente con problemi psichici e di tossicodipendenza, il quale si è...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a The Good Girl (2002)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

26 aprile 2005 Opinione di ceo_85 su "The Good Girl"
ceo_85

Storia decente interpretata da una Jennifer Aniston più profonda e drammatica. Cinico e grottesco, merita una visione.

voto al film: ceo_85 assegna il voto buono a The Good Girl (2002)




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