Duello nel Pacifico (1968)
Con Lee Marvin, Toshiro Mifune
La trama
Nel corso del secondo conflitto mondiale, un pilota americano e un ufficiale giapponese dispersi si trovano a convivere su un'isola deserta. Danno inizio a una guerra personale, ma poi collaborano a organizzare la fuga. Ormai quasi amici, giungono a un'altra isola; in un deposito abbandonato trovano materiale nipponico e statunitense. Riprendendo coscienza della rispettiva nazionalità, si separano bruscamente.
Boorman si butta nell'impresa di questo curioso apologo anti-bellico, affidandosi ai volti straordinari di Toshiro Mifune e Lee Marvin. Ispirata la regia del visionario regista inglese, anche se il progetto (due soli personaggi in un'isola deserta, mancanza quasi totale di dialoghi) può apparire artificioso. Il regista compie una riflessione non solo sull'uomo, ma anche sulla natura della visione (il primo piano finale dell'occhio che prelude all'esplosione) e mantiene un certo nascosto senso dell'umorismo.
L'opinione più votata
Di millertropico scritta il 16/05/2012 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
L'americano è precipitato con il proprio aereo, mentre il giapponese è scampato al naufragio della sua nave, ma questo è solo il preludio di una narrazione tutta incentrata sulla contrapposizione di due figure (e due culture) in totale antitesi.
Sulle prime infatti, l'obbligo di cooperare insieme per la sopravvivenza che dovrebbe essere primario in una situazione al limite come quella, lascia invece interamente il campo proprio a quelle differenze culturali e ideologiche - ma anche formative - a cui accennavo sopra, che spingono i due a fronteggiarsi aspramente nel riprodurre anche in quel piccolo universo circoscritto, una guerra privata, sia pure in formato ridotto.
L'atollo che li tiene inesorabilmente prigionieri però, è uno scenario che finirà per segnarli profondamente, così tanto, che l'ostilità che all'inizio regnava sovrana, col passare del tempo lentamente si dirada, e i due protagonisti - dapprima timidamente e poi sempre più marcatamente - finiranno per unire ben più proficuamente le loro forze in un ritrovato equilibrio solidale (e non solo per una pratica necessità) per tentare insieme di trovare una via d'uscita e di salvezza.
Si comprenderà così già da queste brevi note, che il film di Boorman intende essere un esplicito manifesto contro la guerra, e soprattutto un'efficace allegoria della follia del comportamento umano.
"Duello nel Pacifico" (molto di più e di meglio di un film semplicemente a tesi) possiede quindi la forza anche cinematografica, di trasformare questo apologo un tantino estremizzato, in una chiara esplorazione della psiche proprio nel mostrare come si trasforma l'uomo e la sua indole, una volta che viene violentemente privato dei modelli imposti dalla propria cultura e gettato un una Natura che - come verrà poi meglio approfondito dal regista con il suo "Un tranquillo wekend di paura" - si dimostra spesso malvagia anzichè rigeneratrice e protettiva.
Atipico film di guerra a due soli personaggi, è dunque un vero e proprio banco di prova per i due grandi attori che lo animano: due mostri sacri che ci regalano una notevolissima interpretazione che, come già detto sopra, riesce a supportare magnificamente l'intero impianto narrativo dell'opera senza mai farlo scadere nella noia.
Dal punto di vista strettamente legato al tema della "sopravvivenza" (e visto soprattutto adesso e in prosettiva) la sua ambientazione alla Robinson Crusoe lo avvicina abbastanza a ciò che ha realizzato in tempi più recenti Robert Zemeckis (sia pure con altri mezzi e differenti prospettive indagatorie) con il suo altrettanto "coraggioso " Cast Away".
Per la carriera di John Booramn invece (che veniva dal grandissimo successo di "Senza un attimo di tregua" - "Point Blank" in originale) un film indubbiamente molto ambizioso che ha magari visto nel tempo riconosciuti meglio i suoi meriti, ma che nell'immediato rappresentò purtroppo una pesante batttuta d'arresto sia pure di natura prettamente commerciale, visto che fu davvero un fisco al botteghino (principalmente in America).
Influì a mio avviso negativamente anche l'interferenza della produzione che impose un finale sgradito al regista (forse con l'intento di renderlo un tantino più spettacolare), quello di far distruggere l'isola da un bombardamento apocalittico che - senza nulla aggiungere e molto togliere - deturpò gravemente proprio l'impianto complessivo della storia e la volontà originaria del regista che era - con tutta evidenza - quella di fare di "Duello nel Pacifico" un film di guerra dove la guerra non si doveva vedere mai (solo intuire), il che avrebbe reso davvero molto più interessante il suo messaggio.
