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Pater Familias (2003)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Pater Familias: assente
Ritmo ritmo in Pater Familias: presente
Impegno impegno in Pater Familias: molto forte
Tensione tensione in Pater Familias: forte
Erotismo erotismo in Pater Familias: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Pater Familias

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Pater Familias (voti: 17 media: 3,76) 17

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locandina di Pater Familias

La trama

Un viaggio nella dannazione, alla disperata ricerca di padri.

Matteo, trentenne, torna dopo dieci anni di assenza a Giugliano, nei pressi di Napoli. Improvvise e continue visioni del pssato si mescolano a quelle del presente. Un modo per ricostruire le vicende degli amici che non ci sono più: tra questi, Antimo, ucciso dai carabinieri dopo una rapina andata a male; Michele, massacrato da alcuni balordi per aver difeso una ragazza; Geggé che si toglie la vita dopo aver scoperto che il padre ha rubato i suoi risparmi; Anna, la ragazza con cui era fidanzato, violentata dal fratello per gelosia e vendetta e Rosa, vittima di un marito violento. Matteo è in realtà tornato per chiudere i conti in sospeso e soprattutto per aiutare Rosa a scappare dal marito.  

Folgorato dal romanzo _Pater Familias_ di Massimo Cacciapuoti, l'esordiente Francesco Patierno si allontana (anche letteralmente) dai luoghi comuni e, a differenza di molto "cinema di denuncia" demagogico e declamatorio, punta decisamente sulla messa in scena, in bilico tra due piani temporali (il passato e il presente) cristallizzati da insolite soluzioni cromatiche e da spostamenti quasi impercettibili di una cinepresa sempre nascosta (incredibile: anche agli stessi attori), che rapina il crudo realismo delle strade e degli interni con uno sguardo architettonico che riesce a essere lucido e appassionato, razionale e impulsivo. Un debutto di notevolissimo spessore.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 12/2003

Un viaggio nella dannazione, alla disperata ricerca di padri. Un ottimo esordio

Sui marciapiedi e all’interno di pseudo appartamenti incastrati in case di ringhiera degradate e degradanti, si consumano le vite e le morti di alcuni giovani senza padri pur in presenza di padri, condannati all’ergastolo senza aver commesso reati, se non quello di essere nati nel posto sbagliato. Folgorato dal romanzo Pater Familias di Massimo Cacciapuoti, l’esordiente Francesco Patierno si allontana (anche letteralmente) dai luoghi comuni e, a differenza di molto “cinema di denuncia” demagogico e declamatorio (l’ultimo Squitieri, ma pure Capo Nord e Non sono io, solo per citare i casi più recenti), punta decisamente sulla messa in scena, in bilico tra due piani temporali (il passato e il presente) cristallizzati da insolite soluzioni cromatiche e da spostamenti quasi impercettibili di una cinepresa sempre nascosta (incredibile: anche agli stessi attori), che rapina il crudo realismo delle strade e degli interni con uno sguardo architettonico che riesce a essere lucido e appassionato, razionale e impulsivo. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 16/04/2010 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

