Il trono di sangue (1957)
Con Toshiro Mifune, Isuzu Yamada, Minoru Chiaki, Akira Kubo
La trama
Giappone, XVI secolo. Uno spirito profetizza a Taketoki Washizu, un nobile guerriero di ritorno da una spedizione vittoriosa, la conquista del potere e l'invincibilità fino a quando la foresta non si muoverà verso il Castello del Ragno. L'oracolo si avvera: l'uomo, attraverso una serie di usurpazioni ed efferati delitti, diventa estremamente potente. Quando l'esercito nemico si avvicina al castello, utilizzando i rami tagliati degli alberi per mimetizzarsi, la previsione sarà compiuta.
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 15/06/2011 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
Questa pellicola è un adattamento del "Macbeth" di W. Shakespeare e ambientata nel Giappone medievale del XVI secolo. La sceneggiatura ha più mani: oltre a Kurosawa, ci sono S. Ashimoto, R. Kikushima e H. Oguni.
I luoghi e le scene si misurano su tre posti principali: il bosco (elemento imperscindibile nel regista nipponico), il Castello 1 e il Castello Nord. Le riprese interne-esterne sono di grande 'lettura' cinematografica e l'azione è dirompente nel linguaggio e nei gesti 'teatrali' dei personaggi (misure e tecniche risapute nell'opera di Akira ma soprattutto elementi chiave -mai banali- che 'entrano' nei volti degli attori).
Logo del film (titoli naturalmente originali con sottotili).
Titolo e sottotilo.
Prima inquadratura: un altipiano con nebbia, poi in fondo un castello.
Inizia un canto: "Ammirate le rovine del castello delle illusioni dove si aggira chi, lo spirito di chi, consumato dal desiderio, pagò il suo contributo al trono di sangue il sentiero dell'ambizione, senza via di scampo, conduce alla rovina."
Soffia un forte vento, una nebbia nasconde il paesaggio, una tomba con un recinto in fondo, una scritta che testimonia, la musica scandisce la tragedia che la 'storia' nasconde.
Un cavallo con un samurai alla porta. Si apre e Washizu dice "Il forte è circondato...."...Il messaggio arriva a Sua Signoria che di grazia ordina: "Soccorretelo"..
"Preparare una trappola o un'imboscata". Ma ecco arrivare un messaggero che dice "Vittoria! Vittoria!", "Fujiamaku è preso!".
Quindi ordina "Uccidilo!".
Questo è solo l'inzio di un dramma continuo dove il sangue corre e scorre al parallelo dell'ingordigia umana e del arrivare in alto (tradendo valori e amici di vecchia data). In tutto questo la moglie di Whashizu ha una parte preponderante ma anche lei (Asaji) alla fine pagherà il dazio. Tutti (nessuno escluso) avranno la loro contropartita: nessuno crede di averla contro ma quando l'abisso è di fronte, l'uomo manifesta la sua inutilità e il richiamo degli spiriti 'maligni' su quelli 'benigni'. Ciò che si dice nel bello (il destino è dalla mia parte) si azzera nel brutto (il richiamo dello spirito che si aliena dall'uomo e il 'diavolo' che s'impossessa del tutto).
Washizu (Toshiro Mifune), nobile di grande famiglia, incontra nel Bosco lo Spirito (suo) che gli predice un destino di 'gloria': "Sei destinato a diventare il padrone del Castello...", "Non vuoi diventare il capo assoluto della regione?..."....E gli traccia una strada di successi..."Sei già capo del forte 2...E tra poco del forte 1...." "...E tuo figlio sarà il signore del Castello di Kumonosu". Lo Spirito scompare. Washizu è in compagnia di un altro cavaliere, il suo amico Miki.