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16 maggio 2012 Opinione di millertropico su "Duello nel Pacifico"
L'azione è collocata nel 1944 (penultimo anno della seconda guerra mondiale). Lo scenaro in cui viene rappresentata, è quello di un'isola deserta nel nord dell'Oceano Pacifico dove un pilota americano (Lee Marvin) e un ufficiale della marina giapponese (Toshiro Mifune) sono costretti dagli eventi e dal destino a incontrarsi e scontrarsi loro malgrado, unici interpreti di un'opera che si regge interamente sulle loro solide spalle. L'americano è precipitato con il proprio aereo, mentre il...
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23 marzo 2011 Opinione di tika su "Duello nel Pacifico"
Bel film. Ben interpretato e sopratutto ben sceneggiato. Il fatto che un protagonista parli americano e l'altro giapponese fa capire perfettamente l'incomprensione fra i due e fa anche sorridere di fronte alle avversità cui vanno incontro. La guerra nella guerra... potrebbe avere un lieto fine ma non ce l'ha... perchè in fondo la guerra non finisce mai bene
voto al film: 
17 giugno 2010 Opinione di bradipo68 su "Duello nel Pacifico"
E'una tranquilla estate di paura quella che vivono un capitano americano e un soldato giapponese quando si ritrovano a convivere,da dispersi,su un isola deserta.E'una guerra senza quartiere legata alla barriera insormontabile della lingua e della diversità della divisa o perlomeno dei brandelli che rimangono loro addosso.E'un alternanza tra chi domina e chi subisce una specie di rudimentale gogna che però permette di camminare e così di rispettare gli ordini...
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7 maggio 2010 Opinione di luca826 su "Duello nel Pacifico"
VOTO 7+ OSTINATO Intenso film bellico, dove la guerra non è un movimento di armate, di eserciti ma è semplicemente lo scontro tra due uomini, che si ostinano a combattersi senza accorgersi di essere ambedue nella stessa situazione, mettendo allo stesso tempo in discussione il concetto di guerra tra stati. Uomini che uccidono uomini solo perchè apparteneti ad una "bandiera" diversa, la vita è più importante di qualunque nazione e la frase di Marvin rivolta a...
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10 febbraio 2010 Opinione di Mathiasparrow su "Duello nel Pacifico"
Solo Marvin e Mifune. Tutt’attorno a loro un desolante scenario stracolmo di niente, odorante di cenere da battaglia. Zero ostacoli, nessun intralcio. Il film mira evidentemente a riprodurre uno scenario apocalittico, e per riuscire nell’impresa servirebbe il decisivo apporto di una regia capace di enfatizzare la solitudine lasciandole assumere dimensioni globali e inquietanti. Compito delicato e difficoltoso che Boorman porta a termine solo parzialmente, limitandosi a coadiuvare...
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11 dicembre 2008 Opinione di teaestefano su "Duello nel Pacifico"
Peccato, davvero peccato per quel finale, che mi ha rovinato il piacere del resto del film. Poteva essere un bell'apologo sull'amicizia e la solidarietà che possono nascere tra uomo e uomo, anche se ufficialmente nemici, non appena ci si libera dall'ideologia e dalla sovrastruttura della guerra, che è assurda e disumana. Perché il regista ha voluto dare la colpa a Gesù Cristo della divisione degli uomini, e anzi attribuire più atrocità alla civiltà occidentale proprio perché...
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22 novembre 2008 Opinione di Dalton su "Duello nel Pacifico"
Boorman fu uno dei registi più coccolati degli anni '70: proveniente dalla swingin' London e dal(la scuola del) Free cinema inglese, proponeva l'introduzione di un cinema basato prevalentemente su elucubrazioni filosofiche (con la benedizione di Ken Russell), sullo sviluppo della forma (con quella di Kubrick) e sul montaggio creativo della violenza (con quella di Peckinpah). Secondo alcuni, con gli anni si è un pò appannato, ma il suo apporto alla creazione della New Hollywood è...
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15 luglio 2008 Opinione di IGLI su "Duello nel Pacifico"
Grandissimo film di guerra con due protagonisti-antagonisti di un rigore eccezionale. Film estremo, con due soli personaggi, sempre sul punto di trasformarsi in us'esercitazione di recitazione, evita questi pericoli con una grande dose d'ironia.
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