Matteo è in carcere. Riceve un giorno di permesso per andare al capezzale del padre morente. Questo fatto gli da l'occasione di rifare un po' i conti col passato e con quello che resta del presente. Le vicende di Matteo sono in realta' solo un pretesto per parlare delle vite deviate di un gruppo di ragazzi che a ragione possono assurgere a emblema di tutti i ragazzi che vivono la dimensione particolare delle periferie delle grandi citta', di norma alienanti e disordinate. Patierno ci porta in quella a nord di Napoli : un agglomerato urbano senza soluzione di continuita', una periferia che danna l'animo di ragazzi senza difese immunitarie adeguate. In questo bellissimo film d'esordio (tratto dal romanzo omonimo di Massimo Cacciapuoti) la realta' è tratteggiata senza mediazioni di sorta, senza alcuna demagogia di maniera. Con uno stile asciutto e rasente il documentarismo, il film mette in risalto la scelta che dei ragazzi hanno fatto per le strade della violenza  e Patierno è bravo nel mostrarne la genesi rendendo chiari i motivi che ne hanno potuto rappresentare le premesse. I loro percorsi di vita sono filtrati attraverso i ricordi di Matteo secondo un’alternanza continua tra passato e presente che è resa con una dissonanza di colori tanto evidente, quanto capace di restituirci il carico di violenza che pervade le vicende trattate.  La strada presa dai ragazzi (per lo piu' dilettanti e molto credibili) sembra segnata irremidiabilmente da un sistema di cose che loro non vogliono nemmeno conoscere. La vita puo' anche essere un adagiarsi passivo su quello che passa il convento, sulla semplice reiterazione di ruoli sociali che sembrano stabiliti una volta e per sempre : quello degli uomini, padri padroni violenti e indolenti, e quello delle donne, madri succubi dei mariti e vittime di un fatalismo tipicamente meridionale.  La forza iconografica del film è tale che la questione di fondo si pone anche se non viene espressamente messa in rilievo : perchè dei ragazzi posti ad un bivio scelgono la strada della perdizione con tanta naturalezza ?  Innanzitutto c’è il ruolo della famiglia che in taluni contesti sociali è, insieme, ricettacolo di ogni devianza possibile e unico luogo dove poter sperare di salvarsi, un’istituzione che rischia di diventare una gabbia per i figli che, nel mentre subiscono le angherie dei padri, si predispongono per continuarne la scia ; poi c'è il degrado urbano che abitua a una visione distorta delle cose, a una limitatezza dei propri orizzonti cognitivi che poi si traduce facilmente nella difesa strenua di un territorio concepito come terra di conquista. Ecco, questi sono alcuni aspetti evidenziati da Patierno che aiutano a capire come la strada della devianza, se non proprio necessaria, rientra facilmente nel novero delle scelte possibili che i tipi d'autore descritti possono prendere. Naturalmente a corollario di tutto c'è l'azione invasiva delle organizzazioni mafiose la cui incidenza sulla vita delle persone è da ricercarsi nelle categorie vicinanza-lontananza relative, rispettivamente, al potere legale di uno Stato e quello illegale del sistema camorra (agente come corollario culturale inevitabile per la vita di questi ragazzi che,urge sottolinearlo,non sono ancora degli affiliati veri e propri). ESPANDI +
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Opinioni su Pater Familias


27 agosto 2010 Opinione di slim spaccabecco su "Pater Familias"
slim spaccabecco

Il film è di una crudezza disarmante. Quasi non si riesce a credere che episodi come quelli del film accadono quasi tutti i giorni in quei luoghi;eppure è vero. Il regista abilmente mette in scena tutti i problemi con un attenzione veramente alta. Da premio...e da non perdere assolutamente,per non perdere di vista il reale a scapito delle tante falsità che ci propinano ogni giorno.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto buono a Pater Familias (2003)


16 aprile 2010 Opinione di Peppe Comune su "Pater Familias"
Peppe Comune

Matteo è in carcere. Riceve un giorno di permesso per andare al capezzale del padre morente. Questo fatto gli da l'occasione di rifare un po' i conti col passato e con quello che resta del presente. Le vicende di Matteo sono in realta' solo un pretesto per parlare delle vite deviate di un gruppo di ragazzi che a ragione possono assurgere a emblema di tutti i ragazzi che vivono la dimensione particolare delle periferie delle grandi citta', di norma alienanti e disordinate. Patierno ci...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Pater Familias (2003)

nessun commento
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4 dicembre 2008 Opinione di degoffro su "Pater Familias"
degoffro

Sconvolgente, brutale, ineluttabile. L'esordio alla regia di Francesco Patierno, dall'omonimo romanzo di Massimo Cacciapuoti, è un autentico pugno allo stomaco. Un tragedia moderna che conferma ancora una volta come le gravi colpe dei padri si ripercuotano inesorabilmente sui figli, aggiungendo miseria a miseria, sangue a sangue, morte a morte. "Pater familias (la definizione latina diviene un paradosso del significato alto che culturalmente rappresenta da millennni) per caso, per inerzia,...

voto al film: degoffro assegna il voto buono a Pater Familias (2003)