Inquadratura dai rami: i due cavalli scompaiono e nella radura tra la nebbia. ESPANDI +
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9 maggio 2012 Opinione di sokurov su "Il trono di sangue"
Impossibile non amare il Machbeth di un divino Mifune, prigioniero della ragnatela dell'ambizione tessuta dal Ragno-LadyMachbeth. Non c'è un attimo di respiro e non una caduta in questa tragedia di folle ambizione. Da ascoltare assolutamente con audio originale, e pellicola restaurata (criterion). 10/10
voto al film: 
9 agosto 2011 Opinione di yume su "Il trono di sangue"
La tragedia del “beccaio morto e della sua demoniaca regina” è ancora una volta occasione per parlare delle profondità insondabili dell’animo umano, della sete di potere e della solitudine che ne è la condanna, dell’ambizione e della paura, dell’esaltazione e della caduta nella voragine della follia. “ "Ho dimenticato Shakespeare e ho girato il film come se fosse una storia del mio paese” dichiarò Kurosawa,ed è...
voto al film: 
15 giugno 2011 Opinione di lorenzodg su "Il trono di sangue"
"Il trono di sangue" (Il castello della tela di ragno; 'Kumonosu-jò', 1957) è un film di Akira Kurosawa: girato nello stesso anno di "I Bassifondi" e prima di altre opere di rilievo come "La fortezza nascosta (1958) e "La sfida del Samurai" (1961). Questa pellicola è un adattamento del "Macbeth" di W. Shakespeare e ambientata nel Giappone medievale del XVI secolo. La sceneggiatura ha più mani: oltre a Kurosawa, ci sono S. Ashimoto, R. Kikushima e H. Oguni. I luoghi e le scene si misurano...
voto al film: 
22 ottobre 2010 Opinione di jonas su "Il trono di sangue"
Libera rilettura del Macbeth shakespeariano, la cui vicenda viene trasferita nel Giappone del ’500. Rimane identico lo schema, con qualche cambiamento non sostanziale (es. le tre streghe sono sostituite da un vecchio spirito), e viene anche conservata l’ossessiva presenza di immagini di sangue; le innovazioni principali riguardano il personaggio di Lady Macbeth/Asaji, che a un certo punto rivela al marito di essere incinta (fornendogli così un motivo valido per...
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6 aprile 2010 Opinione di OGM su "Il trono di sangue"
La via del destino procede diritta, e mai scantona, nemmeno di fronte all’impossibile. L’uomo può pervenire ad una conoscenza e a una potenza prodigiose, leggere il futuro, forzare gli eventi con l’inganno e la violenza, ma il logos della storia non ne verrà scalfito, e continuerà imperterrito a regnare. A sancire la limitatezza del nostro agire è la sua appartenenza al caos, al turbine delle passioni, alla confusione dei pensieri, alla furia del...
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26 marzo 2007 Opinione di Nikito su "Il trono di sangue"
Senz'altro Kurosawa si sarà ispirato al Macbeth di Shakespeare, non credo possa essere il contrario. Anche se la versione cinematografica occidentale è senzaltro più recente ed anche più fedele al racconto Shakespeariano, la mia opinione è che Akira Kurosawa sia un grande, riesce a rendere molto la drammaticità della situazione nella quasi assenza di scene cruente.
voto al film: 
3 dicembre 2006 Opinione di sasso67 su "Il trono di sangue"
Paradossalmente la migliore trasposizione del "Macbeth" shakespeariano - ed ho visto i film di Orson Welles e di Roman Polanski, mica steccoli! - è quella di un regista giapponese, che, portando la vicenda cantata dal Bardo da una barbarica Scozia a un altrettanto barbarico Giappone, spoglio di tutto e popolato soltanto da generali e soldati, disseminato di tante "fortezze Bastiani" anziché di laboriosi villaggi, riesce intelligentemente a mettere d'accordo - anche tagliando qualche...
voto al film: 
28 marzo 2004 Opinione di carpa su "Il trono di sangue"
con poche parole, ma molte immagini, kurosawa reinterpreta il macbeth di shakespeare in chiave orientale. ne esce un film a tratti brutale, dove la donna assume un ruolo maligno, anche se i giapponesi volevano farci credere che fosse più "umana" per la sua gravidanza, non presente invece nelle versioni occidentali.
voto al film: 
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