Marathon (2002)
La trama
Il viaggio solitario e simbolico di Gretchen una ragazza che fa parole crociate in qualsiasi luogo si trovi: in metro, in autobus, per le strade di New York. Un passatempo innocuo che acquista dimensioni epiche, ma forse questo è l'unico modo che conosce per mettersi alla prova e distinguersi in una società che invece chiede solo l'omologazione.
L'opinione più recente
Di mm40 scritta il 29/01/2010
Voto al film: 
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- sufficienti [1]
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29 gennaio 2010 Opinione di mm40 su "Marathon"
Non fidatevi di Bartezzaghi quando vi consiglia un film. Per fortuna Marathon è corto (un'ora e un quarto), perchè è davvero di una noia insostenibile: non vi succede nulla di nulla. La protagonista appare spocchiosa ed infantile, spasmodicamente tesa al superamento di un record tanto vago quanto stupido; in più si aggiunga che per concentrarsi ha bisogno del caos attorno a sè, il che certo non aiuta lo spettatore. Niente musiche, solo rumori cittadini;...
voto al film: 
11 giugno 2008 Opinione di OGM su "Marathon"
Un film sulla concentrazione, che ti sottrae al mondo degli “altri”, e ti fa attraversare, indenne, il rumoroso e confuso flusso della folla. Resti isolato, in balia dei tuoi pensieri, che sono anche le voci di dentro in cui riecheggiano le parole delle persone amate (come, per Gretchen, i consigli che la madre le lascia nella segreteria telefonica). Una competizione con te stesso che, una volta portato all’estremo, ti fa sbattere contro i tuoi limiti: un modo doloroso ma efficace per...
voto al film: 
2 marzo 2007 Opinione di sasso67 su "Marathon"
Ci sono tanti modi per farsi del male e uno è sicuramente la visione di "Marathon", che parla di una ragazza newyorkese che si pone l'obiettivo di battere il proprio record di 77 cruciverba risolti in ventiquattr'ore. La ragazza riesce a concentrarsi soltanto tra i rumori della metropoli, e in particolare sulla metropolitana, tanto che, una volta giunta a casa, nel silenzio delle pareti domestiche non riesce ad andare avanti e sente il bisogno di ricreare le condizioni di rumore che la...
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11 gennaio 2006 Opinione di movieman su "Marathon"
Attendiamo un sequel incentrato sul sudoku :-)
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12 dicembre 2005 Opinione di Aquilant su "Marathon"
Le folle frenetiche vanno e vengono tra i rumori della jungla newyorchese e tra l’indifferente impassibilità di Gretchen, la protagonista, in evidente antinomia col brulicare ed il crepitare di suoni tutt’intorno. I mostri ferrosi sfoderano tutta la grinta e la capacità di inglobare nelle loro viscere ogni parvenza che in questo mondo respira d’umano. Un’immensa estensione di coscienze in via di prosciugamento, assiomaticamente ridotta ad un brulicare di suoni indistinti che fanno...
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23 ottobre 2005 Opinione di mise en scene 88 su "Marathon"
Uno dei film metropolitani più belli.Un bellissimo b/n
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30 aprile 2005 Opinione di scream su "Marathon"
Una ragazza che per risolvere crucuverba e battere così un record viaggia tutto il giorno in metropolitana nella caotica NY. E sì perchè Gretchen riesce a concentrarsi solo se immersa nel caos ridondante della metropoli, dove tutto richiede l'omologazione e dove tutti conducono esistenze isolate, chiusi nella proprie caselle, come le lettere che compongono un cruciverba. E questa analogia tra schema di cruciverba e metropoli, con le finestre dei suoi enormi grattacieli, celle domestiche,...
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10 novembre 2004 Opinione di ultrapaz su "Marathon"
Una ragazza deve battere il record di cruciverba realizzati in 24 ore, e per concentrarsi meglio ha bisogno di rumore, di caos urbano, e quindi passa da una metropolitana all'altra, da un bus alle strade di New York per concentrarsi meglio. Questo è il pretesto del regista Naderi per farci vedere la Grande Mela urbana, con i suoi 7 milioni di abitanti, tra americani, neri, asiatici, musulmani e moltissime altre etnie sempre in costante movimento per le strade e le sotterranee della City. Ma...
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6 giugno 2003 Opinione di Regista del Silenzio su "Marathon"
Per raccontare New York, Naderi unisce l'ossessione della metropolitana con quella per i cruciverba, e ne scaturisce un'esperienza audiovisiva invischiata nell'ossessione. I suoi 75 minuti, inzuppati in un bianco e nero più morboso che morbido, arrivano a colpire molto duro, gettandoci di peso in un trip maniaco-compulsivo che quasi riesce ad affaticare fisicamente, per merito di una riuscita alchimia tra intenzioni d'autore e mezzi impiegati. L'iraniano completa con "Marathon", la sua...
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