7 agosto 2008 Opinione di LorCio su "Pater Familias"
LorCio

Visto a distanza di quattro-cinque anni dalla sua realizzazione, “Pater familias” impressiona due volte. Perché avvera la sua triste profezia: non c’è possibilità di speranza in questo mondo criminale. Il crimine non è soltanto materiale, ma anche interiore. Non sono soltanto il sangue a zampillare o le pistole a sparare, ci sono anche le tensioni cerebrali dell’uomo (napoletano) metropolitano. In un certo modo, può essere considerato l’antesignano di “Gomorra” di Matteo...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Pater Familias (2003)

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24 dicembre 2007 Opinione di barabbovich su "Pater Familias"
barabbovich

Durante una licenza premio ricevuta dal carcere di Secondigliano dove è detenuto, Matteo (Balsamo) torna a Casoria, il paesino dell'hinterland napoletano dove è cresciuto, dove ha visto morire diversi amici e dove sta organizzando la fuga di Rosa (Bonavolontà), costretta a un matrimonio riparatore. Raccontato con una diffrazione temporale che viene completamente sgretolata in fase di montaggio, il film dell'esordiente Francesco Patierno - tratto liberamente da un libro di Massimo...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a Pater Familias (2003)


12 aprile 2007 Opinione di chaplin77 su "Pater Familias"
chaplin77

Devo ammettere che questo film mi ha sorpreso. Storie di ragazzi di un paesino vicino Napoli, senza la guida dei propri padri e che non riescono a cambiare il loro nefasto destino. Solo Matteo,quello che sembra diverso dal branco,timido e dallo sguardo malinconico cerca di riscattarsi dopo anni passati in galera e ora fuori per un permesso. Il giovane trentenne cerca di dare un senso alla propria esistenza e ritorna in paese, ripercorrendo i luoghi della sua giovinezza, rivivendo certe...

voto al film: chaplin77 assegna il voto buono a Pater Familias (2003)



24 ottobre 2006 Opinione di malika su "Pater Familias"
malika

Indubbiamente una sorpresa ritrovare raccontati con estrema semplicità luoghi e fatti di una realtà che vivo... La provincia di Napoli esce fuori vibrante e grida giustizia.

voto al film: malika assegna il voto buono a Pater Familias (2003)


7 luglio 2004 Opinione di joseba su "Pater Familias"
joseba

Cruda, vibrante, sorprendente opera prima di Francesco Patierno, giovane regista (classe 1964) proveniente dalla televisione, Pater Familias è un film di ostruzioni, di condizionamenti, di sbarre. Spaziali. Culturali. Mentali. L’influenza ammorbante del contesto non lascia scampo: sopruso, prevaricazione e aggressività dominano un mondo disertato dalla grazia, abbandonato dalla pietà, nerissimo. Principali responsabili dell’opprimente chiusura di questo universo sono i padri,...

voto al film: joseba assegna il voto buono a Pater Familias (2003)



1 maggio 2003 Opinione di tizbel su "Pater Familias"
tizbel

Dalla visione di “Pater Familias” risulta evidente che dietro la macchina da presa c’è uno staff tecnico di buon livello; la pellicola risulta infatti molto curata nella regia, nella colonna sonora e soprattutto nella fotografia. Per quanto riguarda quest’ultima, va sicuramente detto che da parte di Patierno c’è stata un’indubbia “ricerca” stilistica nell’utilizzo dei piani focali: essi vengono principalmente “giocati” nel corso di una data ripresa, non completamente...

voto al film: tizbel assegna il voto sufficiente a Pater Familias (2003)


24 aprile 2003 Opinione di DrFloyd su "Pater Familias"
DrFloyd

Vi siete mai chiesti se davvero esiste l’ Inferno, dove i maledetti da Dio si ritrovano a violentarsi od ammazzarsi tra loro, facendo colare dalle vene liquido epidemico che contamina le radici dell’asfalto, imprecando furiosamente contro Colui che li ha collocati in quell’assurda bolgia, distruggendone le effigi, profanando il Suo nome a mò di intercalare? La risposta alla domanda, un sì pronunziato con straziante lucidità, è Pater Familias. Il fuoco, alimentato dagli stessi...

voto al film: DrFloyd assegna il voto buono a Pater Familias (2003)




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